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Lavoro

Metro, sciopero riuscito

Adesione al 100%: il magazzino con i suoi 64 lavoratori resta inattivo. Ma non ci sono novità sulla possibile chiusura. I sindacati: l’azienda riapra il tavolo.
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I lavoratori della filiale di Bolzano di Metro Italia hanno partecipato in massa allo sciopero nazionale indetto da Cgil, Cisl e Uil. “Un ottimo risultato”, dicono i sindacati riguardo all’adesione al 100% da parte dei 64 dipendenti dell’azienda, 60 a tempo indeterminato e 4 con un contratto in scadenza nelle prossime settimane. Tuttavia, non basta ad allontanare i timori per la possibile chiusura del magazzino di via Volta. “Non ci sono novità, dall’azienda nessuna comunicazione” afferma Antonella Costanzo (Cgil Filcams). “Chiediamo a Metro di riaprire subito il confronto sul futuro della filiale e dei suoi occupati”.

Un risultato senza precedenti. È la prima volta che il punto vendita di Bolzano rimane chiuso al pubblico a causa di uno sciopero (Cgil e Uil)

I lavoratori altoatesini hanno sostenuto l’agitazione indetta a livello nazionale da Cgil, Cisl e Uil per contestare la revoca del contratto integrativo, nonché la decisione della società di applicare un regolamento interno. A livello locale la giornata si è caricata di un ulteriore significato: la protesta da parte dei dipendenti per lo spettro di una chiusura definitiva del magazzino di via Volta. 

Le sigle confederali parlano di un “risultato senza precedenti”: “È la prima volta che il punto vendita di Bolzano rimane chiuso al pubblico a causa di uno sciopero” precisano Filcams Cgil e Uiltucs che si scusano comunque con i clienti: “Ma non c’erano alternative”.

Durante il presidio Antonella Costanzo (Filcams/Lhfd) e Angelika Carfora (Uiltucs) hanno ribadito come non si possa accettare che i 64 lavoratori, attualmente impiegati nella filiare, siano in una situazione nella quale il rischio di perdere il posto diventa, giorno dopo giorno, sempre più concreto. 

Il rischio licenziamenti esiste. Metro Italia deve riaprire il confronto e anche la Provincia è invitata a intervenire (Antonella Costanzo, Filcams)

“Lo sciopero - spiega Costanzo - era nazionale, contro la decisione di Metro Italia, che è un’attività in utile, di non disdettare dopo trent’anni l’integrativo. A Bolzano però c’è un problema più grave, sul quale dalla controparte non è giunta nessuna alcuna nuova comunicazione. Il rischio licenziamenti esiste: sia per l’ipotesi di una riduzione della superficie del magazzino occupata da Metro, che è impegnata a contattare altri soggetti per dividere lo spazio, sia per quella ancora più grave di una cessazione definitiva dell’attività nel capoluogo”.

Il prossimo incontro tra le parti non è ancora stato fissato e i sindacati lamentano il veto alle trattative: “Metro Italia deve riaprire il confronto. Noi abbiamo invitato la Provincia a intervenire - conclude Costanzo - e ci siamo rivolti anche a Methab, società proprietaria dell’immobile, a cui partecipa per metà la Habitat di Tosolini”.

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Andreas P. Kaiser

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