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Energia

Cer, elettricità a km 0

Fermento associativo per le Comunità energetiche rinnovabili (Cer), associazioni fra produttori e consumatori locali di energia. Gli incentivi vanno in progetti locali.
Community-Beitrag von Mattia Frizzera19.07.2022
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Dieci anni fa gli incentivi per lo scambio sul posto dell'energia portarono ad un sensibile aumento degli impianti fotovoltaici domestici installati. A partire dal 15 dicembre 2021, data di approvazione dell'ultima "Milleproroghe", è cominciato il cammino delle Comunità energetiche rinnovabili (Cer), attendendo i decreti attuativi per dare certezza a tutti i particolari. Con la possibilità quindi che ci sia una nuova fase di sviluppo per il fotovoltaico domestico ed aziendale.

Ad una Cer, persona giuridica (fra quelle che stanno nascendo è preferita l'associazione, ma la forma può essere anche cooperativa o di altro genere), possono associarsi cittadini o imprese che si trovano all'interno del territorio servito dalla stessa cabina energetica primaria (passaggio da alta a media tensione). In Trentino per esempio la prima Cer è stata promossa dal Cedis, il Consorzio elettrico di Storo, nella località di Riccomassimo. Il 16 giugno 2022 è nata ufficialmente la Cer di Tenna, che copre un'area geografica quasi equivalente alla Comunità Alta Valsugana-Bersntol. Molte le serate informative in programma sul territorio, tra le quali quella del 18 luglio a Telve in Valsugana durante la quale hanno relazionato Romano Stefani e Giacomo Cantarella di Dolomiti Energia, oltre a Roberto Valcanover, presidente di Cer Tenna.

Dal 2024 verrà meno lo scambio sul posto e da un sistema incentivante si passerà ad una politica che favorirà l'ottica della produzione e consumo locale. Un sistema locale che metterà assieme amministrazioni pubbliche, imprese e cittadini. Per l'investimento in impianti fotovoltaici delle imprese è attivo anche un contributo provinciale in Trentino. I cittadini invece potranno ricevere contributi grazie ai Bim, bacini imbriferi montani, per esempio in questo caso dal Bim Trento. Le Cer possono essere applicate non solo all'energia generata da fotovoltaico, ma anche da biomasse, idroelettrico ed eolico. Il Gse (Gestore dei servizi energetici) per le Cer concederà per 20 anni un doppio incentivo: al privato per Kwh prodotto ed alla Comunità, quale "premio" per produzione e consumo locali.

"La Cer con questo incentivo - spiega Cantarella - coprirà i costi dell'organizzazione e reinvestirà sul territorio in progetti di sostenibilità".

Negli ultimi anni il prezzo dell'energia è stato, nel vero senso della parola, sulle "montagne russe": da un minimo di 20 euro al MWh durante il 2020 ai 500 euro al MWh in questi giorni del luglio 2022. Ci si sta quindi organizzando per promuovere servizi di flessibilità della rete, all'interno dei quali oltre alle Cer vi sono anche sistemi di accumulo come le batterie domestiche (che sono anche per esempio previste nei programmi di incentivo provinciali trentini) e le batterie che garantiscono la mobilità elettrica.

"A Rovereto - continua Cantarella - si sta progettando sul tetto di un magazzino di Dolomiti Energia un impianto fotovoltaico da 500 KWp, che intende dare il via ad una nuova Cer". Valcanover ricorda infine come al Cer Tenna abbiano già aderito 50 soci e stia crescendo l'interesse anche da parte degli imprenditori. Sul medio periodo infatti le Cer dovranno organizzarsi per garantire un equilibrio fra produzione e consumo di energia a livello locale, intercettando quindi chi consuma energia nella fascia diurna, quella nella quale i consumi domestici sono inferiori.

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Kommentare

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Am Pere 19.07.2022, 19:47

Complimenti per l'articolo. Va però aggiunto che lo spirito, anche normativo, delle CER è influenzato fortemente dal principio bottom-up, nello stile della Germania, Svizzera nonchè dell'Europa del Nord.
Bottom-up, nel senso della normativa vigente per le CER è da intendere che l'iniziativa possa, in certi sensi anche debba, partire dai singoli consumatori e produttori. Infatti, la partecipazione delle aziende già operative nel settore elettrico, sia esso di vendita, produzione, distribuzione è esclusa.
Il loro ruolo sarà quello di investor, società di servizi, ESCO e quant'altro, però la decisione sulle strategie della CER rimane in mano ai cittadini.
È importante enfatizzare la particolarità in quanto in Italia abbiamo una concentrazione enorme di big player nel settore elettrico e lo Stato, insieme all'Autorità di Regolazione, continua a sostenere i soliti ignoti. Il fenomeno si ripercuote quotidianamente sui prezzi, a maggior ragione su quelli attuali

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Mattia Frizzera 19.07.2022, 21:32

Grazie Ampere (quanti Ampere?), quanto scrivi sull'approccio bottom-up è stato sottolineato anche durante l'incontro. Sarà interessante vedere come si svilupperà il fenomeno in regione visti i molti impianti idroelettrici presenti e le centrali a biomassa (soprattutto in Alto Adige). Si è parlato infatti di come le Cer oltre che di elettricità in futuro potrebbero occuparsi anche della parte termica legata alle biomasse

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Am Pere 20.07.2022, 08:28

Il principio bottom-up è già stato leggermente eroso con l'introduzione dello scorporo del credito generato in CER dalla bolletta elettrica, almeno per gli utenti domestici. Si spera che le possibilità che le CER si fondino veramente tramite l'iniziativa della popolazione e non tramite spinta "da sopra" rimangano in vigore, questo sarebbe il vero spirito della legge, vedasi la best practice generata nell'Europa del Nord.
Sulla distribuzione termica di energia in forma collettiva, le CER non devono essere confuse con le CEC, altra forma di iniziativa bottom-up interessante, ma (attualmente) senza incentivi statali.

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Massimo Mollica 19.07.2022, 20:00

Le Comunità energetiche sono la più bella risposta a questi venti geopolitici. Siamo noi che possiamo decidere di aumentare l'indipendenza dagli idrocarburi. Grande nemico, oltre la mentalità, è la burocrazia. Non possiamo bloccare l'installazione di un impianto fotovoltaico per questioni paesaggistiche o simili.

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Mattia Frizzera 19.07.2022, 21:33

Con le Cer per gli imprenditori si apre anche possibilità di "far valere" le dimensioni dei loro capannoni non solo per autoproduzione di energia ma anche per i fabbisogni locali

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Massimo Mollica 19.07.2022, 22:13

Si ma ci vuole, oltre che sensibilità da parte delle imprese, sensibilità anche da parte della burocrazia. Da parte mia, nel mio molto piccolo, proporrò di creare una comunità energetica pilota qui a Bolzano. Detto questo mi sconforta che ne la Provincia ne i Comuni incentivino l' installazione dei pannelli fotovoltaici. Che per la cronaca potrebbero essere costruì anche qui da noi. Appena adesso il fisico premio nobel Parisi si interrogava sul perché solo in pochi tetti c'è il fotovoltaico. Ripeto, è un problema di sensibilità. E la stessa cosa è nella mobilità elettrica.

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Am Pere 20.07.2022, 08:33

Altri regioni hanno già stanziato fondi, anche notevoli, per la sola costituzione della CER. La provincia di Bolzano, almeno per il momento, non è orientata di legiferare in questa direzione. Qualora gli incentivi attuali dovessero rimanere, una CER ben organizzata, non ne ha neanche bisogno di ulteriori sussidi.
Sig. Mollica, mi lasci la Sua e-mail per cortesia, così la CER la facciamo nascere insieme in quanto anche il sottoscritto ed alcuni amici/conoscenti che installeranno vari impianti di generazione sono propensi a costituire una CER aperta a tutti. Grazie

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Stefan TAFERNER 20.07.2022, 14:53

Attendo vostro input per aderire alla CER. Vedi Comunità Solare Locale.
Grazie

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Gianguido Piani 22.07.2022, 18:33

Aspetto con impazienza i documenti applicativi. Nel frattempo c'e' qualcuno che puo' rispondere alle seguenti domande? Per semplicita' ipotizzo un generatore solare da 20 kWp e una palazzina con 10 famiglie, che vanno tutte d'accordo, non si ostacolano a vicenda.
(1) Come viene collegato l'impianto fotovoltaico a quelli domestici, a che tensione e dove vengono installati i contatori?
(2) Le dieci famiglie possono scegliere singolarmente il proprio fornitore di elettricita' oppure ci sara' un fornitore unico per la CER?
(3) In caso di blackout di rete pubblica e piena produzione dell'impianto locale, questo fornisce energia alle famiglie secondo criteri da decidersi? A piena generazione a ogni famiglia spetterebbero 2kW, in qualche modo questa soglia va controllata. Come?
(4) Come funziona l'impianto la famosa notte invernale? Interviene il fornitore esterno, che quindi deve tenere a disposizione piena capacita' generativa?
(5) Nel caso di auto elettriche, normalmente l'auto e' parcheggiata presso un'abitazione di notte, senza generazione solare. Quale soluzione tecnica e' ipotizzata per la ricarica delle auto? Se di 10 famiglie 7 hanno l'auto (media nazionale) e quest'auto e' elettrica, come possono ricaricarle con l'impianto CER?
Grazie in anticipo a chiunque voglia rispondere.

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Am Pere 22.07.2022, 23:07

Lo scambio di energia sia nella CER che nell'autoconsumo collettivo, esempio del condominio al quale si riferisce, avviene esclusivamente in maniera virtuale e non tramite collegamenti fisici. Per questo motivo non è necessario nessun intervento ai contatori che rimangono di proprietà della rete.
Il ruolo del fornitore è assolutamente marginale, le CER si possono costituire assolutamente senza. Questo era addirittura il motivo per il quale mi sono permesso di aggiungere la tematica all'articolo formidabilmente redatto dal Signor Frizzera. Lo spirito della norma prevede un sistema bottom-up che permette ai singoli consumatori di riunirsi, senza nessun aiuto dal fornitore. Esso può essere liberamente scelto dal consumatore, l'esistenza della CER non influisce sulla fornitura vera e propria.
Lo scambio di energia avviene a livello orario, ai fini dell'incentivo rileva il minimo tra consumo e produzione.

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Gianguido Piani 23.07.2022, 07:56

Grazie per la spiegazione! Ma se la CER e' virtuale, di fatto si tratta solo di collegare un impianto a rete come si fa da 15-20 anni a oggi. Abbiamo un nuovo nome per quello che - tecnicamente - e' un concetto da lungo esistente. La differenza e' nel contabilizzare l'energia prodotta e ripartire utili e incentivi. Lo stesso risultato potrebbe venire raggiunto se una societa' esterna prende in affitto il tetto a un buon prezzo e ci installa i suoi impianti.
Nell'ipotesi di un blackout di rete e anche a fronte di piena generazione locale gli appartamenti resterebbero senza elettricita'.
Mi viene da dire - Comunita' energetica di nome, ma non di fatto.
O non ho capito bene?

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Am Pere 23.07.2022, 09:12

Il meccanismo delle CER è un sistema assolutamente al di fuori della fornitura elettrica e delle relative bollette. L'iniziativa può essere intrapresa da cittadini comuni, infatti la legge esclude come membri attivi coloro che svolgono l'attività principale nel settore elettrico. Questa idea bottom-up è la vera revoluzione delle CER (per l'Italia), le quali, seguendo i modelli nord-europei, intraprendono iniziative senza il loro fornitore e, mediante l'incentivo, promuovono l'installazione di nuovi impianti rinnovabili. Tutto ciò, senza generare profitti finanziari, ma a sostegno della comunità, dell'ambiente e del proprio territorio.
Sono intervenuto nella discussione perchè ho letto il nome di un fornitore elettrico e ripeto, la loro presenza non è dovuta. Per la prima volta in Italia viene data la possibilità ai cittadini di intraprendere l'iniziativa elettrica, senza il sistema top-down che ha formato nei decenni i soliti noti fornitori e compagnia bella.

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Gianguido Piani 23.07.2022, 17:23

Ho trovato questa descrizione, abbastanza chiara
https://www.rinnovabili.it/energia/fotovoltaico/comunita-energetica-rinn...
Sostanzialmente lo scopo e' "fare sì che i consumi siano contemporanei rispetto alla produzione di energia da parte della comunità". Quindi accendere lavatrice e lavastoviglie di estate a meta' giornata (nel caso di generazione fotovoltaica). In Germania hanno fatto esperimenti al contrario, il controllo a distanza dei carichi in modo da accendere lavatrice e lavastoviglie di notte, quando l'elettricita' costa meno.
Sempre in Germania e' permessa l'installazione di piccoli impianti domestici fino a 600 Wp che sostituiscono direttamente i kWh ricevuti dalla rete. Nessun contributo, nessun sussidio, nessun passaggio burocratico, nessuna bolletta incomprensibile. Producendo i kWh in casa non li devo acquistare dal fornitore e risparmio il prezzo relativo. Non c'e' bisogno di rendere la questione piu' complicata di cosi'. Inoltre in caso di blackout esterno, resta sempre disponibile l'energia momentaneamente generata dall'impianto.
https://www.mein-eigenheim.de/energiesparen/solarmodule-fuer-die-steckdo...
Nei paesi di cultura anglosassone da una ventina di anni e' possibile avere un prezzo per l'utenza in tempo reale e regolarsi di conseguenza nel collegare i propri carichi. Nella maggior parte dei casi questo avviene per via automatica con semplici predisposizioni di impianto. Il prezzo fluttua durante la giornata anche in funzione della generazione rinnovabile momentanea. Predispongo la lavatrice perche' parta quando il prezzo sotto i 0,30 EUR/kWh o che il condizionatore si spenga quando il prezzo supera i 0,50 EUR/kWh, ed e' fatta. Il consumo viene adattato al profilo del prezzo. In parallelo si puo' attaccare un impianto di generazione alla rete e ricevere un contributo per l'energia prodotta secondo le regole esistenti da anni.
Anche in Italia mi piacerebbe vedere soluzioni tecniche e non solo commerciali-giuridiche, ma evidentemente questo non e' compatibile con la cultura del paese.

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Gianguido Piani 24.07.2022, 15:27

Appena visto
https://www.enelxstore.com/it/it/prodotti/energia-solare/generazione-sto...
La societa' opera in tutto il mondo, quindi sono obbligati a recepire le istanze anche del Nord Europa e dei paesi anglosassoni.
Altro riferimento
https://www.comparasemplice.it/informazioni/energia-rinnovabile/fotovolt...

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