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Classifiche

Austria felice, Italia molto meno

Lo dice l’ONU: i più felici sono i norvegesi, i più infelici i centroafricani. Austriaci 13esimi, italiani 48esimi.
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Pensavate che la primavera iniziasse ogni anno il 21 marzo
Ebbene: non è vero e per due ragioni sostanziali
Innanzitutto perché la primavera meteorologica comincia sempre ai primi di marzo (e ce ne siamo accorti nelle scorse due settimana con i valori termici che a Bolzano e in Bassa Atesina hanno superato di frequente i 20°c). 
Ma anche la cosiddetta primavera astronomica in realtà scatta quasi sempre nella giornata del 20 marzo, quindi oggi, ed ad orari che variano di anno in anno in coincidenza con l’equinozio. Ossia con il momento in cui la terra raggiunge quel punto dell’orbita in cui il sole si trova a picco sull’equatore mentre si trova sull’orizzonte sia al Polo Nord che al Polo Sud. 

Ebbene: l’equinozio del 2017 scatta esattamente alle ore 11.29 italiane di oggi lunedì 20 marzo

La primavera com’è noto è sinonimo di rinascita ed è per questo motivo che l’ONU a partire del 2012 ha deciso di istituire proprio il 20 marzo la Giornata Internazionale della Felicità. Stabilendo quanto segue nella risoluzione A/RES/66/281. 

« L'Assemblea generale [...] consapevole che la ricerca della felicità è un scopo fondamentale dell'umanità, [...] riconoscendo inoltre di un approccio più inclusivo, equo ed equilibrato alla crescita economica che promuova lo sviluppo sostenibile, l'eradicazione della povertà, la felicità e il benessere di tutte le persone, decide di proclamare il 20 marzo la Giornata Internazionale della Felicità, invita tutti gli stati membri, le organizzazioni del sistema delle Nazioni Unite, e altri organismi internazionali e regionali, così come la società civile, incluse le organizzazioni non governative e i singoli individui, a celebrare la ricorrenza della Giornata Internazionale della Felicità in maniera appropriata, anche attraverso attività educative di crescita della consapevolezza pubblica [...] »

Quindi oggi sono tutti contenti?
Mica tanto, soprattutto se ci si trova a considerare il Wolrd Happiness Report, ovvero la classifica che ogni anno viene rilasciata proprio in occasione del 20 marzo presso le nazionali unite. Classifica che quest’anno certifica come la Norvegia sia il paese al mondo caratterizzato dal tasso più alto di felicità. Superando la Danimarca, a lungo paese più felice del mondo, e quindi Islanda e Svizzera. In questa speciale classifica gli Stati Uniti sono al 14esimo posto, la Germania al 16esimo.

Come si posizionano in questa classifica Italia ed Austria, ovvero le due nazioni di ‘riferimento’ per l’Alto Adige Südtirol? 
E’ presto detto. Il bel paese si colloca solo in 48esima iposizione, sopravanzato nettamente da Vienna che riesce a piazzarsi in 13esima posizione

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La geografia della felicità nel mondo secondo il World Happiness Report dell'ONU

Leggendo il rapporto, che è consultabile a questo indirizzo, è possibile appurare come i primi quattro paesi della classifica (lo ripetiamo: Norvegia, Danimarca, Islanda e Svizzera) si giocano ogni anno la prima posizione risultando al top per un insieme di fattori che sostengono la felicità, e che sono usati come 'misuratore’ in questo senso. Stiamo parlando di cura della comunità, la libertà, la generosità nelle donazioni, l'onestà, la salute, il reddito e il buon governo

In particolare la Norvegia vince non a causa della sua ricchezza petrolifera ma a dispetto di essa. Le politiche ambientali sono diventate la pratica d'eccellenza di questo paese del nord europa. Si legge nel report che la Norvegia scegliendo di produrre il petrolio di cui è ricca in un certo modo (con estrazioni lente) e investire il ricavato di questa ricchezza per il futuro, piuttosto che per l'immediato, si è isolata dal cosiddetto ciclo 'boom and bust' (crescita veloce e crisi severa) che ha colpito molti altri paesi ricchi di risorse economiche. Il paese, sostiene il World Happiness Report, è unito in questa politica, coeso nella fiducia al governo, con cittadini fiduciosi nell'operato dell'amministrazione, uniti nell'impegno ciivo, tutti fattori che contribuiscono a mantenere la Norvegia tra i paesi migliori nella classifica della felicità

Tutti gli altri paesi nella top ten hanno anche valori elevati in tutte e sei le variabili chiave utilizzate per spiegare le differenze tra i paesi su questo tema: il rapporto tempo libero/reddito, l'aspettativa di vita in buona salute, l'assistenza di qualcuno su cui contare nei momenti di guai, la generosità, la libertà e la fiducia, quest'ultima misurata con l'assenza di corruzione tra imprese e governo. 

La felicità è insieme qualcosa di sociale e personale e non è legata al prodotto interno lordo, alla ricchezza economica di un paese, tanto è vero che nel report si legge che in Cina non sono più felici di 25 anni fa, che gran parte dell'Africa sta migliorando lottando strenuamente per le sue condizioni di 'felicità' e che negli Stati Uniti d'America la felicità sta crollando. Sono nel 2007 infatti figurava al terzo posto tra i paesi Ocse ora al 14/mo Le ragioni sono quel declino in termini di sostegno sociale e aumento della corruzione, che sono poi gli stessi fattori che spiegano il motivo per cui i paesi del Nord Europa sono al top della classifica.

Dulcis in fundo è interessante scorrere la classifica per appurare quali sono, oggi, i paesi meno felici del mondo. Stando alla classifica stilata dal Wolrd Happiness Report dell’ONU. 
La lista dell’infelicità coincide in larga parte con le nazionalità delle masse di profughi che stanno raggiungendo l’Europa in questi ultimi anni. Stiamo parlando di: Repubblica Centroafricana, Burundi, Tanzania, SiriaRuanda, Togo, Guinea, Liberia, Sud Sudan e Yemen.

 

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