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Avvenne domani

Un tram che si chiama rimpianto

Un'occasione persa, più di trent'anni fa, per dare a Bolzano un trasporto pubblico su rotaia.
Kolumne von
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Maurizio Ferrandi22.04.2017
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Nihil sub sole novum. La citazione biblica torna alla mente leggendo sul quotidiano "Il Corriere dell'Alto Adige" di un progetto per realizzare una linea tranviaria atta a collegare il quartiere di Casanova con il centro storico. Tracciato ipotizzato quello lungo le vie del quartiere di Don  Bosco e costo stimato, non indifferente, quello di 100 milioni di euro, da reperire magari frugando tra le pieghe dei bilanci europei. Di riportare il tram a far da protagonista nella viabilità cittadina si parla almeno da un decennio. Sarebbe, come detto, un ritorno dato che i vagoncini su binari hanno collegato il centro al quartiere di Gries sino ad epoche piuttosto recenti.

C'è però un altro momento chiave della storia della viabilità bolzanina che meriterebbe di essere ricordato a fronte di questo recente entusiasmo per la tranvia come mezzo ideale per il trasporto pubblico urbano.

Per capirci occorre tornare all'inizio degli anni 80 quando, con grandissimo entusiasmo di tutti i bolzanini e in specie di quelli dotati di un mezzo a due o a quattro ruote, viene completato il progetto per lo spostamento a sud della zona industriale della ferrovia Bolzano Merano. Il tracciato originario della linea ferroviaria, quello realizzato ancora in epoca asburgica, correva infatti lungo le rive dell'Isarco. Quando fu costruita la ferrovia la zona era ancora aperta campagna, ma già alla fine degli anni 30, con la nascita della zona industriale, la linea ferroviaria aveva finito per tagliare in due la città, con i passaggi a livello posti in coincidenza dei vari ponti, a bloccare più volte al giorno e il traffico pedonale e veicolare. Già prima della guerra era stato quindi elaborato un progetto per spostare la linea ferroviaria verso sud, ma gli eventi lo avevano lasciato inevitabilmente a prender polvere in un cassetto. Era divenuto poi di stringente attualità negli anni del dopoguerra, con l'aumento del traffico. Per i bolzanini quelle attese eterne ai passaggi a livello di ponte Roma, ponte Loreto e ponte Resia erano divenute un supplizio quotidiano. Fu dunque una specie di festa cittadina quello da celebrare il giorno in cui i treni per Merano cominciarono a passare sulla nuova linea.

A testimoniare l'esistenza del vecchio tracciato rimasero, per moltissimi anni, i binari ancora ben collocati sulla vecchia massicciata. Solo in tempi più recenti si è deciso di utilizzare quello spazio per collocarvi una pista ciclabile che sfrutta anche il vecchio ponte in metallo che attraversa il torrente Talvera poco prima che questo vada a gettarsi nell'Isarco.

Quei binari abbandonati fecero nascere però in qualche cervello lungimirante le ipotesi di utilizzare la vecchia linea per farvi correre un tram che, all'epoca il quartiere Casanova non esisteva, avrebbe comunque potuto collegare in modo rapidissimo la zona di via Resia con il centro, fungendo un po' da spina dorsale di un servizio di trasporto pubblico da ampliare magari anche ad altre zone della città. L'idea non pareva del tutto balzana nemmeno all'allora sindaco di Bolzano Giancarlo Bolognini che però, prospettandola in modo del tutto informale qualche interlocutore, si rese conto di dover remare controcorrente.

I bolzanini si erano appena liberati con enorme sollievo della vecchia ferrovia e, anche se il tram garantiva un sistema molto meno penalizzante per il traffico privato, non avevano nessuna intenzione di veder sfrecciare su quei binari qualche altro mezzo. L'idea fu così lasciata cadere e i binari rimasero ad arrugginire inutilmente. Fosse stata realizzata, si sarebbe forse potuta collegare oggi con quella che gli abitanti di Appiano e Caldaro chiedono vanamente di realizzare per risolvere in modo definitivo i loro problemi di accesso alla città. Anche qui una ferrovia c'era e l'esempio di ciò che è stato realizzato in Val Venosta permette di immaginare lo straordinario impatto che una struttura del genere avrebbe anche sotto il profilo turistico.

Vale la pena di pensarci, forse, o, meglio ancora di ripensarci.

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Kommentare

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Daniele Menestrina 22.04.2017, 21:23

Io direi che è ora di finirla con la favoletta che Appiano e Caldaro hanno sempre voluto il tram. Ci si dimentica che furono proprio i rappresentanti di questi due comuni che in un incontro carbonaro con l'assessore provinciale Widmann decisero di silurare il progetto del tram a favore del metrobus. I cittadini di Bolzano rappresentanti politici in testa appresero questa notizia dai giornali. Basta andare a rileggersi i commenti di allora tipo quello dell'assessore competente Kofler Peintner.

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Paul Schöpfer 23.04.2017, 11:44

So kann man das natürlich auch darstellen Herr Menestrina. Nur ist das eine komplette Verdrehung der Wahrheit.

Wahr hingegen ist, dass allzu viele Politiker aus reinem Populismus Widmann in den Rücken gefallen sind und das Durnwalder das ausgenutzt hat um den Metrobus auch noch abzuschiessen indem er die dafür vorgesehenen Gelder im Haushalt gestrichen hat. Wäre das Geld damals ausgegeben worden, wäre man einer Tram ins Überetsch viel näher als heute.

Und den Blödsinn dass Bozen nie informiert war... Bozen war schon informiert, insbesondere die Obgenannte, welche ihre Aussagen sicher nicht teilen würde. Das größte Problem ist sowieso Bozen, die unregierbare Stadt. Damals wie heute wird man es in Bozen nie schaffen eine derartiges Projekt umzusetzen weil für jede kleine Entscheidung Jahre benötigt werden.

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Daniele Menestrina 23.04.2017, 19:39

Ich halt mich an das was schwarz auf weiss in den Zeitungen stand und sonst so in den verschiedenen Medien bekannt gemacht wurde. Kann mich noch gut an die erstaunten Reaktionen unserer Gemeindepolitiker erinnern.
Und was die Unregierbarkeit anbelangt so wäre jede Gemeinde im Land, der dauernd von der Landespolitik reingepfuscht wird, unregierbar.

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Paul Schöpfer 23.04.2017, 20:53

Alles klar! Das Land ist Schuld wenn in Bozen nichts weiter geht!

Und in der Zeitung stehts wohl schwarz auf weiß... die Wahrheit???

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Daniele Menestrina 23.04.2017, 22:53

Na ja, dann lassen wir mal die Zeitungen beiseite und lesen ein Sitzungsprotokoll der Gemeinde Bozen, um uns zu erinnern wie die Sache damals lief. Ich verstehe, dass Sie als involvierter Kalterer jetzt wo ihr eingesehen habt, dass der Metrobus eher ein Schmarrn ist, versucht anderen die Schuld dafür in die Schuhe zu schieben (konnte man auch hier auf Salto lesen im Zusammenhang mit der Pillhof-Variante), aber elegant ist das nicht.
http://www.comune.bolzano.it/print_context.jsp?ID_LINK=426&area=295&page...

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Paul Schöpfer 25.04.2017, 01:38

Das Sitzungsprokoll ist ein gutes Beispiel für das Kasperletheater welches in Bozen allwöchentlich mehrmals abläuft.

Falsch verstanden haben Sie mich jedoch bezüglich ihrer Interpretation, dass ich irgendwelchen Boznern irgendwas in die Schuhe schieben möchte. Meine Ausführungen bezog sich auf Überetscher Politiker.

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Martin Senoner 09.05.2017, 14:34

Als radfahrender Eisenbahn- und Tramfan, würde es mir leidtun, wenn ich nicht täglich mehrmals den schönen Radweg auf der alten Bahnstrecke benutzen dürfte. Eine Straßenbahn kann im Stadtgebiet auf der Straße geführt werden, außerhalb braucht sie aber eigene Geleise (wie die "Straßenbahn" Oberbozen-Klobenstein). Kreisverkehre mag die Straßenbahn auch nicht besonders! Aus diesen Gründen waren die Überetscher Politiker wohl damals gegen die Straßenbahn! Dass sie es sich jetzt anders überlegt haben, ist ein anderes Kapitel. Für mich ist aber nicht die Linie 3 in eine Tram zu verwandeln, sondern die Linie 8. Für die Kaiserau sollte das Ziel sein, dass alle Züge von Meran halten (und auch die zukünftige S-Bahn-linie Sigmunsdkron - Bozen), wenn dann im 15-Minuten-Rythmus Züge im Bahnhof Kaiserau halten, braucht es keine Straßenbahn mehr!

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Massimo Mollica 10.05.2017, 15:32

Bell'articolo come sempre! Complimenti! Io credo che a riguardo ci potrebbe aiutare la tecnologia! Infatti invece che pensare a un tram, che inevitabilmente toglierebbe il tracciato della ciclabile, si potrebbe benissimo far passare una sorta di ovovia moderna (un tram volante) che dalla stazione arrivi diritta ad appiano, passando da Casanova e Firmian. Non ho dati a riguardo ma si abbatterebbero i costi e ci permetterebbe di avere una struttura sicuramente meno impattante e comunque valida! In poche decine di minuti collegherebbe molte zone (dalla stazione fino ad Appiano), sottraendo traffico su auto. E il bello che sfrutteremmo tecnologia locale visto che in provincia abbiamo sia la Leitner che la divisione italiana della Doppelmayr!
Perché nessuno lo propone? Per limitate capacità di vedere il futuro! Non mi so dare altre spiegazioni!

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Mario Forni 06.06.2017, 10:49

Vorrei commentare quanto scrive il signor Mollica. Non vedo proprio come un "tram volante" non possa essere impattante ... anzi, sarebbe proprio il contrario! Una delle due ditte da lui citate anni fa aveva proposto un sistema automatico del tipo installato a Perugia. Ma la proposta non ha avuto seguito perché decisamente improponibile per distanze tipo Bolzano - Caldaro; inoltre non si capiva bene come potesse avvenire la penetrazione in città. Allora, evviva il tram, il sistema più antico, ma sempre attuale perché è il più semplice, il più pratico, certamente il meno impattante sotto tutti i punti di vista e, non ultimo, il meno vincolante in fatto di tecnologia scelta (mi spiego, non esiste ancora in commercio un sistema di quelli suggeriti dal signor Mollica, che non sia vincolato a brevetto e, pertanto, si è sempre obbligati a rivolgersi, per manutenzione, potenziamento o rinnovo, allo stesso produttore con tutti i costi che da ciò evidentemente consegue. In quanto alla pista ciclabile ... suvvia, basta trovare delle alternative ... Grazie per l'attenzione.

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