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Salto-Gespräch

Tandem: 40 anni fuori dal coro

Intervista con Paolo Crazy Carnevale, autore un libro atteso, dedicato alla radio bolzanina erede di un sogno in grado di trasferirsi da una generazione all’altra.
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Il libro “TANDEM, 40 anni di radiofonia e informazione fuori dal coro” verrà presentato mercoledì prossimo 24 maggio alle ore 18 presso la Sala Polifunzionale di Piazza Nikoletti a Bolzano.
Sabato 27 maggio per l’occasione Tandem aprirà i microfoni a tutti coloro che in questi 40 anni, per periodi più o meno lunghi, hanno trasmesso in radio
Questo è un periodo di grande festa per l’unica radio davvero libera e aperta della nostra terra. Quindi con senso di riconoscenza (anche da parte di chi scrive, che ha compiuto infatti i suoi primi passi da adolescente proprio a Radio Tandem), abbiamo colto l’occasione per fare due chiacchiere con lo scrittore e grande appassionato di musica Paolo Crazy Carnevale, che si è preso l’onere e l’onore di stilare le memorie dei primi 4 decenni della radio. 

salto.bz : Com’è nata l’idea di realizzare un libro sui 40 anni di Radio Tandem?
Paolo Crazy Carnevale - L’idea l'ha avuta Paolo Izzo, un personaggio sempre piuttosto vulcanico, a dispetto dall’apparenza. Sembra un tipo tranquillo, ma invece ha sempre una quantità incredibile di idee e di vere e proprie curiosità. Nello specifico curiosità per il mondo giovanile di cui si occupa professionalmente, na anche di come i giovani vivevano a Bolzano 20/30/40 anni fa. Anche lui è passato per Tandem ad un certo punto della sua vita ed ha sempre avuto questo pallino del libro sulla radio, un'idea che è rimasta in realtà in stand by per lungo tempo. 
In occasione dei 40 anni dalla nascita di Radio Popolare, che è stata la progenitrice di Tandem, Paolo Izzo però è venuto da me ricordandomi la vecchia idea. Io gli ho subito detto a questo punto si poteva fare, ma che il tempo era pochissimo e che soprattutto occorreva vedere se la Radio concordava con l’idea che uscisse un libro sulla sua storia. 

Ma per primo Paolo Crazy Carnevale, che da oggi possiamo dire essere ufficialmente diventato biografo di Radio Tandem, aveva mantenuto contatti personali con l’emittente?
Con alcuni dei fondatori e factotum della radio tipo Antonio Vaccaro e Giorgio Bagatta ero senz’altro in contatto. Insomma: li ho sentiti ed abbiamo qundi ottenuto il consenso da parte di Radio Tandem. Dopo di che ho utilizzato un metodo di lavoro non molto diverso da quello che avevo adottato a suo tempo (2015) per il libro “Alta Fedeltà – Sessant’anni di musica a Bolzano e dintorni”, scritto insieme a Daniele Barina. Cominciando così a raccogliere testimonianze. 

“Per rendere un lavoro come questo al contempo fruibile e attendibile, occorre preventivamente sentire il maggior numero possibile di voci” 

In effetti Radio Tandem è sempre stata un'esperienza di gruppo… 
Sì ed è per questo che si dovevano sentire le tante persone che la radio l’hanno fatta, nel corso degli anni. Ho proceduto in modo cronologico, partendo dai fondatori del 1977 ed arrivando fino a quelli che la radio la fanno oggi, nel 2017. 

Quali le conferme e le sorprese durante il lavoro di ricerca?
Mi ha sorpreso l’entusiasmo con cui tutti hanno risposto all’appello. Qualcuno addirittura ha portato un contributo tangibile, scrivendo di proprio pugno personali ricordi in una sezione del libro. La radio è stata per molti una grande palestra di giornalismo, una cosa che forse sfugge spesso. Parlando con i testimoni poi è subito emerso come Radio Tandem abbia avuto sempre un ruolo cruciale anche quale organizzatrice di eventi. 

“Tutti oggi conoscono le Colazioni Jazz e la Volxsfesta, ma nei decenni la radio a proposto molte altre cose. Il Festival L’altRockio ce lo ricordiamo tutti, ma ci sono stati anche importanti convegni.”

E il tutto avveniva in un’epoca in cui a Bolzano le iniziative erano in numero molto inferiore rispetto ad oggi, per non parlare della carenza di spazi per le manifestazioni…
Con un convegno sui popoli e le minoranze la radio era addirittura finita sul TG nazionale. 

L’autore del libro ha ricostruito il tutto attraverso le testimonianze oppure ha svolto anche una ricerca d’archivio?
Mi sono sfogliato tutti i numeri del giornale Tandem, che per un periodo breve ma cruciale ha ‘corso’ parallelamente alla radio. Lavorando io in Biblioteca Civica, la cosa naturalmente si è rivelata piuttosto agevole, come potete immaginare. 

“Il problema era capire quando sono effettivamente avvenute le cose, perché succede che quando si parla con le persone la loro percezione del tempo spesso è molto… personale.” 

L’autore aveva bisogno di una bussola, insomma. 
Sì ed io su queste cose sono molto preciso, perché ho sempre avuto una grande passione per la storia. Mi ha aiutato anche il fatto che da sempre raccolgo tante cose, per cui a casa ad esempio avevo i manifesti delle iniziative dell’epoca. 

Paolo Crazy Carnevale però è anche un narratore, avendo scritto fino a qualche anno fa solo racconti e romanzi. Com’è stata travasata questa vena nel libro biografico su Radio Tandem?
Venendo dalla narrativa e facendo comunque da sempre il cronista degli eventi musicali, penso di essere in grado di mediare le due cose, dando anche ad un testo di carattere ‘memorialistico e saggistico’ come questo la qualità del racconto. 

Paolo Crazy Carnevale da tempo si mette in luce per la sua attività pubblicistica, un po’ a cavallo tra le due culture locali. Una prospettiva che a questo punto era un prerequisito non da poco per raccontare Tandem, che non è mai stata ‘solo’ una radio ‘italiana’. 
Questa cosa mi viene riconosciuta spesso e probabilmente mi ha aiutato quando ho dovuto prendere in considerazione anche la doppia anima della radio. 

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La prima sala regia di Tandem in Via Claudia Augusta, quando si chiamava ancora Radio Popolare

D’altronde anche il mondo musicale altoatesino (pop e rock) da sempre vive di interconnessioni tra i due mondi, molto più che altri contesti della cosiddetta ‘cultura’. 
Vale anche per il giornalismo, in realtà. In radio ad esempio sono transitati Renate Mumelter, Kurt Landthaler ed altri personaggi incredibili del mondo culturale altoatesino tipo Manny Pardeller. 

Radio Tandem è stata pioniera in questo senso e in qualche modo si potrebbe dire che abbia avuto un ruolo di precursore rispetto a salto.bz, no?
Sì, è un’eredità che raccolgono in molti. E nel gruppo di Salto tra l’altro ci sono anche delle figure che provengono dall’esperienza di Tandem, come ad esempio Benno Simma, presente ogni weekend sul vostro portale con Simmantics. 

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Lo studio della sede di Via Lungo Isarco Sinistro

Insomma: culture e lingue che si incontrando mantenendo uguale diritto di cittadinanza nello stesso contesto, senza fortificazioni e autodifese. E poi c'è anche la gestione comunitaria o cooperativa del progetto….
Proprio così. Lo spirito è quello. E Salto forse riesce a portare a compimento l’idea originaria di Tandem, perché il giornale alla fine è sempre rimasto ‘più tedesco’ e la radio sempre ‘più italiana’. 

Tandem giornale e Tandem radio avevano però anche altre differenze, che vengono raccontate in modo molto esplicito nel libro. 
Sì, la radio è sempre stata politica ma non partitica. Mentre invece il giornale era legato a Langer e poi ai progetti della sinistra alternativa. 

Il giornale Tandem alla fine è diventato un organo di partito. 
E la radio invece ha sempre difeso con i denti la sua indipendenza. La stessa che ha oggi Salto. 

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Lo studio di Via Streiter con l'indimenticabile Giorgio (Venezia)

Un altro aspetto straordinario di Radio Tandem è l’ostinazione ‘no profit’ che dura da 40 anni. 
Nel panorama attuale è un unicum. In ogni caso va detto che anche Tandem ha provato a diventare commerciale, anche se non per fare profitti, diciamo. Lo scoglio primario è stato quello di riuscire a trovare inserzionisti con cui pagare le spese. Radio Tandem a più riprese ha dunque preso in considerazione l’idea della pubblicità, fin dagli anni ’70. Per gratificare anche economicamente coloro che in radio ci stavano più tempo e le permettevano di stare in piedi. Ma per un motivo o per l’altro questa cosa alla fine non si è mai fatta. 

“Una debolezza della radio da sempre è stata rappresentata dal fatto che quando i giornalisti che avevano fatto la gavetta a Tandem poi trovavano lavoro in qualche testata, a loro non veniva più consentito di trasmettere in radio”

Ultima domanda. Radio Tandem è nata in una Bolzano completamente diversa da quella di oggi. Socialmente, politicamente ed anche mediaticamente. 40 anni fa la radio era la nuova frontiera della comunicazione, oggi invece dalle nuove generazioni rischia di essere relegata nel cassetto dei ricordi. Questa cosa traspare nel libro?
La radio oggi ha un ruolo diverso, anche dal punto di vista dell’aggregazione. All’epoca i diciottenni si fiondavano a frotte in radio. 

“Oggi l’età media di coloro che frequentano la radio è molto diversa, ma si tratta sempre di gente che ci mette l’anima e ci crede. E la stessa cosa vale per gli ascoltatori.”

 

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Kommentare

Bild des Benutzers Maria Cristina De Paoli

Una gran bella storia raccontata da un cronista d'eccezione.

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