Paccher, Roberto
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Botta e risposta

“Una forzatura politica”

Riccardo Fraccaro accusa il Trentino Alto Adige di non essere intervenuto sui vitalizi, il presidente del consiglio regionale Paccher: “Il Ministro si informi meglio”.
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“Tutte le Regioni hanno programmato una seduta del consiglio per stare nei termini dell’accordo” concluso dal governo al fine di abolire i vitalizi dei consiglieri, “tranne due, il Trentino Alto Adige e la Sicilia […]. Non conosco le motivazioni, ma è evidente che così si difendono i privilegi. E mi colpisce che siano due Regioni amministrate dal centrodestra, e quindi anche dai nostri alleati di governo, la Lega”. Ad affermarlo è Riccardo Fraccaro, ministro per i Rapporti col Parlamento in un’intervista pubblicata oggi (20 maggio) sul Corriere della Sera. 

Le parole dell’esponente del Movimento 5 stelle raccolgono tuttavia una netta presa di posizione da parte di Roberto Paccher, presidente del Consiglio regionale del Trentino-Alto Adige, che bolla le affermazioni del Ministro come una “evidente forzatura politica”.

 

Riccardo Fraccaro
"Basta privilegi". Il ministro Fraccaro punta il dito contro il Trentino Alto Adige e la Sicilia

 

Paccher rincara la dose sottolineando che Fraccaro “forse ignora” che “il Trentino-Alto Adige è stata la prima Regione italiana ad abolire i vitalizi per i Consiglieri eletti a partire dal 2008. Per quanto riguarda il sistema contributivo, ancora una volta per primi in Italia, la Regione lo sta applicando già dal 2014 per i Consiglieri in carica. Infine, non meno importante, proprio le nostre leggi regionali 4/2014 e 5/2014 – visto che hanno operato retroattivamente su questa materia - sono state oggetto di un ricorso alla Corte Costituzionale che, dopo un iter durato diversi anni, ha dato finalmente ragione alla nostra assemblea legislativa il 9 maggio di quest’anno. Già il giorno 14 maggio, l’Ufficio di Presidenza ha elaborato un proprio percorso, che prevede un ulteriore intervento in linea con quanto previsto dalla nuova normativa nazionale, rafforzato ora da una sentenza che ha avvalorato le nostre tesi e dato il via libera anche alle normative statali”.

Non posso accettare che sia gettato discredito sull’operato di una assemblea legislativa che si contraddistingue - oggi, come in passato - per il proprio modo di amministrare con efficacia e trasparenza, nell’interesse del bene comune

Il presidente del Consiglio regionale ricorda inoltre che “l’iter del nostro disegno di legge è stato nel frattempo già presentato agli Uffici competenti a Roma giovedì scorso e inoltrato al ministero di Fraccaro e al ministro Stefani e sarà condiviso con i capigruppo del consiglio regionale in questi giorni, prima della scadenza indicata dal Governo, prevista per la fine di maggio. Abbiamo aspettato la sentenza della Corte Costituzionale per una prudenza che si giustifica nella volontà di agire, ancora una volta, nel modo migliore e più efficace e lo abbiamo fatto tempestivamente. Il nostro consiglio regionale ha lavorato con la massima trasparenza nell’interesse dell’ente pubblico e dei cittadini. Anche in questo caso la Regione, che da sempre viene presa a modello in tutta Italia e non solo, sta operando in questa direzione”. 

Rispedite dunque le critiche al mittente. “Non posso accettare - precisa infine Paccher - che sia gettato discredito sull’operato di una assemblea legislativa che si contraddistingue - oggi, come in passato - per il proprio modo di amministrare con efficacia e trasparenza, nell’interesse del bene comune”.

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