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Umanità in fuga

Il 20 giugno è la Giornata Mondiale del Rifugiato, e l’UNHCR celebra forza, coraggio e perseveranza dei rifugiati, che sono sempre di più: 70,8 milioni in tutto il mondo.
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Nel 2018, il numero di persone in fuga da guerre, persecuzioni e conflitti ha superato i 70 milioni. Si tratta del livello più alto registrato dall’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, in quasi 70 anni di attività. I dati sono raccolti e presentati nel rapporto annuale dell’UNHCR Global Trends, e mostrano come attualmente siano quasi 70,8 milioni le persone in fuga. È il doppio rispetto a vent'anni fa, 2,3 milioni di persone in più rispetto al 2017, una "popolazione" pari a quella di nazioni come la Thailandia e la Turchia.

La cifra di 70,8 milioni - avverte l'Agenzia ONU - è stimata per difetto, considerato che la crisi in Venezuela è attualmente riflessa da questo dato solo parzialmente: in tutto, circa 4 milioni di venezuelani, secondo i dati dei paesi che li hanno accolti, hanno lasciato il Paese, rendendo la crisi in atto uno degli esodi forzati recenti di più vasta portata a livello mondiale.
 

Filippo Grandi
 70,8 milioni le persone in fuga dai propri paesi d'origine, è il livello più alto registrato dall’UNHCR. Nella foto Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati.

 

“Quanto osserviamo in questi dati costituisce l’ulteriore conferma di come vi sia una tendenza nel lungo periodo all’aumento del numero di persone che fuggono in cerca di sicurezza da guerre, conflitti e persecuzioni - ha dichiarato Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati -. Se da un lato il linguaggio utilizzato per parlare di rifugiati e migranti tende spesso a dividere, dall’altro, allo stesso tempo, stiamo assistendo a manifestazioni di generosità e solidarietà, specialmente da parte di quelle stesse comunità che accolgono un numero elevato di rifugiati. Stiamo inoltre assistendo a un coinvolgimento senza precedenti di nuovi attori, fra cui quelli impegnati per lo sviluppo, le aziende private e i singoli individui, che non soltanto riflette ma mette anche in pratica lo spirito del Global Compact sui Rifugiati. Dobbiamo ripartire da questi esempi positivi ed esprimere solidarietà ancora maggiore nei confronti delle diverse migliaia di persone innocenti costrette ogni giorno ad abbandonare le proprie case”.

Se da un lato il linguaggio utilizzato per parlare di rifugiati e migranti tende spesso a dividere, dall’altro, allo stesso tempo, stiamo assistendo a manifestazioni di generosità e solidarietà, specialmente da parte di quelle stesse comunità che accolgono un numero elevato di rifugiati

La cifra di 70,8 milioni registrata dal rapporto Global Trends è composta da tre gruppi principali. Il primo è quello dei rifugiati, ovvero persone costrette a fuggire dal proprio Paese a causa di conflitti, guerre o persecuzioni. Nel 2018 il numero di rifugiati ha raggiunto 25,9 milioni su scala mondiale, 500mila in più del 2017. Inclusi in tale dato sono i 5,5 milioni di rifugiati palestinesi che ricadono sotto il mandato dell’Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e l’Occupazione dei rifugiati palestinesi nel Vicino Oriente. Il secondo gruppo è composto dai richiedenti asilo, persone che si trovano al di fuori del proprio Paese di origine e che ricevono protezione internazionale, in attesa dell’esito della domanda di asilo. Questa definizione riguarda molti tra quanti sono arrivati in Italia nel corso degli ultimi anni: alla fine del 2018 il numero di richiedenti asilo nel mondo era di 3,5 milioni. Infine, c'è il gruppo più numeroso, pari a 41,3 milioni di persone: è quello che include gli sfollati in aree interne al proprio Paese di origine, una categoria alla quale normalmente si fa riferimento con la dicitura "sfollati interni" (Internally Displaced People/IDP), una categoria che aiuta a capire quanto il problema sia complesso e non riguardi solo i Paesi occidentali, anzi.

Come spiega l'UNHCR riassumendo "8 fatti sui rifugiati che è necessario conoscere", i Paesi ad alto reddito (come l'Italia) accolgono mediamente 2,7 rifugiati ogni 1.000 abitanti, i Paesi a reddito medio e medio-basso ne accolgono in media 5,8, i Paesi più poveri accolgono un terzo di tutti i rifugiati su scala mondiale (quasi 24 milioni di persone, complessivamente). Altri "fatti" da conoscere, e da contrapporre alla narrazione tossica su migranti, richiedenti asilo e rifugiati, è che un rifugiato su due è un bambino, che circa l’80% dei rifugiati vive in Paesi confinanti con i Paesi di origine, che nel 2018 1 persona ogni 108 era rifugiata, richiedente asilo o sfollata, mentre 10 anni prima la proporzione era di 1 su 160. 

 
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