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Fase 2

“Rsa, la Provincia faccia presto”

Le case di riposo chiedono il “ritorno alla normalità”. Attesa la delibera provinciale. La strategia di Widmann: test a tappeto. Kompatscher critica il dl rilancio.
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Sarah Franzosini22.05.2020
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Nell’occhio del ciclone durante il periodo acuto dell’emergenza coronavirus, per il modo in cui è stata gestita la situazione e per via dell’alto numero di decessi, ora le Rsa altoatesine premono per entrare nella Fase 2 e “tornare alla normalità”. A chiederlo a gran voce è Moritz Schwienbacher, presidente dell’Associazione delle Residenze per Anziani dell’Alto Adige, che sollecita un rapido intervento della politica: “Un’attesa prolungata è irresponsabile nei confronti delle persone che vivono nelle case e non è più giustificabile dal punto di vista umano”. La richiesta è quella di una “via altoatesina” anche per le Rsa, attraverso un piano - che fra le altre cose prevede la riapertura per le visite e l’ammissione in struttura - trasmesso dal Comitato Anticrisi delle Residenze per Anziani alla giunta provinciale perché lo approvi con una relativa delibera.

Ieri, 21 maggio, durante la consueta videoconferenza l’assessora al Sociale Waltraud Deeg ha fatto sapere che il piano con le linee guida sanitarie è già stato inviato all’Istituto superiore di sanità e alla Conferenza delle Regioni, “ora attendiamo il parere”. L’auspicio è che si possa ripartire tra la fine di maggio e l’inizio di giugno, “aprendo quindi le case di riposo a visitatori e parenti per garantire quel contatto umano che, ci rendiamo conto - afferma Deeg -, è fondamentale e non più procrastinabile”.

Deeg, Widmann
Fase 2: la Provincia annuncia che i test proseguiranno a ritmo serrato anche nelle Rsa dove finora non sono stati segnalati casi di coronavirus. Foto: ASP/FB

 

Il prezzo pagato

 

Pesante è il bilancio dei morti: dal 25 febbraio al 17 maggio in 44 delle 76 Rsa altoatesine si sono registrati, fra i residenti, 117 decessi con coronavirus, 582 sono i casi positivi e 345 i guariti; mentre 445 sono stati gli operatori sanitari contagiati. Nelle 44 residenze per anziani è stato testato il 77% degli ospiti e il 97% del personale. Più in dettaglio dei 54.428 tamponi effettuati sul territorio 13.250 sono stati fatti nelle case di riposo, dove sono stati controllati 2.215 ospiti (2,7 tamponi ciascuno) e 3.200 collaboratori (2,5 tamponi ciascuno). Nelle prossime settimane, assicura Isabella Mastrobuono, direttrice dell’Unità operativa assistenza primaria e cronicità dell'Azienda sanitaria, tutti gli operatori (sono 5.100 in totale), anche quelli impiegati nelle strutture dove non sono stati riscontrati casi sospetti, saranno testati.

Rispettate le regole, un altro lockdown sarebbe devastante per l’Alto Adige, che non potrebbe più tornare a essere quello di prima (Thomas Widmann)

Dal canto suo l’assessore alla Sanità, Thomas Widmann ha ribadito che nella Fase 2 non mancherà un costante e attento monitoraggio sanitario: “Faremo quanti più test possibili perché gli screening ci permettono di trovare e isolare subito un eventuale focolaio e interrompere la catena di trasmissione del virus, vorremmo arrivare a effettuare 2.500 controlli giornalieri”. E poi ancora un appello ai cittadini: “Rispettate le regole, un altro lockdown sarebbe devastante per l’Alto Adige, che non potrebbe più tornare a essere quello di prima”.

 

La critica di Kompatscher

 

Un’altra questione dirimente è stata al centro dell’agenda politica ieri, quella del DL Rilancio del governo Conte contestato, durante la Conferenza delle Regioni e la Conferenza Stato-Regioni, da Arno Kompatscher poiché la somma di 1,5 miliardi di euro che il decreto destina a ristorare le minori entrate delle Regioni viene ritenuta insufficiente e inadeguata, a coprire le spese ordinarie delle Regioni e finanziare i loro servizi. “La tenuta dei bilanci e la possibilità di avere a disposizione ogni mezzo utile per sostenere il territorio e i cittadini in questa situazione di emergenza passano anche e soprattutto dagli accordi finanziari che stringeremo con il governo” ha detto il presidente della Provincia di Bolzano che del tema discuterà direttamente con il premier. Kompatscher farà infatti parte del gruppo ristretto di presidenti della Conferenza delle Regioni e Province autonome (ne faranno parte il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini, il vice presidente Giovanni Toti e il coordinatore della Commissione BIlancio della Conferenza Giovanni Chiaparini) che ha chiesto un incontro al Presidente del consiglio per un confronto sul DL Rilancio.

Arno Kompatscher
Per il governatore dell'Alto Adige Arno Kompatscher la somma di 1,5 miliardi di euro che il decreto Rilancio destina a ristorare le minori entrate delle Regioni non basta

 

Kompatscher si è soffermato anche sulla libertà di movimento in Europa e l’apertura delle frontiere italiane per i cittadini UE e Schengen. “Per una vera ripartenza dell’Italia e del sistema turismo nel suo complesso, posta la garanzia di massima sicurezza per viaggiatori e lavoratori, è necessario che le riaperture dei confini siano bilaterali. C’è bisogno - ha sottolineato il governatore - di un lavoro a livello europeo proprio per ottenere reciprocità in questo atteggiamento, in uno spirito di solidarietà europea che dovrebbe superare ogni idea protezionista, come quelle che purtroppo si stanno palesando da parte di alcuni Paesi europei”. Austria in ascolto?

 

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