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Bonus Renzi

Bonus Renzi

Vulgus vult decipi, ergo decipiatur
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Dal 31.12.2018 il cosiddetto bonus degli 80 €, che era calcolato su una media per i ministeriali, per i dipendenti pubblici sarà ritoccato al ribasso. Ciò significa che anche i dipendenti degli enti locali guadagneranno meno, se nel frattempo il governo non interverrà. Intervenire significa avere coperture di bilancio e rinnovare i contratti scaduti. Nessuno pone i limiti alla provvidenza, magari tutto si dissolverà in una bolla di sapone, ma è sicuro che con l’accordo sottoscritto da CISL CGIL e UIL nel novembre 2016 con l’allora capo di governo Matteo Renzi finisce. Finisce perché era frutto di un pacchetto di procedure per tenere vivo il rapporto di dipendenza del governo Renzi con un ipotetico elettorato a scadenze ben precise. Nulla di scandaloso, fa tutto parte della normale prassi politica italiana, ma anche altoatesiana. Si perché anche qui la situazione non differisce molto, anzi per certi aspetti ha delle distorsioni peggiori nel rapporto sindacati e politica. Un esempio classico è quello della rappresentanza sindacale per i dipendenti pubblici, visto che fin qui si è parlato di essi. In Alto Adige, al contrario del resto d’Italia, i rappresentanti delle OO.SS. che possono sedere al tavolo delle trattative non vengono eletti da tutti i lavoratori, ma vengono censiti in base al numero di iscritti risultanti al 30.11 di ogni anno (Contratto collettivo 13 aprile 1999). La distorsione è evidente per diverse ragioni. La prima è che chi non è iscritto non è rappresentato. L’ultima rilevazione del 30.11.2017 (http://www.provincia.bz.it/amministrazione/personale/personale-provincia/leggi-normative/rappresentativita-sindacale.asp) dice che solo il 48,1 dei provinciali e il 43,4 dei comunali è iscritto, quindi più della metà non sono iscritti. Ma poi se si dovesse iscrivere la delega ha un costo che cambia in base al sindacato, per cui ci sono quelli che applicano una trattenuta dello 0,4% altri del 1%, ecc, scatenando così una guerra economica per accappararsi iscritti tra sindacati; indipendentemente dalle diverse espressioni politiche dei diversi sindacati. Mi sembra lapallissiano dire che una trattenuta inferiore, magari accompagnata da altri servizi, ha maggiore attrazione rispetto ad una più alta anche se poi contrattualmente non esprime nulla oppure dovesse esprimere posizioni diverse dai suoi iscritti. Una specie di dumping economico sindacale. Inoltre è evidente che senza elezioni dei lavoratori per le RSU o RLSA, lo stato attuale dei sindacati si stabilizza e potrebbe assumere una distorsione che in economia di definisce Market dominance, per questo esistono organi di controllo o di "autocontrollo". Pure l’AGCOM (http://www.agcm.it/concorrenza-competenza/abuso-di-posizione-dominante.html) nel suo sito alla definizione di abuso di economia dominante scrive “La capacità dell’impresa di imporre determinate condizioni in uno specifico rapporto contrattuale non determina, di per sé, una posizione dominante. Tuttavia, lo sfruttamento di questo potere negoziale può comportare, quando ne ricorrano le condizioni, un abuso di dipendenza economica.” Qui logicamente non si parla di danni ai consumatori, ma si vuole solo evidenziare che la rappresentatività sindacale in Alto Adige deve avere anche una forma di democrazia elettiva quale strumento di correzione delle distorsioni come per tutto il resto d’Italia e d’Europa.

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