Kultur | intervista

Bach nel cuore dell'Alto Adige

Il violoncellista Stefano Veggetti, fondatore dell'Ensemble Cordia, sugli effetti della pandemia in campo artistico e il futuro della musica.
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Foto: Pixabay

Stefano Veggetti, violoncellista e direttore dell’Ensemble Cordia di Brunico, è sempre stato attratto fortemente dalla musica barocca. Per questo motivo, fin da giovane, si è avvicinato a questo mondo affascinante, arrivando quindi a creare nel cuore dell’Alto Adige, a Brunico, una realtà culturale che gravita intorno a questa musica antica e sempre nuova, dedicandosi in particolare a programmi di musica da camera ed orchestrale scelti dal patrimonio di musiche del periodo barocco e classico meno frequentato. Uno degli impegni qui tradizionalmente portati avanti da anni è l’Accademia estiva di Musica Antica che si svolgerà anche quest’anno ad agosto, pur con le dovute limitazioni, e vedrà la partecipazione di docenti di fama internazionale. Un evento culturale che, sullo sfondo delle montagne altoatesine, fa di comuni quali Brunico, Dobbiaco e Merano, un punto d’incontro per artisti e appassionati da tutto il mondo. Il segreto della riuscita di questo progetto? Il proporre la musica antica in maniera creativa, non fossilizzata e priva di pregiudizi, riportandola alla propria natura di musica viva e coinvolgente, libera, poiché così è stata voluta dai propri compositori.

salto.bz: Innanzitutto, maestro, potrebbe dirci qualche parola su di lei e sul progetto che sta portando avanti con l’Ensemble Cordia?

Stefano Veggetti: Nel 2000 abbiamo costituito a Brunico, piccolo ma culturalmente vivo centro della Val Pusteria, l’Associazione Cordia. Grazie a fondamentali aiuti delle istituzioni pubbliche e di molti volontari siamo riusciti a portare avanti le due attività musicali principali che sono la rassegna di concerti “sotto il segno di Bach” e l’Accademia di Musica Antica di Brunico. La nascita dell’Ensemble Cordia è stata la naturale conseguenza di questo percorso e con questo gruppo musicale abbiamo tenuto concerti in prestigiosi luoghi in Italia ed in Europa, quali il festival di Stresa, i Concerti del Quirinale a Roma, la Konzerthaus di Vienna, il Bachfest di Lipsia, il Festival di Utrecht, le Telemann-Festtage di Magdeburgo. Abbiamo inoltre realizzato 14 registrazioni ed alcuni concerti sono stati trasmessi dalla RAI, dalla ORF e dalla Deutschlandfunk. Dall'autunno 2016 sono direttore artistico della Barockakademin Göteborgs Symfoniker, l’ensemble su strumenti originali dell'Orchestra sinfonica di Göteborg.

In quale modo la pandemia ha influenzato le vostre attività tra concerti e corsi?

L’improvviso caos creato dal Coronavirus ci ha costretto ad annullare la prima parte della nostra attività e siamo stati costretti a rinviare la serie di concerti “Sotto il segno di Bach”. Fortunatamente la 21a edizione dell’Accademia di Musica Antica avrà luogo ad Agosto e con le dovute precauzioni riusciremo a realizzare anche questa edizione. Stiamo inoltre lavorando per recuperare i concerti annullati in primavera e per riuscire a realizzarli nel prossimo autunno. Il vero problema riguarda il futuro: molto difficile sarà programmare le attività musicali per il 2021 in quanto gli organizzatori di concerti e le varie istituzioni avranno a disposizione budget notevolmente ridotti.

In generale è un periodo difficile per l’arte in Italia, si può dire lo stesso del suo campo? Verrebbe da pensare che tanto più un genere di nicchia come la musica antica dovrebbe soffrire la crisi…

Riflettendo su quello che è successo negli ultimi mesi ho la certezza che dovremo e potremo rinunciare a molte abitudini di vita ma non all’ascolto della musica. Sono stati evidenti i segnali avuti in merito. Quindi non temo il pericolo che la musica e l’arte in genere si avviino ad un veloce periodo di decadenza anzi, al contrario, ce ne sarà sempre più bisogno.

Quest’estate potrete svolgere la vostra tradizionale Accademia internazionale di musica antica? Se sì, quali precauzioni verranno prese riguardo all’emergenza Covid? Cambierà qualcosa rispetto alle edizioni passate?

Fortunatamente le manifestazioni pubbliche sono autorizzate nel periodo di agosto. Per i concerti orchestrali finali dell’Accademia, che si terranno a Merano e Dobbiaco, abbiamo scelto brani musicali nei quali la presenza degli strumenti a fiato è limitata ed il numero dei musicisti coinvolti non superi le 25 unità. In questo modo è facile mantenere le distanze di sicurezza richieste. Certo è che avremo meno pubblico presente ai concerti ma prevedo un effetto boomerang sugli esecutori che saranno ancora più motivati a dare il meglio nelle loro esecuzioni.

La musica colpisce tutti perché quello che esprime, cioè il suo contenuto, ci rapisce. Ognuno poi si sente naturalmente attratto da un particolare periodo musicale e personalmente sono convinto che la musica barocca emozioni in un modo speciale.

Personalmente è fiducioso per l’avvenire del suo settore in Italia?

Come dicevo sono fiducioso per l’avvenire della musica in generale e sono convinto che la musica sarà la forma artistica più importante per aiutare a mettere di nuovo le persone in contatto tra di loro. Questa pandemia ha però messo in luce una verità che fino ad ora era stata nascosta ai più. Le attività musicali hanno bisogno di finanziamenti che sappiamo saranno notevolmente ridotti nel prossimo futuro. Tuttavia senza cambiare le regole che guidano la distribuzione di questi finanziamenti la musica è destinata a scomparire. È necessario che il meccanismo sia rimodellato considerando che non è più possibile né eticamente giusto elargire compensi smisurati a pochi mentre la rimanente parte degli artisti deve accontentarsi di quel che rimane. Finora il sistema delle produzioni musicali ha funzionato allo stesso modo di quello del calcio dove pochi ingaggi milionari prosciugano la maggior parte dei budget a disposizione delle varie società. Di calcio si potrebbe però fare a meno, della musica no. Considerando questo non ho buone sensazioni riguardo l’Italia.

Come si è avvicinato lei al mondo della musica antica? Ritiene che sia un genere che possa ancora attrarre i giovani e avere qualcosa da dire alla gente?

Sicuramente sì se consideriamo la musica antica in una prospettiva diversa, se cioè si offrono esecuzioni convincenti, vive e libere da pregiudizi e regole codificate o imposte dalla tradizione. Nessuno rimane indifferente quando guarda un quadro di Tiepolo, neanche un giovane. Così è con la musica. L’importante è come la si presenta e come si insegna ad ascoltarla. La musica colpisce tutti perché quello che esprime, cioè il suo contenuto, ci rapisce. Ognuno poi si sente naturalmente attratto da un particolare periodo musicale e personalmente sono convinto che la musica barocca emozioni in un modo speciale. Ho sempre avuto questa sensazione ascoltando ed eseguendo le opere dei grandi compositori del periodo barocco e per me è stata naturale l’esigenza di dedicarmi a questo repertorio. L’importante è trovarsi in buona compagnia e con Bach si è sempre al sicuro. Ancora oggi è il compositore più ascoltato ed eseguito al mondo.