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Ancora troppi no

Il 25,5% delle persone contattate dalle anagrafi dei comuni si è dichiarato contrario all'espianto degli organi. Gianfranco Maffei: "Donare, salva vite".
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Ludovica Gaffuri24.11.2021
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Negli ultimi due anni la pandemia ha occupato in larga parte lo spazio delle questioni sanitarie, relegando spesso in secondo piano altri aspetti fondamentali, come le campagne di prevenzione o di sensibilizzazione. Queste ultime hanno infatti sofferto non solo delle mancate possibilità di ricorrere agli strumenti che prima delle varie limitazioni erano usualmente utilizzati: gazebo nelle piazze, giornate di incontri e conferenze… ma anche di una generale minore attenzione. Se il distanziamento ha dato una nuova spinta alla digitalizzazione, il ritorno alla vecchia quotidianità procede più lentamente, ma le necessarie e auspicate procedure Anti-Covid hanno finalmente permesso alle associazioni di riprendere il loro prezioso lavoro. Tra queste AIDO, associazione italiana per la donazione di organi, è tornata ad organizzare incontri in presenza nelle scuole, nei teatri e negli spazi pubblici. La sua vivace e prolifica attività ha permesso di raccogliere più di 88 mila adesioni all'espianto nella sola provincia di Bolzano. Noi abbiamo intervistato il presidente di AIDO Alto Adige/Südtirol, Gianfranco Maffei. 

salto.bz: Maffei, come opera l'AIDO sul territorio?

Gianfranco Maffei: AIDO, nata ormai più di 50 anni fa, è un’associazione che si occupa di raccogliere le adesioni per l’espianto di organi, tessuti e cellule. È riconosciuta dal ministero della salute, opera in tutto il territorio nazionale e svolge un lavoro fondamentale, in Italia più di 11,5 milioni di persone (dato aggiornato al novembre 2021) si dichiara favorevole alla donazione. Noi con i nostri gruppi di Bolzano e Bressanone, insieme ad altri delegati, rappresentiamo la sezione altoatesina.

Quali sono le vostre attività?

Noi ci concentriamo principalmente su due missioni: parlare di donazione e promuovere uno stile di vita corretto. È infatti particolarmente importante ribadire che avere una vita equilibrata previene l’insorgenza di moltissime patologie e la cura del nostro corpo vuol dire ovviamente cura di tutti i nostri tessuti e organi. Per quanto riguarda invece la donazione cerchiamo di diffondere informazioni sulle procedure e raccogliere adesioni. Si può segnalare il proprio consenso all’espianto non solo attraverso la nostra associazione, ma anche recandosi presso le ASL o all’anagrafe, quando si rinnova la carta d’identità. Questo ha permesso di raggiungere un pubblico molto vasto e in Alto Adige/Südtirol 115 comuni su 116 hanno aderito con i loro uffici. All'appello manca solo il comune di Predoi, che non ha potuto partecipare per motivi tecnici. 

Come funziona la donazione di organi e tessuti?

Occorre ricordare che gli organi sono particolarmente delicati e subiscono un veloce deterioramento, per mantenere la condizione di impiantabilità devono mantenere constante il flusso sanguigno e proprio per questo motivo i soggetti adatti all’espianto transitano sempre dalle terapie intensive. Una volta accertata la morte celebrare, la legge italiana prevede una procedura molto scrupolosa con la presenza di 3 medici, previo consenso del defunto o dei familiari, si procede con l’asportazione. Gli organi poi vengono conservati in soluzioni apposite, ma il loro successivo trapianto deve avvenire in tempi rapidi, massimo 10-12 ore dopo l’asportazione.

Le cifre sulle adesioni indicano un’alta sensibilità su questa problematica?

La scelta richiede un’attenta riflessione e coinvolge diversi aspetti della vita privata, ma le nuove generazioni sembrano essere particolarmente aperte al tema. Durante i nostri incontri nelle scuole, che coinvolgono le ultime classi delle superiori poiché bisogna raggiungere la maggiore età per dare il proprio consenso, spesso alla fine raccogliamo già delle adesioni, circa un terzo degli studenti si dimostra tanto interessato da iscriversi immediatamente. Mi piace poi ricordare il valore della donazione, che rappresenta l’archetipo del dono nella sua purezza, perché si dona in forma anonima a qualcuno che non si conosce e con un singolo assenso si possono salvare molte vite, visto il diverso numero di organi che oggi sono idonei ai trapianti. La vita di due sconosciuti si incontra e si diventa partecipi dell’esistenza di una persona estranea. Donare un organo equivale a salvare una vita e, dopo aver subito io stesso un trapianto, posso dire di conoscere bene le sensazioni e la riconoscenza che si prova verso un donatore.

La decisione di diventare donatori è molto delicata e non riguarda solamente la nostra parte razionale.

Perché, secondo lei, c’è ancora, in una parte non irrilevante della popolazione, questa diffidenza che spinge a dichiararsi contrari?

La decisione di diventare donatori è molto delicata e non riguarda solamente la nostra parte razionale. I dati scientifici o le motivazioni mediche ed etiche raggiungono parecchie persone, ma c’è poi una parte ancestrale e irrazionale nell’essere umano che può avere la meglio. Superstizione, paure o particolari dettami religiosi possono essere un ostacolo, anche se la chiesa cattolica si è espressa più di una volta sul tema e anche Papa Giovanni Paolo II ha ribadito che la donazione è un atto di generosità che non danneggia il corpo, ma anzi salva l’anima.

In Austria è entrata in vigore una legge che prevede il silenzio-assenso per la donazione degli organi, in mancanza cioè di una volontà espressa, si considera comunque il soggetto come un donatore. Questa legge potrebbe aiutare a far crescere il numero di donazioni?

In realtà credo di no. In Austria, proprio a causa di questa legge, sono aumentanti i rifiuti espressi all’espianto. Anche in Alto Adige/Südtirol devo dire che c’è una quantità relativamente alta di dinieghi: nella percentuale di persone contattate dalle anagrafi dei comuni altoatesini, circa il 25,5% degli abitanti si è dichiarato contrario alla donazione; forse l’influenza della confinante Austria ha fatto percepire il pericolo di una legge simile anche qui in Italia. Credo che l’unica via possibile per aumentare il numero dei donatori sia l’informazione e la corretta comunicazione dei dati.

Proprio per aumentare la consapevolezza siete molto attivi sul territorio. Avete eventi in programma nel prossimo futuro?

Abbiamo organizzato diversi incontri. Cerchiamo prima di tutto di fare incontri nelle scuole e il 6 dicembre saremo al Liceo Pedagogico. Da diversi anni poi organizziamo una mostra di opere di artisti bolzanini che vengono vendute all’asta per sovvenzionare le nostre iniziative: quest’anno la mostra e l’asta si terranno il 4 e 5 dicembre. Saremo infine al teatro di San Giacomo per promuovere le nostre attività l’11 dicembre. Per chi è interessato all’AIDO invito comunque alla visita del nostro sito, ora ci si può iscrivere anche online.

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