Wirtschaft | IL PROGETTO

Progetto da 45 milioni oltre via Resia

Dalle Nogare ha ceduto l'area Mair-Defranceschi ai costruttori Unterberger e Pohl. Depositato un progetto PPP della Croce Bianca per 140 alloggi per anziani e giovani
L'area Mair-Defranceschi oltre via Resia
Foto: (Foto: salto.bz)

Se si guarda il Puc di Bolzano quei 13.642 mq sono ora classificati come “verde agricolo”. Ma su quel fazzoletto di terreno poco distante da ciò che resta del Lager di via Resia negli ultimi dieci anni si sono dapprima virtualmente costruiti 110 alloggi dell’Ipes: mancava solo un ultimo passaggio amministrativo perché gli escavatori potessero entrare in funzione. Poi, per oltre cinque anni, il terreno è stato protagonista indiretto di una vicenda giudiziaria che ha catalizzato l’attenzione dei media. Ora, nelle speranze degli imprenditori Pohl e Unterberger, che hanno acquisito i terreni da Antonio Dalle Nogare, su quella superficie dovrà sorgere una sorta di “cittadella del sociale” con una “struttura multigenerazionale” gestita dalla Croce bianca.

Il terreno, come detto, ha una storia un po’ travagliata, ma nel frattempo ogni anno vi continuano placidamente a maturare alcuni quintali di mele. Tra il 2014 e il 2019 l’area conosciuta come Mair-Defranceschi è stata al centro delle cronache giudiziarie nel processo che ha portato alle condanne dell’ex dirigente della Provincia Katia Tenti e del costruttore bolzanino Antonio Dalle Nogare per rivelazione di segreto d’ufficio e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. Sentenza poi confermata in appello nel febbraio di quest’anno. Il procedimento di cambiamento di destinazione d’uso era stato bocciato nel 2013 prima dalla Commissione urbanistica provinciale, e quindi dal Tar e dal Consiglio di Stato in quanto il terreno era sotto vincolo paesaggistico. Secondo i giudici, inoltre, sarebbe stato troppo costoso urbanizzare la zona che si trovava per di più a poca distanza da un’area già di proprietà dell’IPES (molto travagliata anche la storia della cosiddetta Area Puff). Nel 2014 i residenti nella zona – oltre il muro della ciclabile si estende il complesso di “via Resia 80” costruito negli anni Sessanta sulla superficie del “Durchgangslager” – raccolsero addirittura 300 firme per stoppare il progetto. I successivi passaggi per arrivare velocemente al cambio di destinazione, così come il bando dell’Ipes per la ricerca di alloggi popolari e per il ceto medio, si stopparono in extremis proprio per l’inchiesta giudiziaria che portò quindi al processo. Ma queste sono vicende ormai concluse.

Recentemente Dalle Nogare ha ceduto l’area alle società dei costruttori Peter Paul Pohl e Siegfried Unterberger. I due immobiliaristi, giocando di anticipo, hanno deciso di non attendere le decisioni sul futuro urbanistico dell’area da parte del Municipio e, dopo una serie di incontri preliminari, hanno presentato una Public Private Partnership. L’ambizioso progetto di collaborazione pubblico-privato è stato depositato in Comune nei giorni scorsi. Il modello è un po’ quello del Grieserhof, ma in questo caso sarebbe necessario un intervento pubblico più corposo, come molto corposo è l’investimento complessivo: 45 milioni di euro. I privati rientrerebbero dall’investimento attraverso i contributi per la realizzazione delle molteplici strutture ad uso pubblico e per la vendita o affitto degli appartamenti delle strutture stesse. In tutto questo la novità è che nello scenario entra un attore nuovo, e per certi versi insolito, come la Croce Bianca.

“Siamo principalmente conosciuti come organizzazione di soccorso e operante nella protezione civile – spiega il direttore Ivo Bonamico – ma da alcuni anni seguiamo l’evolversi del settore sociale. Ci siamo posti obiettivi nuovi e vogliamo entrare nel campo del sociale. Abbiamo trovato un investitore con il quale abbiamo elaborato un progetto per una struttura multigenerazionale. Noi non siamo costruttori, sia chiaro, il nostro obiettivo è solo quello di gestire la struttura”.

 

La proposta della Croce Bianca prevede un complesso di 120 appartamenti protetti per 200 anziani, che vi potranno vivere da soli o in coppia. “L’obiettivo di molti anziani – spiega Bonamico – è vivere il più a lungo possibile in modo autonomo. Questo tipo di alloggi lo consente, ed in più è previsto anche il supporto assistenziale”. Ai 120 citati prima nel progetto depositato si aggiungono 20 appartamenti per giovani, monolocali, bilocali e trilocali. “Quando si parla di temi sociali – spiega – si sente dire spesso che mancano progetti per anziani, e che c’è anche carenza di appartamenti per giovani, e quelli che ci sono sappiamo quali prezzi hanno. Nella nostra idea gli appartamenti sarebbero destinati a giovani che lavorano nel settore infermieristico e dell’assistenza”. Nella struttura sono previsti anche un asilo nido, un centro diurno per anziani, un centro medico e per la riabilitazione e un centro per le cosiddette cure intermedie per 40 pazienti. Anche questo è un servizio espressione di una tendenza recente nel settore dell’assistenza sanitaria che prevede la presa in carico di pazienti dimessi dall’ospedale che hanno però bisogno di cure frequenti. Ma non è finita. Nella cubatura sono previsti spazi per la Circoscrizione e per la cittadinanza che risiede nel quartiere, un ristorante ed anche un piccolo supermercato per le spese veloci pensato in particolare per le persone che lavorano e vivono lì.

Il vicesindaco e assessore all’urbanistica, Luis Walcher, non si sbilancia. “Si tratta di un progetto PPP ma in quella zona attualmente la destinazione è verde agricolo. Stiamo per avviare il confronto per il nuovo piano urbanistico e non si è ancora deciso quale sarà lo sviluppo della città. La decisione finale spetterà al Consiglio comunale. Per cui per ora abbiamo ricevuto la proposta e le valutazioni saranno fatte prossimamente”.