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FEMMINICIDIO

Avvocati che odiano le donne

Gli avvocati difensori di Mustafa Zeeshan ci hanno dimostrato un modo in più in cui noi donne possiamo essere odiate. Anche dopo morte.
Community-Beitrag von Bottani Giorgia26.08.2021
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Mustafa Zeeshan ha massacrato e strangolato la moglie Fatima all’ottavo mese di gravidanza. Ma dice di non ricordare nulla. La perizia dice che l’uomo soffre di disturbi del sonno e i suoi avvocati da qui deducono che potrebbe avere agito in stato di incoscienza e quindi non sarebbe perseguibile per legge. Ergo, dicono i legali, “non esiste un movente” per questo omicidio. Colpa, non dolo. Incidente, non femminicidio. Fatima sarebbe morta accidentalmente per mano del marito sonnambulo.

Ma se è vero che ognuno ha diritto alla difesa, è anche vero che le donne vittime di femminicidio hanno (come tutte le vittime) diritto alla giustizia. E Fatima ha diritto a non vedere, nemmeno da morta, gli avvocati del marito che l’ha massacrata mercanteggiare sulla pena per vincere una causa e portare a casa la parcella.

“Gli avvocati fanno il loro mestiere, cercano di servire al meglio il loro cliente: non odiano le donne, sono dei tecnici che applicano leggi e vogliono vincere i processi”.  Ma gli avvocati non sono leoni della savana che uccidono gazzelle per l’istinto naturale di nutrirsi, senza odio. Sono persone che, caso per caso, possono consapevolmente scegliere da che parte stare, anche dell’omicida, certo, ma senza diventare moralmente ciechi e sordi alla giustizia che è dovuta alle vittime. Che gli avvocati di Zeeshan accampino pretesti assurdi come quello di un femminicidio commesso in stato di sonnambulismo che cancellerebbe movente e perseguibilità del marito dice una sola cosa: non ci sono solo i femminicidi che odiano le donne, ci sono anche i loro avvocati.

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