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I debiti ai giovani?

Chi paga?

L'attuale catastrofe economica provocherà una jungla sociale se non avremo il coraggio di rispondere alla domanda sul chi paga.
Community-Beitrag von Alberto Stenico27.11.2020
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La seconda ondata del Covid è talmente drammatica che non ammette dubbi o incertezze: prima la salute! Abbiamo già sbagliato nel sottovalutare i primi effetti della pandemia all’inizio del 2020 ed ora non possiamo permetterci di ripetere quegli errori. Giustificati, dunque, i provvedimenti restrittivi per la mobilità delle persone e per determinate attività economiche e produttive. Anche per il commercio e ed il turismo, ad esempio. Altrettanto indispensabili e urgenti sono tutti i “ristori” economici previsti, anche se solo in parte concretizzati, a favore di chi rimane senza reddito. Quindi inevitabili le misure straordinarie dei bilanci pubblici per finanziare in deficit tali “ristori”. Dall’Europa, all’Italia, alla provincia, ai comuni, tutti si indebitano per cercare di controbilanciare la catastrofe economica (e non solo sanitaria) provocata del Covid. Giusto così. Quello che invece non è giusto è continuare ad evitare di rispondere ad una domanda diffusa: “chi paga e pagherà questi debiti?”. E’ comprensibile che un sistema politico già sotto stress per la pandemia sanitaria, non voglia complicarsi la vita affrontando un tema così impopolare. Cittadini ed elettori si aspettano rassicurazioni e non certo annunci di rinunce e nuovi sacrifici economici. Ma così inevitabilmente sarà: non saranno sufficienti gli aiuti dall’alto, dall’Europa, dallo Stato, dalla Provincia o dal Comune. Prima o poi i conti si chiudono ed i debiti si pagano. E’ urgente cominciare a pensarci, a partire dalle Istituzioni e dai Partiti e formulare proposte concrete, anche se certamente impopolari. Sarebbe un modo per esorcizzare il pericolo di una jungla sociale, della quale si vedono già i prodromi. Settori economici più colpiti e quelli meno, il reddito fisso e quello non garantito, vecchi e giovani, uomini e donne, ecc. Ci vuole il coraggio politico di anticipare le riposte, chiedendo i sacrifici necessari ed equi a chi può.
Non si vinceranno le prossime elezioni, ma si farà il bene delle prossime generazioni.
(www.albertostenico.it)

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