Advertisement
Advertisement
Bilinguismo atto 1'

"Kartoffel"

L'introduzione dell'obbligo dell'insegnamento della seconda lingua, tedesca, nella scuola italiana, fu un parto travagliato. Non senza conseguenze.
Community-Beitrag von Alberto Stenico27.12.2018
Bild des Benutzers Alberto Stenico
Advertisement
Advertisement

“Così, il 29 settembre 1955, presi la parola riassumendo le vicende politiche, sociali ed umane della scuola locale, dal 1918 in poi. Esaminai quindi i motivi che rendevano urgente il suo aggiornato e qualificato contributo per assicurare la preparazione dei nostri giovani nella seconda lingua ed in particolare ho detto: “È mio dovere invitare il Governo a promuovere la preparazione in lingua tedesca di tutti i giovani che frequentano le scuole di lingua italiana….Così la scuola dell’Alto Adige avrà adeguata la sua funzione sulla linea di una educazione sempre più al servizio della vita dei cittadini.
Fin dal giorno dopo ho capito cha era spuntato alla Camera, un deputato di nome “Kartoffel”. La destra, quella che non perderà mai la capacità di arrivare in ritardo lungo i binari della nostra storia locale, aveva deciso. Io ero “Kartoffel”, perchè avevo osato dire che era interesse diretto e concreto del gruppo italiano, apprendere la lingua tedesca. Apriti cielo. Un simile sproposito non poteva passare sotto silenzio! Per l’intelligenza dei nazionalisti, fotografava la mia grave sudditanza agli interessi del gruppo di lingua tedesca. Poi, l’ironico appellativo di “Kartoffel” rimase in circolazione a lungo in attesa del loro arrivo. Dell’arrivo affaticato dei nazionalisti che, a schiera, scoprono e proclamano dopo decenni ” la necessità indifferibile che gli italiani, ma specialmente i giovani, apprendano il tedesco””. Sono in forte e colpevole ritardo, ma hanno mantenuto l’abitudine alla “fiera protesta” che adesso usano contro l’ insufficienza di condizioni favorevoli per chi voglia imparare il tedesco della convivenza”.
Alcide Berloffa, gli anni del Pacchetto.
Edition Raetia
Ricordi raccolti da Giuseppe Ferrandi

Advertisement

Kommentar schreiben

Advertisement
Advertisement
Advertisement