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Politik | Maltrattamenti

Il rutto sul muro

Per gli affiliati a CasaPound la comunicazione e l'igiene sono tutto. Anche quando non hanno niente da dire e poco da pulire.

Su CasaPound a un certo punto le opinioni divergono sempre al solito bivio: fanno schifo e non bisogna parlarne per evitare di renderli più visibili, oppure bisogna denunciare lo schifo nei minimi dettagli perché chi tace in un certo senso anche acconsente? Non so chi abbia ragione e cosa sia meglio fare. Forse però esiste una terza possibilità, vale a dire quella di esporre in modo molto chiaro i fatti, le rare volte che sono eclatanti, lasciando che sia la loro semplice esposizione ad agire sulle coscienze dei lettori. Ce ne dà l'occasione il manifesto elettorale con il quale quelli della Testuggine hanno inteso mostrarsi alla cittadinanza. Lo descrivo così come appare. Il logo del movimento campeggia al centro e separa una doppia fotografia nella quale si vedono gli esponenti della Giunta provinciale e un gruppo di africani. Il testo ripete in due lingue lo stesso concetto: Ripulire l'Alto Adige/Südtirol Reinigen. Non è difficile fornire un'interpretazione di uno slogan che sta a metà tra il revival nazista e l'annuncio di una impresa di servizi. Ripulire presuppone che esista qualcosa di sporco, in questo caso l'Alto Adige/Südtirol, il posto in cui viviamo e in cui anche quelli di CasaPound vivono. Ma a cosa sarebbe dovuta tale sporcizia? Secondo il manifesto è dovuta in primo luogo all'azione di governo dei rappresentanti politici scelti dalla popolazione nella passata legislatura e poi anche a causa della presenza degli immigrati di colore (solo quelli sono rappresentati nella foto). È possibile che qui venga suggerito in modo inesatto un nesso causale: non ci sarebbe stata alcuna presenza di immigrati, o comunque non avremmo avuto i problemi che a questa presenza si accompagnano, se la Giunta fosse stata un'altra. Proprio chi milita in una formazione di destra dovrebbe però sapere che non compete al potere locale favorire o meno la presenza degli immigrati su un territorio ancora appartenente allo Stato. Siccome non risulta che gli esponenti di CasaPound siano degli indipendentisti o dei fautori dell'autonomia integrale, il nesso sembrerebbe così un'illazione priva di peso. Eppure già un altro partito, nel recente passato, è ricorso alla simbologia igienica per farsi un po' notare. Si tratta, analogia significativa, di Süd-Tiroler Freiheit e del famoso manifesto con la scopa che “ripuliva” i colori della bandiera tirolese dal verde che sta in quella italiana. In quel caso, tutto chiaro, lo sporco era lo Stato Nazionale. E liberarsi dallo Stato, dopo tutto, è abbastanza semplice (non siamo forse tutti catalani con il culo degli altri?). Ma i masochisti del terzo millennio da cosa vorrebbero liberarsi e liberarci? Forse da chi ha amministrato questa provincia facendola rientrare sempre tra i primi posti delle classifiche per la qualità della vita? Ottimo. E per metterci chi? Qual è insomma il profilo di governo provinciale, quali sono le alleanze che CasaPound intenderebbe attivare, qualora uno dei suoi rappresentanti trovasse il modo di sbaragliare la concorrenza degli altri numerosi partiti a predominanza italiana che saranno presenti sulla scheda elettorale del 21 ottobre? Esiste qualcosa di appena più consistente del rutto sgangherato che per adesso hanno deciso di affiggere sui muri?