Claudia Notarnicola
WMO/Eurac Research
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salto-Gespräch

“Montagna, la nostra acqua in pericolo”

Parte il progetto di Eurac sulla siccità. Claudia Notarnicola dalla conferenza Onu sul riscaldamento in quota. La neve che sparisce e le sorprese: “Scieremo in Siberia?”
Von
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Stefano Voltolini31.10.2019
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Riassunto delle puntate precedenti: ci sono stati 3 periodi della storia climatica postglaciale (ovvero da 11.000 anni), nei quali le temperature sono state nettamente superiori alle attuali. Per essere precisi in totale sono stati 9 i periodi con temperature comunque superiori allo “ottimo” contemporaneo iniziato con la fine della Piccola Era Glaciala (1350-1870 d.C.)
E’ talmente evidente agli scienziati che questi periodi siano stati “i tempi migliori del pianeta”, da averli convinti a chiamarli, rispettivamente, “Ottimo climatico olocenico (civiltà Assiro-Babilonese, Egizia e Micenea, romanico (civiltà Etrusca e Romana), medioevale (civiltà Maya, Vichinga e Rinascimentale)”.
In ciascuno di detti 3 periodi si è verificato un “impulso positivo” per la vita dell’Uomo: inizio della “stabilizzazione” e dell’agricoltura, tempo d’oro dell’Impero Romano, inizio del Rinascimento, sia per l’Italia, sia per le zone limitrofe.
In queste zone, in tutti e 3 i periodi, le temperature sono state superiori per secoli alle attuali dai 2 ai 7 gradi a seconda delle regioni e dei versanti: ad esempio, nel primo ottimo, entrambi i versanti del passo del Tonale erano ricoperti di querceti e tutti i versanti intorno a Bormio, nel secondo e nel terzo Ottimo di vigneti (dalle alterne fortune), segno evidente che “le isoterme erano spostate in alto di 700-1100m” a seconda dei versanti, rispetto alle attuali”.
In Ticino nel primo ottimo il limite dei boschi era mediamente a 2500 metri dove i locali costruivano masi in legno, ma in alcuni punti giungeva oltre 2700m.
Dal secondo al terzo ottimo vennero tenute praticabili strade di alta quota tra Pianura Padana e Nord Svizzera dove al giorno d’oggi si scia sui migliori ghiacciai d’Europa, dove nessuno è nemmeno sfiorato dall’impercettibile sospetto di aprirne altre, nonostante mille o duemila anni di tecnologie in più.

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