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A sinistra il Rifugio Quintino Sella, a destra il Rifugio Francis Fox Tuckett. www.flickr.com/mattiafrizzera

Nazionalismi

Brenta, la pace fra Sat ed Alpenverein

Dopo 110 anni torna la pace in quota fra Sat e Dav di Berlino, dopo una disputa del 1906 che portò alla costruzione dei rifugi Tuckett e Quintino Sella
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Nell’Alto Adige di oggi sono all’ordine del giorno le disfide, per lo meno dialettiche, fra “italiani” e “tedeschi”. Quando si toccano i temi toponomastica, Fascistische Relikte, Schützen vs Alpini, l'interesse sale e ci si sente colpiti nell'intimo della propria identità.

Forse però è più difficile immaginare che 110 anni fa il “derby” fra irredentismo e pangermanismo si svolgeva qualche km più a sud, in Trentino. Nelle Dolomiti di Brenta, quadrilatero d’eccellenza naturalistica fra Madonna di Campiglio, Dimaro, Andalo e Stenico, alcuni anni prima che arrivasse la prima guerra mondiale si fronteggiavano nelle altezze i club alpini di riferimento.

Da una parte Deutscher und Österreichischer Alpenverein, dall’altra l’associazione che oggi conta più aderenti in Trentino, 27mila, la Sat, Società alpinisti tridentini. La Sat nacque nel 1872 ed aveva ideali irredentistici. In montagna al tempo i residenti arrivavano fino al confine dei pascoli, nelle zone che economicamente potevano rendere qualcosa. Più in alto invece ci andava l’elite del tempo, la borghesia che cominciò ad appassionarsi all’alpinismo e quindi in seguito anche allo sci.

Le società alpinistiche del nord della Germania cominciavano a costruire rifugi nelle Alpi tirolesi e nelle Dolomiti, dando spesso i nomi delle proprie città: Berliner Hütte, Bremer Hütte, Leipziger Hütte fra gli altri.

Fra Madonna di Campiglio e Molveno, a 2271 metri d’altezza, si svolse nel 1906 il derby Italia-Germania. Sotto alla Bocca di Tuckett c’è una spianata che si prestava molto bene alla costruzione di un rifugio. Francis Fox Tuckett era un esploratore britannico dell’Ottocento, uno che girò il mondo e che aveva delle doti alpinistiche notevoli tanto che si narra fosse in grado di raggiungere il passo, la “Bocca” che prese poi il suo nome da Molveno in 4 ore, mentre normalmente ne servono almeno 6.

Alle Regole di Spinale e Manez, proprietarie dell’area, arrivarono due richieste per costruire due rifugi: una dalla Sat ed una dalla DuOeV Berlin. La Sat, articolazione trentina del Cai che venne fondato nel 1863 da Quintino Sella ed altri alpinisti, vide come un affronto questa richiesta da parte dello “straniero”. Ne seguì un carteggio dai toni che si facevano sempre più nazionalistici.


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Tanto che alla fine il 12 agosto 1906 i satini inaugurarono il loro Rifugio Quintino Sella, mentre il 20 a pochi metri i berlinesi aprirono il Rifugio Francis Fox Tuckett. Sella è eclettico personaggio, per tre volte Ministro delle finanze del Regno d’Italia, mineralogista e appunto alpinista. Dopo la Prima guerra mondiale Sella e Tuckett si trovarono ad essere entrambi gestiti dalla Sat. Sul Quintino Sella apparve negli anni Venti una targa che se fosse in Alto Adige rientrerebbe di diritto nei “fascistische Relikte”. Da leggere con il pathos dell’Istituto Luce. In sintesi la storia di allora aveva voluto sottolineare che il rifugio “italiano” Sella era sorto in faccia alla provocazione straniera. Quella frase impregnata di nazionalismo è stata in seguito “picconata” e tolta dalla targa.

La settimana scorsa, domenica 17 luglio, la Sat trentina con il suo presidente Claudio Bassetti ha voluto ufficialmente chiudere questo capitolo di storia, ponendo due targhe commemorative e riconfermando l’amicizia fra Sat e Dav Berlin e fra Trento ed il quartiere di Charlottenburg-Wilmersdorf. Trento ed il popoloso quartiere di Berlino Ovest sono gemellate da 50 anni, da quel 1966 dell’ “Ich bin ein Berliner” pronunciato da Kennedy.


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I sindaci di Trento Alessandro Andreatta e Berlino-Charlottenburg Reinhard Naumann hanno ricordato il gemellaggio in città e quindi sono saliti assieme ai rifugi Tuckett-Sella. Charlottenburg ha regalato a Trento un caratteristico orso blu, che campeggia alla rotatoria del ponte di San Lorenzo, all’ingresso di Trento vicino alla stazione di valle della funivia Trento-Sardagna.

Mentre al Tuckett-Sella talvolta passano come “ospiti” gli orsi trentini che nel Brenta hanno il loro crocevia alpino. Un piccolo modo di “fare Europa” assieme ed un’occasione di festa allietata anche dalla big band dell’Heinz-Berggrün Gymnasium di Charlottenburg. 

Le foto della giornata

110 anni rifugi Tuckett e Quintino Sella

I video della giornata

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Kommentare

Bild des Benutzers Hartmuth Staffler
Der deutsche Text auf der Tafel ist grammatikalisch so furchtbar falsch und inhaltlich unsinnig, dass man besser darauf verzichtet hätte.
Bild des Benutzers Mattia Frizzera
Sì sulla targa ci sono molti errori, infatti verrà ristampata
Bild des Benutzers Alberto Stenico
Per lo spirito dell'iniziativa, l'Alto Adige/Südtirol potrebbe prendere esempio.
Bild des Benutzers Hartmuth Staffler
Concordo pienamente. Spetta al CAI di ridare almeno il più importante dei tanti rifugi rubati, lo Schlernhaus, all'Alpenverein. Sarebbe un bel segno.
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