A22
Südtirolfoto/Othmar Seehauser
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dobbiamo agire

L’inquinamento dell'aria uccide

I limiti dell’inquinamento della comunità europea vengono continuamente superati, ma il traffico sull’A22 continua ad aumentare. Con le chiacchiere l’aria non migliorerà.
Community-Beitrag von Norbert Lantschner18.02.2017
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Solo aria fritta!

Giovedì scorso abbiamo visto nel Consiglio comunale di Bolzano l'ennesimo esempio di come la nostra società sia basata sul profitto ed i suoi sodali. Erano invitati i principali responsabili della società dell'A 22, che presentavano bilanci e progetti per i prossimi anni. Confermavano, che il traffico sull'A 22 è ulteriormente aumentato ed annunciavano con orgoglio che gli azionisti potevano gioire per le copiose nuove entrate in denaro. La Provincia incassa la fetta più grossa della torta; una fettina, quasi tre milioni di euro, entra nelle casse del Comune di Bolzano, che è rappresentato per il 4,5% nella Società autostradale.

Non occorre qui ricordare che a causa dell'autostrada, che divide la città e diffonde sulle teste delle bolzanine e dei bolzanini grandi quantità di inquinanti, vengono superati da anni i limiti di legge per gli inquinanti. Questi limiti non sono stati fissati da fanatici ambientalisti, bensì dalla Comunità europea per salvaguardare la salute dei cittadini! L'Organizzazione mondiale della sanità consiglia limiti ancora più severi, ma l'Europa non ha potuto allinearsi a quei valori perché le Lobby del traffico su strada sono riuscite ad impedirlo.

E' comunque un fatto che a causa del traffico autostradale abbiamo un forte inquinamento dell'aria a Bolzano e nelle valli, che minaccia la salute della popolazione in modo evidente. Anche la vegetazione lungo l'asse del Brennero è fortemente minacciata. L'Agenzia europea per l'ambiente ha pubblicato che solo in Italia ci sono circa 90.000 (novantamila!!) morti premature all'anno. Ciò non solo sembra drammatico, lo è!

L'Italia è stata appena ammonita dalla Commissione europea per i continui superamenti dei valori prescritti per la qualità dell'aria. Lo Stato ha due mesi di tempo per adeguarsi alle richieste della commissione europea. In caso contrario potrebbe essere chiamata davanti al Tribunale europeo con possibili, consistenti sanzioni pecuniarie.

L'emissione di inquinanti nell'ambiente alpino è particolarmente critica perché le conche e gli stretti corridoi vallivi impediscono la distribuzione nell'atmosfera degli inquinanti. Un camion che corre sull'autostrada a Bolzano o in Val d'Isarco o in Val d'Adige produce più danni rispetto a un altro che percorra un'autostrada a Berlino o in pianura padana. Il principio della riduzione degli inquinanti deve valere ovunque, ma l'ambiente alpino necessita di una protezione ulteriore.

Lungo l'asse del Brennero e a Bolzano i limiti di legge sono superati in modo chiaro ed evidente.

Dobbiamo agire senza ulteriori esitazioni. Non con chiacchiere, ma con azioni efficaci! Nella mia presa di posizione dopo le accattivanti esternazioni dei responsabili dell'Autobrennero, ho sottolineato che la responsabilità dell'autostrada non compete ai gestori, bensì alla politica. In primo luogo alle Giunte Provinciali, presente e passate. Dai responsabili politici ci viene continuamente ripetuto, come un Mantra, che Roma è la sola responsabile per tutto ciò che riguarda l'autostrada e nello stesso momento si aggiunge: "Roma non vuole!". Questa è una scusa inaccettabile ! Quando l'assessore per l'ambiente Theiner ci dice di aver scritto una lettera a Roma ci offende con una vera presa in giro: come innaffiare il deserto con un bicchier d'acqua!

La verità è un'altra. Vogliono la provincia amica dell'ambiente, ma non guardano alla causa principale dell'inquinamento. Questo traffico del Brennero non produce solo un cocktail velenoso di inquinanti ma anche una fortissima missione di gas serra. Si bussa per ogni cosa alle porte di Roma, ma in questo caso si manda solo una letterina...

La ragione ci dice che questo inquinamento da traffico sia insostenibile, ma se si tratta di agire vediamo sedere al comando un potere più forte: il profitto. Ed ecco che la ragione scompare in un incomprensibile balbettio perché meno camion sull'autostrada significa meno incassi. E' assodato che per molti autotreni è vantaggioso il passaggio dal Brennero perché i costi sono minori. La via del Brennero è la più attrattiva tra tutte le vie di attraversamento delle Alpi. Lo scorso anno l'A 22 ha versato 70 milioni di Euro nelle casse provinciali...

Ma la difesa della salute non è un bene più prezioso per le cittadine ed i cittadini che il diritto al trasporto di merci ed al transito? Le persone sono veramente informate dei pericoli che porta loro questa politica del traffico? Io penso di no, perché lo stato dell'informazione dei principali media è chiaramente di parte. Esempio di ciò può essere la comunicazione della discussione avvenuta giovedì tra i rappresentanti della società autostradale e i Consiglieri comunali.

Informare ed agire. Le misure necessarie per garantire una migliore qualità di vita nelle nostre città e valli sono note da tempo: consistono nell'aumento del pedaggio autostradale, nel divieto di transito per i veicoli più inquinanti fino alla diminuzione della velocità consentita. E' anche ora di dire quali siano i veri costi, diretti e indiretti, che causa il trasporto. Una malattia tumorale ad esempio, oltre ad avere come prima conseguenza un enorme dolore umano, porta costi notevoli al sistema sanitario. Da ciò si capisce facilmente come una politica della mobilità sostenibile sia economicamente e socialmente più ragionevole.

Basta con le scuse e i tentennamenti! Il diritto alla salute è intoccabile!

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Kommentare

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Rita Barbieri 19.02.2017, 11:04

Hier meckert Herr Lantschner recht ordentlich. Was ist denn eigentlich sein konkreter Beitrag, damit die Schadstoffobergrenzen in Bozen irgendwie eingehalten werden können, wo doch seine Partei - die Grünen - im Stadtrat sitzen und mitregieren?

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Sigmund Kripp 21.02.2017, 20:48

Ich denke, die Grünen haben oft genug eine Erhöhung der Autobahnmaut gefordert. Das wäre der erste Schritt, zu einer Reduktion des LKW-Verkehrs. Von derzeit ca. 15 cent/km auf 80 cent/km wäre das Minimum. Mit garantierter Wirkung. Die LKW-Lobby sagt dann immer: das wälzen wir dann auf die Verbraucher ab. Na und? Dann kaufen wir halt DIESE Waren nicht mehr. Oder drei Tage später. Denn der Zug kann alles genauso. Nur langsamer. Aber Hand aufs Herz: ist es nicht egal, ob ein Baumstamm 6 oder 12 Tage ins Sägewerk braucht?

Segnalo il mio intervento di risposta all'articolista: ridurre tariffa notturna e piantumare verde ai bordi dell'A22
https://www.salto.bz/it/article/21022017/una-a22-piu-utile

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