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Ambiente

Il lupo nel mirino

Il DNA rivela: le pecore uccise in Val Venosta opera di cani, non di lupi. Intanto arriva il primo sì della Regione Veneto alla legge per l'abbattimento dei predatori.
Von
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Valentino Liberto29.10.2018
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Kommentare

Bild des Benutzers Pietro Fischer
Pietro Fischer 29.10.2018, 16:37

Wir fordern ein hundefreies Südtirol!

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luigi spagnolli 29.10.2018, 16:56

Usare l'espressione "Legge per l'abbattimento dei predatori" è scorretto, falso, fuorviante e presupposto per inutili, ma succose per gli ambientalisti e per i media, che ne traggono vantaggi economici (più lettori/spettatori questi e più simpatizzanti quelli), polemiche lupo sì/lupo no.
La Direttiva HABITAT, che detta le regole generali di tutela della natura in Europa, prevede che ogni specie protetta, a determinate condizioni, possa essere prelevata in deroga al divieto di prelievo, per prevenire conflitti con le attività umane. Si spara regolarmente ai lupi, in casi particolari e determinati, in Svezia, in Francia, in Slovenia, in Spagna, eccetera. In Italia, dove ci sono più lupi che in quei Paesi, non si può fare perché gli animalisti sono contrari, i media tengono loro bordone e lo Stato non approva il Piano del Lupo, comprensivo di come si attuino tali deroghe, per motivi procedurali (che fanno comodo al ministro di turno che così non assume una decisione impopolare). Così i lupi vengono uccisi abusivamente, anziché secondo le regole, in ragione di svariate centinaia ogni anno: ne muoiono di più, e anziché morire solo quelli che fanno danni muoiono anche quelli che non ne fanno. Risultato: in Italia vengono uccisi più lupi che in tutta l'Europa occidentale messa insieme, ma siccome c'è il divieto sono tutti contenti. Evviva. In Alto Adige, in Trentino ed in Veneto si vorrebbero invece regole chiare per gli uomini e per i lupi, da attuare al posto del faidate abusivo tollerato di fatto nelle altre Regioni.

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