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Libri & polemiche

Tre biblioteche, un libro

Sabato mattina appuntamento alle Longon con il Polo del futuro
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L'appuntamento è fissato per sabato 25 maggio alle ore 10.00 ed è organizzato dalle Biblioteche Provinciali “Dr. Friedrich Teßmann“ e “Claudia Augusta“, con la Biblioteca Civica “Cesare Battisti”.

 “Risentimento – Ressentiment" è il titolo di due volumi di racconti dove cinque scrittrici e scrittori di lingua italiana e cinque di lingua tedesca affrontano una dei temi chiave  del nostro vivere quotidiano.  Le opere, edite da Limbus-Verlag e da Edizioni Alphabeta Verlag, saranno presentate da due dei dieci autori, Anna Weidenholzer e Giorgio Falco, insieme ai direttori delle biblioteche Valeria Trevisan Benussi, Johannes Andresen e Ermanno Filippi, con la partecipazione dei curatori, Anna Rottensteiner e Giovanni Accardo. L’incontro sarà moderato dal giornalista RAI Lucio Giudiceandrea.

Di speciale, in questa proposta, c'è il fatto che la presentazione avverrà nel cortile della vecchia scuola elementare Longon, nell'omonima via, al centro di quello che sarà il cantiere del nuovo Polo Bibliotecario, la casa comune dove le tre biblioteche pubbliche bolzanine dovrebbero trasferirsi sotto uno stesso tetto.

Sin qui la notizia pura e semplice che, ovviamente, contiene anche un invito a partecipare a questa manifestazione, la cui speciale caratteristica sollecita però qualche riflessione leggermente più ampia e dettata, sia ben chiaro, da considerazioni del tutto personali.

Seguo la cronaca bolzanina da oltre quattro decenni, ma non mi pare che vi siano stati, nel tempo, molti progetti di opere pubbliche contro i quali si sia scatenata una guerriglia polemica paragonabile a quella che ha investito l'idea di realizzare, nel vetusto edificio scolastico che ospitò nel tempo la scuola elementare Longon, la media Archimede e le magistrali Pascoli, una sede comune per le tre biblioteche pubbliche più importanti della città. Forse solamente l'idea di sostituire il vecchio ponte Talvera con un manufatto moderno, poi cassata a furor di popolo, diede luogo ad attacchi verbali e scritti altrettanto virulenti.

È vero che, ogni volta che viene varato il progetto di una certa rilevanza per una struttura di tipo culturale, i siluri partono quasi automaticamente. Ho ancora nella memoria, quando si decise di affidare all'architetto milanese Marco Zanuso il progetto per il nuovo teatro comunale di piazza Verdi, le bordate polemiche di chi era fieramente convinto che quei soldi e quegli spazi sarebbero stati meglio utilizzati per costruire alloggi pubblici. Nel caso del Polo Bibliotecario, tuttavia, la guerriglia urbana ha assunto caratteristiche ben più gravi e diverse. Quello che sembra disgustare in modo totale esponenti del mondo della politica e della cultura pare essere proprio il fatto che in quegli spazi si realizzi, sia pur mantenendo distinzioni di carattere gestionale operativo, un'effettiva sintesi tra le istituzioni bibliotecarie di lingua italiana e tedesca che operano da decenni nel capoluogo.

E' un fatto incontestabile che , negli ultimi anni, siano state proposte, per l'utilizzo dei volumi dove sorge la vecchia scuola, ipotesi di ogni genere. C'è chi ha proposto, come era avvenuto per il teatro, di costruirvi alloggi per i giovani, chi, più recentemente, di trasferirvi il Museo Archeologico. Pare che tutto vada bene purché non si senta parlare di biblioteche. Sorge allora il sospetto che a indispettire una così vasta e qualificata platea sia proprio il carattere ultimo che rende speciale il progetto del Polo. Il fastidio circonda come una nuvola acre l'idea che tre istituzioni di lingue diverse possano essere riunite sotto uno stesso tetto, condividendo magari gli spazi per lanciare iniziative in comune. E' un'idea che rappresenterebbe un segnale di eccezionale potenza per contrastare in modo concreto quella sorta di separazione silenziosa tra gruppi linguistici che costituisce, a parere di chi scrive ovviamente, uno dei problemi più gravi che pesano sul futuro della nostra autonomia.

Ma, si dice, ormai le biblioteche sono dinosauri cartacei destinati all'estinzione. Inutile spendere soldi per mantenerli in vita. E' un pensiero che considero orribile e sbagliato. Ridurre l'idea di biblioteca pubblica al concetto di un semplice sportello dove si prendono in consegna o si restituiscono libri è meschino e riduttivo. Ogni biblioteca, anche a Bolzano, è una inesauribile fabbrica di conoscenza e di cultura, una sorta di moltiplicatore di stimoli intellettuali che vanno a colpire sopratutto coloro che ne hanno maggior bisogno: i bambini e i giovani. Non riesco nemmeno ad immaginare quello che, anche in termini di interscambio tra mondi linguistici diversi , potrebbe nascere dalla coabitazione di tre istituzioni stimolate ad un confronto continuo.

Già oggi l'elencare assieme tutte le iniziative culturali che vengono messe in campo dalla Teßmann, dalla Cesare Battisti e dalla Claudia Augusta, significa porre l'occhio su una parte più che considerevole dell'offerta di cultura a Bolzano. Tutto ciò quando le biblioteche sono costrette a vivere in condizioni di assoluta precarietà, senza nemmeno lo spazio  necessario a conservare in sede il patrimonio di cui pur dispongono, senza la possibilità di valorizzare appieno i veri e propri gioielli che conservano. Tutti problemi che la realizzazione di una grande casa comune potrebbe finalmente risolvere.

Eppure tutto questo evidentemente dà fastidio. La risposta a questa sorda opposizione può venire anche con l'appuntamento di sabato, voluto non a caso da tutte e tre le biblioteche, e che sarà solo un piccolo esempio di quello che potrebbe rappresentare il Polo per una cultura del confronto e della condivisione, in una Bolzano che provi magari a superare le divisioni e le contrapposizioni del passato.

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Kommentare

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alfred frei 23.05.2019, 10:59

Il Lab.Bz - città nostra - ha organizzato in data 9.05.19 una conferenza sul Polo museale "Ötzi - eppur si muove" che ha cercato di dare risposte attendibili e corrette anche sul ruolo della biblioteca nell'era digitale. Nei prossimi giorni una intervista dell'arch. Christoph Mayr Fingerle con l'esperta di biblioteche Antonella Agnoli dovrebbe trovare spazio nella stampa locale. Attendiamo volentieri il parere del sig. Ferrandi in merito.

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