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Scenari di guerra

Trump e la guerra

Il 3 gennaio è stato ucciso il generale iraniano Soleimani su ordine di Donald Trump. Il presidente americano vuole la guerra. Le ombre della civiltà incombono sul 2020.
Kolumne von
Bild des Benutzers Antonio Merlino
Antonio Merlino05.01.2020
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Con il nuovo anno anche una nuova, grave ombra si addensa repentinamente all’orizzonte della civiltà: all’alba degli anni Venti, Trump ordina l’uccisione del generale iraniano Qasem Soleimani. Il 3 di gennaio Soleimani è assassinato da un drone americano presso l’aeroporto internazionale di Baghdad. Il Presidente americano ha impartito questo ordine all’insaputa del Congresso.

A missione compiuta, egli si è rivolto agli Americani affermando che l’uccisione del generale iraniano non serve a iniziare una guerra, ma a prevenirla. Ha inoltre spiegato che informare il Congresso sarebbe stato come informare gli Iraniani stessi. Da una parte egli ha rispolverato il concetto - caro all’amministrazione Bush - di “prevenzione”, dall’altra egli ha sì giustificato la segretezza della missione equiparando il Congresso al nemico. Un insulto intollerabile, nella lingua della politica americana.

Quando nel 2003 l’ultimo presidente guerrafondaio, George Bush, iniziò la guerra “preventiva” in Iraq, egli commise quello che oggi è riconosciuto come un «terrible mistake», un terribile errore.
Quella guerra fu giustificata dal presupposto – mai dimostrato – della presenza di armi di distruzione di massa sul suolo iracheno. Quella guerra fu radicalmente antigiuridica. Quella guerra fomentò odi destinati a durare, devastò le relazioni internazionali in Medio Oriente. Sul versante interno, quella guerra rafforzò la tesi secondo la quale lo stato di emergenza santifica qualsiasi mezzo, persino il più disumano e irrazionale, come ad esempio la tortura. 
Insomma, l’amministrazione Bush esaltò le tendenze espansioniste che hanno corrotto i costumi americani; introdusse una perversione di quello che Tocqueville chiamava lo «spirito giuridico» negli Stati Uniti. Il “grande errore” fu visto da pochi nel 2003. Allora molti avevano lo sguardo offuscato dal fumo delle Twin Towers che crollavano al suolo. Solo negli anni dell’amministrazione Obama si riconobbe il “terribile mistake” per quello che era: una fucina di nuovi mostri e di orde di tagliateste.

Nessuna amministrazione americana aveva finora mai pensato seriamente di eliminare Soleimani. Il generale sciita era considerato un’icona non solo in Iran. Egli aveva guidato le Guardie della Rivoluzione da un ventennio ed era in odore si succedere a Khamenei. Nonostante le sue mani fossero lorde di sangue, gli Americani trovarono in lui un alleato nella resistenza all’Isis. Fu lui a combattere lo stato islamico in Siria, accattivandosi così le simpatie di molti moderati. Insomma, ammesso pure che Soleimani stesse progettando degli attacchi contro gli Stati Uniti, scagliargli addosso un drone americano non era forse la migliore mossa di politica estera né la più fine soluzione di “intelligence”. L’assassinio del generalissimo ha scatenato una prevedibile e vastissima reazione contro gli Stati Uniti. 

La scia di sangue che seguirà ai fatti del 3 gennaio sarà lunga. Il presidente iraniano Hassan Rohani ha già promesso atroci ritorsioni. Finora, l’Iran non ha passato il segno. Non si è mai spinto oltre un certo limite. Insomma ha evitato di offrire il pretesto di una guerra. Ma ora? Privato della sua guida e sotto l’impulso di piazze inferocite, potrebbe commettere l’irreparabile e impedire i rifornimenti petroliferi. Questa eventualità significherebbe una nuova guerra, un altro, imperdonabile «terrible mistake». Al momento gli scenari sono del tutto imprevedibili: Trump ha provocato un governo di pazzi fanatici, non possiamo sapere come questi ultimi reagiranno, poiché i folli criminali – a differenza dei criminali qualsiasi – possono compiere atti del tutto irrazionali. Infine, le nuvole nere all’orizzonte, possono farsi nerissime, se Russia o Cina dovessero decidere di schierarsi in campo.

Ma allora, perché il presidente americano si è deciso per questa mossa tanto eclatante quanto rischiosa? Come mai ha scelto di giocare alla roulette russa?
Ci sono soprattutto due spiegazioni.

La prima: Trump è sotto assedio in patria. I suoi oscuri legami con la Russia hanno screditato la sua immagine. Contestualmente, egli è sotto procedimento di impeachment. Come nella serie televisiva “House of Cards”, la guerra è l’ultima da carta da giocare per un presidente disperato. Così, egli spera di distogliere da sé la pressione mediatica e di coalizzare il popolo americano contro un nemico esterno. Non è un caso che l’uccisione di Soleimani sia stata esibita trionfalmente al fine di recuperare il consenso perduto.

La seconda: lo scorso novembre il presidente iraniano Hassan Rohani aveva annunciato il ritrovamento di un enorme giacimento di petrolio tra Bostan e Omidiyeh (un’area di circa 4 km che si estende a est del confine iracheno). Il giacimento è stimato sui 53 miliardi di barili. Inutile dire che questa notizia ha destato gli interessi lobbistici in America e ha influito sul repentino mutamento della politica trumpesca.

Infine, un’ultima considerazione, che dovrebbe servire da monito anche per il nostro emisfero, per l’Europa infettata dai populismi di stampo nazionalista. Il populismo è una degenerazione della forma di governo popolare. Con il populismo il popolo non vince mai. Perde. Con il populismo un piccolo gruppo di uomini al potere illude e si serve del popolo, fomentando il culto di una nazione gloriosa che si erge fiera sopra le altre. L’esito ultimo, implicito nel populismo, è per forza di cose la guerra. Prima o poi il grande demagogo al potere non sa più come coprire le sue menzogne e allora attinge dall’arsenale ideologico che si è inventato.

Così, l’America del re dei populisti - il prototipo globale dei Salvini, degli Strache e degli Orban - l’America di Donald Trump si accinge a mandare in guerra un’altra generazione di giovani Americani. Loro sì, appartenenti al popolo, destinati dal grande demagogo, al macello.

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Kommentare

Bild des Benutzers Peter Gasser
Peter Gasser 06.01.2020, 12:32

„Loro sì, appartenenti al popolo, destinati dal grande demagogo, al macello“: und wie so immer, wählt sich das Volk diese „Schlächter“ auch noch selbst.
Nichts dazu gelernt, seit Jahrtausenden bejubelt das „Schaf„ den „Wolf“ als seinen (Spitzen-)Regulator.

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Franz Hilpold 06.01.2020, 20:15

C'è una terza ragione per l'assassinio di Suleimani: egli si doveva incontrare segretamente con i sauditi per discutere su forme di una pacificazione tra i due paesi. Gli americani questa pace non la vogliono in nessun caso.

Bild des Benutzers Peter Gasser
Peter Gasser 06.01.2020, 20:18

... was man dann "Verschwörungstheorie" nennt.

Bild des Benutzers Christian Mair
Christian Mair 06.01.2020, 22:23

@Peter Gasser:
Wie kommen Sie darauf, dass das eine Verschwörungstheorie ist? Es scheint eher eine Nachrichtenlücke zu sein: siehe https://www.nachdenkseiten.de/?p=57461
Und
https://thegrayzone.com/2020/01/06/soleimani-peace-mission-assassinated-...

Jezzt ist wohl der Zeitpunkt gekommen über das Ende der NATO und den Anfang der europäischen Republik nachzudenken.

Und:
Meldung an die Redaktion über falschen Gebrsuch von Verschwörungstheorie!

Bild des Benutzers Peter Gasser
Peter Gasser 06.01.2020, 22:29

Wikipedia zu „nachdenkseiten.de“:
„... NachDenkSeiten mit dem Untertitel Die kritische Website ist ein deutscher Watchblog, auf dem politische und gesellschaftliche Themen kommentiert werden. ... Der Blog wurde anfangs als wichtiger Bestandteil einer Gegenöffentlichkeit gelobt, sieht sich in den letzten Jahren jedoch vermehrt dem Vorwurf ausgesetzt, *Verschwörungstheorien* zu verbreiten.
.
Alles klar?

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Christian Mair 07.01.2020, 08:02

Nein. Leider ist gar nichts klar. Wikipedia ist auch nicht immer zuverlässig.

Der Sachverhalt ist dofort und genau klarzustellen. Vorschnelle Einschätzungen " Verschwörungstheorie" helfen nicht bei der Wahrheitsfindung. Schliesslich könnte ein grosser Krieg ausbrechen...

Wem glaubt man mehr: Trump oder Mahdi, dem irakischen Miniaterpräsidenten?

Bild des Benutzers Peter Gasser
Peter Gasser 07.01.2020, 08:05

Mahdi sagt: „Diese Vermittlungsversuche habe er unternommen auf Wunsch von US-Präsident Donald Trump“.
(ps: „glauben“ kann man weder dem einen noch dem anderen).

Bild des Benutzers Christian Mair
Christian Mair 07.01.2020, 11:44

Genau! Es braucht eine klare Sachlage und keine vorschnelle Einschätzung als Verschwörungstheorie! Untersuchung erforderlich!

@moderation: bitte jetzt zu Wort melden mit Hinweis auf "weitere Klärung erforderlich - dzt. nicht als Verschwörungstheorie eingestuft"

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Nam eis 06.01.2020, 23:56

Spiegel online schreibt es ebenso.

https://spon.de/afDll

Meiner Meinung nach war die Aktion von Trump inakzeptabel. Ein weiterer eklatanter und dummer Bruch des Völkerrechts! Von der angekündigten Zersörung des persischen Kulturguts ganz zu schweigen. Der Westen gibt ein ärmliches Bild ab, langsam sind wir nicht besser als die Taliban..

Bild des Benutzers Peter Gasser
Peter Gasser 07.01.2020, 07:22

„Spiegel online schreibt es ebenso“: dann muss man alles lesen:
„ Diese Vermittlungsversuche habe er unternommen auf Wunsch von US-Präsident Donald Trump“.
Das ist nicht „ebenso“, sondern das Gegenteil von @franz hilpold, 06.01.2020, 20:15 Uhr.

Bild des Benutzers Rufer Peter (gesperrt)
Rufer Peter (gesperrt) 07.01.2020, 20:55

Statt Ziele anzugreifen, bei denen es Befehlsempfänger und Zivilsiten getroffen hätte, haben die USA nun zwei Strippenzieher und Befehlsgeber getötet. Der Iran steckt in einer innenpolitischen Krise, denn D. Trump hatte sein Ziel erreicht, den Iran wirtschaftlich in die Knie zu zwingen und die Bevölkerung gegen das Mullah-Regime aufbegehren zu lassen. Dieses Regime versucht nun muit den äusseren Feinden von der inneren Krise abzulenken, und dies eben nicht erst seit der Tötung von Q. Soleimani. Auf den ersten Blick scheint das Regime davon zu profitieren, jedoch steht es nun unter dem Druck, Vergeltung üben zu müssen. Mit jedem Angriff auf einen US-Bürger oder eine US-Einrichtung liefert der Iran den USA jedoch einen Vorwand Ziele im Iran zu zerstören, die sicherlich so gewählt werden, dass sie den Iran wirtschaftlich noch mehr schwächen. Die USA können dann ihre militärische Überlegenheit voll einsetzten, selbst, wenn vom Iran gesteuerte Gruppen Angriffe auf die USA durchführen würden. Das ohnehin schon angeschlagene iranische Regime sieht sich nun mit dem Dilemma konfrontiert, reagieren zu müssen, aber dabei den eignen Untergang zu riskieren. Die Eliten im Iran neigen jedoch sicherlich nicht zum Selbstmord.

Bild des Benutzers Peter Gasser
Peter Gasser 07.01.2020, 22:56

Sie werden sich wundern... weder Russland noch Die USA konnten das ärmste Afghanistan in den Griff bekommen... Wie dann den IRAN? ... der Nahe Osten wird in Kürze brennen.

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elisabeth garber 07.01.2020, 13:31

"Klar" ist höchstens eine geputzte Fensterscheibe.

Bild des Benutzers Rufer Peter (gesperrt)
Rufer Peter (gesperrt) 07.01.2020, 13:39

Wie üblich toben die aufgebrachten Massen auf Teherens Strassen und
sind doch hilflose, arme Möchtegernplayer im Weltgeschehen. Sicherlich können sie etwas zerstören, mehr kommt ja auch seit Jahren nicht aus diesem Land. Eigene Probleme werden in andere islamische Länder getragen, die vor lauter Gottesfürchtigkeit auch nichts auf die Reihe bekommen. Hass, Wut, Zerstörung und Unterdrückung sind das Lebenselixier und die Lebensversicherung der Mullahs.
Q. Soleimani, als treuer Erfüllungsgehilfe der Mullahs, war ein mordender Schreibtischtäter, der seinem eigenem kriegerischen Handeln zum Opfer gefallen ist.

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Rufer Peter (gesperrt) 08.01.2020, 12:32

Die USA haben General Q. Soleimani zum Ziel gemacht, weil man ganz genau wusste das dies die ganze Nation treffen würde. Die Iranische Regierung muss darauf reagieren da sie sonst unter Umständen vom Volk gestürzt wird. Man kann noch so viel von Deeskalation und Diplomatie reden, die iranischen Regierung hat eigentlich keine Wahl. Entweder sie schlägt hart zurück oder sie riskiert zu fallen.

Bild des Benutzers Rufer Peter (gesperrt)
Rufer Peter (gesperrt) 09.01.2020, 11:13

Sollte der Iran wirklich Haifa in Israel angreifen wie angedroht wurde, dann würde er sich damit vollkommen ins eigene Knie schiessen. Abgesehen von der erwartbaren israelischen Reaktion würde das nämlich zu einer starken Solidarisierung der arabischen Bevölkerung Israels mit ihrem Staat führen. In und um Haifa leben viele israelische Araber. Schon nach dem Raketenhagel der Hisbollah 2006 auf Nordisrael traten viele Araber freiwillig in die israelische Armee ein. Das könnte sich bei einem iranischen Angriff auf Israel durchaus wiederholen und sogar verstärken.

Bild des Benutzers Klaus Griesser
Klaus Griesser 18.01.2020, 18:20

updating! Nach dem Mord (offiziell genannt "Tötung eines Bösewichts") am General Soleimani im deutschen Bundestag gab es Anfragen von Abgeordnete an den Staatsminister fürs Außenamt, Roth, wegen der möglichen Rolle von Ramstein als Drohnenbasis für den Mord. Der Mann wich aus und verschanzte sich mit der Erklärung, Außenminister Maas habe mit Pompeo darüber gesprochen und der habe ihm versichert, dass die USA in Ramstein deutsches Recht und Völkerrecht respektieren würden. Dass Maas nicht nachgehakt hat, macht ihn zum Komplizen! Laut Verfassung darf von Deutschland aus keine Kriegsgefahr und kein Bruch des Völkerrechts ausgehen!
Neben Ramstein gibt es in Deutschland weitere Relaisstationen für Drohnenangriffe. Noch mehr aber mehr in Italien, vor allem in Sigonella! Siehe https://www.pressenza.com/de/2020/01/antonio-mazzeo-italien-ist-ein-wich... Demnach gab es am Tage der Ermordung von Soleimani heftige US-Air-Force-Bewegungen in Italien gegen den Nahen Osten. Dies als nachträglicher Beweis für umfassende Angriffsbereitschaft durch die USA, gegen das Völkerrecht!
Mittlerweile drängt Europa Teheran, endlich den Atomabrüstungsvertrag (den Trump einseitig gekündigt hatte!) einzuhalten, was nicht anders zu deuten ist als Unterstützung des Zwangs der USA gegen Iran. Ergänzend dazu ist zu erklären, dass strenge wirtschaftliche Sanktionen durch die USA die wirtschaftliche Lage im Iran dramatisch verschärfen, dass es im Zuge dieser Sanktionen auch europäischen Firmen verboten ist, Geschäfte mit dem Iran abzuschließen. Conclusio: Die Kriegsgefahr ist nicht vorüber! Trump zwingt Europa zur Kriegspartnerschaft!

Bild des Benutzers Peter Gasser
Peter Gasser 18.01.2020, 18:55

Mag alles irgendwie stimmen, doch ist es eine sehr subjektive und sehr einseitige Sicht.
Genauso untragbar wie Trump ist, genauso war Soleimani ein Top-Terrorist.
Hier https://www.welt.de/debatte/kommentare/plus204736164/Iran-Der-Tod-von-Al... steht:
„ Die Welt ist ein besserer Ort ohne Qassem Soleimani. Schließlich ist Iran der führende staatliche Terrorsponsor in der Welt – und Soleimani war Irans Topterrorist. Der nun von den Amerikanern getötete Chef der Kuds-Brigade – der Auslandsarm der Revolutionsgarden – war in den vergangenen Jahrzehnten verantwortlich für Anschläge weltweit gegen Zivilisten, auch in Europa. Er orchestrierte Attacken schiitischer Milizen im Irak gegen die US-Truppen, die Hunderte das Leben kosteten.

Soleimani ist persönlich verantwortlich für schwerste Kriegsverbrechen im syrischen Bürgerkrieg, von der Aushungerung ganzer Städte bis zu gezielten Angriffen auf Zivilisten und zivile Einrichtungen wie Krankenhäuser. Der General war zudem Kopf und Hand hinter der iranischen Hegemonialstrategie in der Region. Genau jene Beherrschungspolitik Teherans, gegen die Millionen von Menschen in den vergangenen Monaten demonstriert haben, vom Libanon bis zum Irak. Und auch die Massenaufstände im Iran richteten sich im Kern gegen Soleimani, weil die Bürger es angesichts der Wirtschaftskrise leid sind, dass die iranische Regierung viel Geld für ihr Expansionsstreben investiert statt in die Wohlfahrt der Bürger.

Der General stand auch hinter den jüngsten Anschlägen auf eine US-Basis im Irak und den Sturm auf die US-Botschaft in Bagdad. „Soleimani ist mein Kommandeur“, riefen etwa die Milizanhänger, die versuchten, in die Botschaft einzudringen“.
Es gilt stets, ein möglichst umfassendes, und nicht nur selektives Bild darzustellen.

Bild des Benutzers Klaus Griesser
Klaus Griesser 18.01.2020, 19:47

Sehen Sie: die öffentlichen Meinungsmacher sind gespalten (worden). Ihre "Welt", ZDF, ARD, ZEIT, SPIEGEL u.v.a.m. gehören zu den Transatlantikern, das sind die Freunde der USA, ihr Präsident ist Siegmar Gabriel, vor ihm war es Merz, offizieller Lobbyist von Black Rock (sic!), jetztiger Kandidat fürs Bundeskanzleramt. Sie stehen nicht einheitlich zu Trump, aber unbedingt zur Treue für Amerika. Die Bezeichnungen "Schurkenstaaten" stammen vom CIA, die haben dort so ihre Verschwörungstheorien, denen auch ein bekannter US-Außenminister folgte, als er vor der UNO eine Ampulle hochhielt mit der Behauptung, der Irak plane einen Giftgasangriff - er hat diese Lüge selber zugegeben, allerdings erst lange nachdem der Krieg passiert war.
Bzgl. des Mordes an Soleimani sprach der wissenschaftliche Beirat des deutschen Bundestages von Bruch des Völkerrechts. Und die NZZ sieht das ebenso. Auch hausverstandsmäßig müsste jedem Demokraten klar sein, dass es nicht angeht, einen General eines souveränen Landes abzuknallen, wenn er von "unseren lieben" US-Generälen plötzlich nicht mehr gemocht wird. Dies zur Umfassung Ihres Bildes.

Bild des Benutzers Peter Gasser
Peter Gasser 18.01.2020, 21:25

Ich neige nicht zu Parteinahme und Ideologie, wie es aus Ihrem Beitrag zu lesen ist. Ich kann weder mit dem Ausdruck „Transantlantiker“ noch „Russlandfreund“ viel anfangen. Ich versuche die Weltlage frei von Ideologie zu betrachten. Darin richten Putin und Tramp gleichermaßen die freie und humanistische Welt zugrunde.
Soleimani war innerhalb des Iran ein General der paramilitärischen Revolutionsgarde, und ausserhalb des Iran ein Top-Terrorist als Führer der Quds. Er war ein Mörder.

Bild des Benutzers Klaus Griesser
Klaus Griesser 19.01.2020, 11:15

Ich weiß nicht, was Soleimani in seiner Laufbahn tat. Als beliebter General hat er sicher militärische Erfolge gegen die US-Army und die von ihnen gehaltene "einheimischen" Milizen erzielt. Und zwar weil er einen militärischen Feind in eigenem Land bekämpfte, die da nichts zu suchen hatte. Ich vermute, er muss da sehr erfolgreich gewesen sein, sonst würden ihn gewisse US-Generäle nicht so hassen. Das gibt der US-Regierung aber nicht in übler Wild-West-Manier ihn einfach in fremdem Lande zu killen. Aber lassen Sie sich nicht davon anstecken! Die langjährige "Tradition" der US-Regierungen im Nahen Osten gefolgt von verständlich tiefer Wut der Araber dagegen können Sie zwar nicht bei Wikipedia, wohl aber bei Robert F. Kennedy, Jr. ausführlich nachlesen auf https://www.politico.com/magazine/story/2016/02/rfk-jr-why-arabs-dont-tr...

Bild des Benutzers Klaus Griesser
Klaus Griesser 19.01.2020, 11:18

sorry, Fehler: ...gibt der US-Regierung aber nicht DAS RECHT...

Bild des Benutzers Peter Gasser
Peter Gasser 19.01.2020, 11:27

Wie gesagt, ich teile Ideologie nicht. Daraus entsteht Blindheit auf einem Auge. Sie schreiben: „Ich weiß nicht, was Soleimani in seiner Laufbahn tat“... Wie können Sie dann hier über ihn sprechen?
Antiamerikanismus ist genauso unsinnig wie Russlandbushing oder Antisemitismus.

Bild des Benutzers Klaus Griesser
Klaus Griesser 19.01.2020, 11:51

Wie können Sie mir die böse Tafel "Antiamerikanismus" umhängen? Dann bin ich wohl in bester Gesellschaft mit Kennedy und Sie behalten Ihre ideologische Blindheit "Der Westen ist gut! Verteidigen wir ihn mit allen Mitteln!". O.K.!

Bild des Benutzers Peter Gasser
Peter Gasser 19.01.2020, 12:02

„gut“? Nein.
Aber lebenswerter, freier, menschengedenken echter.
Sie leben ja auch *freiwillig* hier im „Westen“, und nicht in Russland oder China oder Arabien oder Afrika oder Nordkorea.
Daher: „verteidigen wir ihn mit allen Mitteln“, ja.

Bild des Benutzers Peter Gasser
Peter Gasser 19.01.2020, 12:03

... menschengerechter

Bild des Benutzers Klaus Griesser
Klaus Griesser 19.01.2020, 20:00

Sie machen es sich zu einfach! Statt auf das debattierte Thema einzugehen, auf die Situation im Nahen Osten und unserer Beziehung dazu (ist auch Kennedys Thema) wechseln Sie die Bühne: heim zu uns und fragen mich, ob es hier nicht freier sei als dort? Werter Herr, ich bin schlicht derselben Meinung wie Rufer Peter: wir haben dort nix zu suchen.

Bild des Benutzers Peter Gasser
Peter Gasser 19.01.2020, 20:05

Ich bin ein bißchen dem Diskussionsstrang gefolgt, wie Sie. Konkret bin ich auf Ihre wohl ironische Bemerkung "Der Westen ist gut! Verteidigen wir ihn mit allen Mitteln!" eingegangen.

Bild des Benutzers Rufer Peter (gesperrt)
Rufer Peter (gesperrt) 19.01.2020, 11:24

Die Wirren in Afrika und dem Nahen Osten sind ein weiterer Grund für die Europäer, endlich die Grenzsicherung mit soliden Mitteln durchzusetzen und eine kampffähige Schutztruppe aufzustellen, damit man sich aus den religiös-ideologischen Querelen heraushalten kann. Nur ein starkes Bündnis kann es sich erlauben, sich aus Konflikten herauszuhalten. Schwache Systeme müssen vermitteln und merken nicht, wie sie vorgeführt werden.

Bild des Benutzers Peter Gasser
Peter Gasser 19.01.2020, 11:32

... dort geht es vorrangig um Öl, das derzeit NUR der Libysche Staat verkaufen darf, und um das Gas im Mittelmeer... nachrangig auch um Ägypten, die Arabischen Emirate, Clan- und Stammessysteme und modernes „Rittertum“ = Kriegerleben.

Bild des Benutzers Rufer Peter (gesperrt)
Rufer Peter (gesperrt) 19.01.2020, 15:34

In Europa sollte weder die Türkei, die Kurden, noch der Iran und Libyen und schon gar nicht Syrien interessieren, sondern lediglich der Schutz der eigenen Grenzen. Den Rest können die Menschen im muslimischen Nahen Osten unter sich selbst ausmachen. Die verstehen sich auch kulturell viel besser, oder eben auch nicht. Als Europäer hat man dort schlicht nichts zu suchen.

Bild des Benutzers Peter Gasser
Peter Gasser 19.01.2020, 17:27

ja, dann müssen wir und aber von dort auch überall zurückziehen, von all den Öl- und Gasquellen und all den Absatzmärkten von Militär-, Luxus- und Konsumtechnik.
Dann schützen wir unsere Grenzen, und holen nichts von dort und schicken dort nichts hin.

Bild des Benutzers Manfred Gasser
Manfred Gasser 19.01.2020, 20:54

Sehr interessant die Diskussion.
Und sehr schwierig, sich auf eine Seite festzulegen.
Jetzt zu sagen, wir sollen uns nicht einmischen, ist schon sehr gewagt, ohne uns wäre es wahrscheinlich nie so gekommen, wie es jetzt ist.
Daraus aber zu folgern, dass wir somit alle politischen, wirtschaftlichen und sozialen Fäden kappen müssten, grenzt dann schon an Fahrlässigkeit.
Wenn wir mit Putin, Trump und Xi Jinping zurecht kommen, ohne uns dabei in diesen Staaten innenpolitisch als Weltpolizei aufzuführen, das müsste das doch auch mit Assad, Rohany und Co funktionieren.

Bild des Benutzers Sepp Bacher
Sepp Bacher 20.01.2020, 00:02

Ja genau Herr Gasser, warum glauben wir, uns bei Assad und Rohany einmischen zu müssen, weil deren Regime nicht akzeptabel sei, aber nicht beim Saudischen Königshaus oder den Emiraten am Persischen Golf oder gar in Israel?

Bild des Benutzers Peter Gasser
Peter Gasser 20.01.2020, 06:00

Diese Frage müssen Sie den Politikern stellen, die dies entscheiden. Ich weiß das nicht.
Persönlich ist mir jeder Fanatismus, ob religiös oder politisch, fremd.
Aber: Haben wir (Europäer) uns bei Assad eingemischt? Nein, wir haben zugesehen, wie der „Bürgermeister des Nachbardorfes“ einen Teil seiner Bewohner umbringen lässt.

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