Politik | Bolzano

Menapace e Mascagni sulla Collina

Collina dei saggi, il Consiglio comunale approva l'intitolazione di due alberi a Lidia Menapace e Nella Mascagni. Bocciata Adriana Pasquali, proposta dal centrodestra.
Collina dei saggi
Foto: Centro Pace Bolzano

Last but not least, le prime sagge arrivano sulla Collina dei Saggi: il Consiglio comunale di Bolzano ha infatti approvato nella sua seduta di ieri (27 luglio) la delibera, proposta dal sindaco Renzo Caramaschi, che prevede di piantare due nuovi alberi in memoria delle partigiane Lidia Brisca Menapace e Nella Mascagni, nello spazio di Parco Firmian dedicato a figure distintesi particolarmente nel rappresentare valori di pace, giustizia, democrazia, libertà, pacifismo. "Con questo atto si attribuisce ad ognuna di loro un importante valore nello spazio pubblico cittadino e un riconoscimento dei valori da esse rappresentati, per quello che hanno lasciato alla società, alla coscienza collettiva e che lasceranno alle future generazione contribuendo alla crescita culturale della nostra società" ha sottolineato l'assessora alla cultura Chiara Rabini.

Le prime due donne sulla collina, dove sinora erano ricordati solo uomini, non soddisfano il centrodestra. Niente albero per Adriana Pasquali, la senatrice e avvocata (nonché storica esponente della destra altoatesina) proposta dal consigliere di Oltre/Weiter Gabriele Giovannetti, che si dice deluso dalla bocciatura del suo documento voto: "Alla fine la Collina dei saggi finisce per ricordare solo donne di centrosinistra. Speravo che fosse l'occasione per andare al di là delle beghe politiche". Resta da capire se la Collina dei Saggi sarà sempre più "delle Sagge", soprattutto dopo la clamorosa decisione del Consiglio comunale di non declinare al femminile la denominazione ufficiale del luogo. 

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Bottani Giorgia Fr., 06.08.2021 - 10:54

A proposito delle resistenze al cambiamento del nome da “Collina dei Saggi” a “Collina dei Saggi e delle Sagge”: “In fondo si tratta di questo, di usare il potere delle parole per comprendere l’altr*, per mostrare che la sua storia è importante. Si tratta di mostrare che rispettiamo il modo di essere di chi ci sta davanti, che siamo consapevoli di essere, noi stess*, altr* rispetto all’altr*. Si tratta, alla fine, di scegliere tra la possibilità di costruire e provare a comprendere, e il desiderio consapevole di distruggere e fare del male a qualcun* perché semplicemente non è come noi vorremmo fosse. E dico desiderio consapevole perché non esistono scuse, comprendere è un gesto volontario altrettanto cosciente quanto decidere di disprezzare”. O ignorare. (Da Frabrizio Acanfora, In altre parole. Dizionario minimo di diversità, effequ 2021. )

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