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Le notizie di stampa sull'acquisto di bus ibridi non devono trarre in inganno. Sono bus a gasolio-ibridi. L'importante per Sasa e Provincia è che non siano a metano, ma ormai l'avversione per questa tipologia di trazione è nota e, forse, ispirata dal modello milanese che almeno una enorme pecca ce l'ha.
Trasporto pubblico

Sasa, la presa in giro dei bus ibridi

Come previsto, arriva la “novità” dei bus ibridi, letteralmente una presa per i fondelli. L’importante è non dire che hanno anche il motore diesel. Quanti lo sanno?
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Davvero non mi meraviglio più di nulla. A leggere le pompose interviste al “magnificante” presidente di Sasa, come questa, non so se scuotere la testa o se mettermi a ridere (amaramente) per qualche giorno di fila.

A leggere, ad esempio, questo articolo, c’è da chiedersi se il presidente di Sasa “ci è o ci fa”. Anche perché pare dire e non dire e si fa una confusione da... insalata russa.

Come mai parla di 38 autobus? Da dove saltano fuori se nella delibera del 6 febbraio scorso la Provincia ha previsto un finanziamento per 31 bus? L’avevo già evidenziata questa “piccola incongruenza”… ma naturalmente tutti hanno fatto finta di nulla, eh? Tralasciando il fatto che mi chiedo come si possa finanziare con la cifra prevista l’acquisto di autobus ibridi-gasolio, cosa che si dovrebbe un po’ spiegare perché a me, personalmente, i conti proprio non tornano salvo che... e mi taccio.

Prendere in giro quando si pongono le domande...

Tra l’altro fa un po’ sorridere che il responsabile della mobilità provinciale, in risposta alla mia domanda ufficiale se i nuovi bus siano a metano o a gasolio, mi ha risposto

Comunque non è previsto l’acquisto di autobus a metano o gasolio.

Ma per favore... ma dai... Che gli autobus ibridi facciano rientrare dalla finestra il motore diesel (ovviamente non si dice…), pure questo l’ho scritto il 7 dicembre scorso.

Sasa ispirata dal modello milanese di ATM? Nel 2008... la cantonata...

Appare ora chiaro che il modello che si sta seguendo sia quello di ATM Milano. Peccato che proprio quest’azienda giusto 10 anni fa ha cassato i bus a metano sulla base di “studi” che avrebbero certificato (per l’allora classe Euro 5 EEV) emissioni minori (ma solo per il particolato) dei bus diesel, tanto che nel capoluogo lombardo tuttora circolano bus con tanto di scritta “ECObus”. A leggere, però, oggi quei dati, ci si è dati, seppur col senno di poi, letteralmente una sonante "martellata in mezzo alle gambe". Si vadano a legger i dati di confronto fra bus a metano e i bus a gasolio e il dato di un +72,99% per i Nox (ossidi di azoto fra cui il biossido di azoto NO2). Guarda caso proprio ATM che ora, di fatto, dichiara “guerra al diesel” con l’obiettivo di arrivare ad una flotta ad emissioni zero, vedasi la presentazione dei primi bus elettrici qualche giorno fa. Peccato davvero che i media abbiano la memoria assai corta.

I vertici di Sasa continuano ad affermare come un disco rotto questa favoletta, alla pari di molte altre aziende di trasporto pubblico italiane, peccato che altri dati e altri studi dicano da mo’ cose un po’ diverse, ma basta far finta di nulla, no?

Gli azionisti di Sasa: sempre muti e taciturni... perché?

Se i proprietari di Sasa e la politica comunale vogliono continuare a farsi pigliare per il... posteriore, facciano pure. Perché dalle interviste lette di dati che non tornano sono parecchi, in particolare sul disastroso stato della flotta Sasa che verrà migliorato solo in parte e in maniera non decisiva dai futuri, fantasmagorici, acquisti di bus “ibridi”. Ne ho scritto diverse volte, anche di recente. Ma si fa sempre finta di nulla. Tanto l'acquisto di bus usati è dietro l'angolo, come da perfetta tradizione di molte aziende di tpl italiane, come già avvenuto per i 5 acquistati dalla Svizzera ad inizio 2017 che, per pudore o cos'altro, mai sono stati presentati ufficialmente, quando i vertici Sasa non perdono mai occasione per mettersi in mostra.

Le foglie di fico dei bus elettrici e a idrogeno... ma i costi?

L’importante è continuare ad alzare la cortina fumogena delle foglie di fico dei bus elettrici e dei bus a idrogeno. Tanto per essere chiari, a Milano fra un po’ aumenteranno la tariffa del biglietto dei bus da 1,50 a 2 Euro… non è casuale se si considerano i costi assai elevati degli e-bus. Mi sa che è lo scenario che ci aspetta anche per le linee Sasa, prima o poi.

L'enorme presa in giro e nessuno, ma proprio nessuno (o quasi) reagisce?

Si piglino pure per il... ciapet i/le cittadini/e e relativi rappresentanti politici, che evidentemente preferiscono credere alle favole dei vertici di Sasa (e della Provincia) e comunque in barba al Piano Clima 2050, giusto per non dimenticarlo, che, per quanto riguarda il paragrafo riguardante il tpl sembra proprio essere stampato su... carta da formaggio.

Io posso solo dire “non ci sto” e ormai da almeno dieci anni a questa parte. Sarò da solo (o quasi) ma mi ci sono abituato. Perché i fatti sono fatti, non storielle.

Mi conforta, infatti, la circostanza che in altre realtà italiane e straniere si stiano facendo scelte piuttosto diverse. Ad esempio Parigi, che i vertici di Sasa citano spesso per il progetto di flotta di bus elettrici, nel quale si "dimenticano" però sempre un "piccolissimo" particolare, ovvero che una parte della flotta parigina sarà con bus a biometano, la cui quota prevista per il 2025 nell'arco di un anno è salita dal 20 al 33%, non poca cosa. Ma non bisogna andare tanto lontano. Infatti, una visita degli azionisti di Sasa nel vicino Trentino sarebbe utile ed auspicabile.

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