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Il bando

“Non basta avere buone idee”

Impulsi Vivi: oggi, 5 dicembre, l’evento inaugurale per il progetto sulle imprese culturali dedicato agli under 40. La storia, targata Alto Adige, di Irene Ammaturo.
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Un incubatore culturale altoatesino, Impulsi Vivi è il percorso promosso dall’Ufficio Politiche Giovanili della Ripartizione Cultura Italiana della Provincia Autonoma di Bolzano realizzato da Irecoop Alto Adige. Il progetto, finanziato con il Fondo regionale famiglia e occupazione alimentato dai versamenti dei consiglieri regionali che hanno restituito l’anticipo dei vitalizi e rivolto a chi ha meno di 40 anni (informazioni più dettagliate sul sito dedicato), è alla sua seconda edizione - il bando è stato aperto a novembre - e sarà presentato ufficialmente oggi, 5 dicembre, alle 18 al Centro Trevi in via Cappuccini a Bolzano, alla presenza di Christian Tommasini, vicepresidente della Provincia e Andrea Grata, presidente di Irecoop Alto Adige Südtirol. Ci saranno anche Claudia Di Stefano, organizer di TEDxBolzano, Sara Maragotto, designer Studio Fludd, Mario Varesco, imprenditore e industrial designer fondatore di Mfor.

La prima fase di Impulsi Vivi comincerà il 15 dicembre e si concluderà il 17 febbraio 2018. Diversi i workshop in programma che verteranno sui seguenti temi: idea di impresa, competenze manageriali, idea branding, business model e metodi per strutturare la propria azienda culturale. Sul sito si può trovare il calendario dei workshop aperti gratuitamente a tutti gli under 40. La seconda fase vedrà coinvolte le migliori 8 idee di impresa nate durante la prima fase. Solo le persone (gruppi o singoli) che parteciperanno ad almeno 4 workshop (obbligatorio "Modelli e metodi per strutturare un’idea imprenditoriale" del 12 e 13 gennaio) potranno candidarsi alla selezione per partecipare alla seconda fase di Impulsi Vivi, che prevede 100 ore di alta formazione ad hoc per garantire all’idea di impresa sostenibilità finanziaria, economica e sociale.

Nella prima edizione, fra i 6 selezionati di Impulsi Vivi, c’era anche Irene Ammaturo, salernitana, classe 1977, laureata in Scienze della Comunicazione e approdata a Bolzano nel 2010 per frequentare la ZeLIG, Scuola di televisione, documentario e nuovi media di Bolzano, dove si è diplomata in regia documentaria e sviluppo progetti. La sua formazione passa anche per la Germania, paese in cui ha vissuto dal 2000 al 2010. Fra le due esperienze un ritorno a Salerno dove ha seguito le vicende dei migranti nella Piana del Sele. Oggi è impiegata nella Film Commission di IDM Alto Adige.

"Non basta avere buone idee, bisogna saperle applicare alla realtà"

L’idea di Ammaturo è sostanzialmente quella di raccontare le storie delle imprese di eccellenza del territorio, oltre l’aspetto meramente produttivo, attraverso lo strumento del documentario interattivo e mantenendo uno sguardo antropologico su quanto accade in azienda, ponendo in primo piano le esperienze dirette delle persone. Con la possibilità per chi guarda il documentario di scegliere storie e percorsi diversi, costruendo così la propria idea dell’impresa. “Impulsi Vivi - spiega Ammaturo - mi ha permesso di sviluppare il mio progetto: raccontare con video interattivi, lasciando poi all’utente la possibilità di scegliere cosa vedere e quale percorso fare, storie di aziende altoatesine leader nel loro settore. Mi sono trovata di fronte a professionisti preparati che mi hanno dato gli strumenti per rendere concreta la mia idea. Non solo: c’è anche il tempo per metterli in pratica, analizzarli e ritararli poi sulla propria esperienza. Una formazione a 360 gradi: penso anche ad aspetti fiscali-burocratici, ad esempio, che magari passano in secondo piano ma in realtà poi si dimostrano essenziali. Un percorso che consiglio a tutti, perché non basta avere buone idee, bisogna saperle applicare alla realtà”.

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