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Mobilità alternativa

Biometano trentino, la presa per il…gas

La notizia sul progetto di produzione e utilizzo del biometano che sarà prodotto a Cadino con i rifiuti organici altoatesini fa indignare e parecchio. Ecco perché.
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La presentazione del progetto biometano a Cadino nella giornata di sabato 6 maggio fa veramente arrabbiare. No, non con il Trentino bensì con l’Alto Adige.

Ecco quanto scritto nel comunicato ufficiale:

La previsione, in seguito all'ampliamento dello stabilimento (già in via di conclusione), è di poter trattare il 100% del rifiuto umido trentino (in sinergia con l’impianto provinciale di Rovereto) e di supportare l’accordo sui rifiuti stipulato dalla Provincia autonoma di Trento e da quella di Bolzano. In particolare, come già noto, Bio Energia Trentino accoglierà una parte dell’umido di Bolzano a fronte del conferimento di una parte di rifiuto secco trentino all’inceneritore di Bolzano.

Poi la parte che più lascia a... bocca aperta:

Attraverso questo incremento delle quantità trattate e la chiusura della filiera dell’umido trentino Bio Energia (...) avvia anche questa nuova e innovativa filiera industriale: la produzione del biometano per autotrazione in favore della flotta degli autobus cittadini che, a progetto ultimato, passeranno da 42 (già alimentati a metano) a 64 (alimentati a biometano).

Quindi:

  • Bolzano importa rifiuti di Trento e li brucia 
  • l’umido di Bolzano (o sudtirolese?) viene portato a Cadino
  • grazie a questo apporto si potrà produrre biometano per far andare tutti i bus cittadini del capoluogo trentino a biometano…
cadino-conferenza-stampa.jpg
La presentazione ufficiale del progetto biometano a Cadino il 6 maggio 2017 - www.ufficiostampa.provincia.tn.it

Ora, nell’Alto Adige che si riempie la bocca di green-mobility e mobilità sostenbile ed ecologica ogni giorno che passa, però, va a tutto gasolio (38 bus puzzolistici in arrivo + cinque usati già in servizio, come già avvenuto nel 2011/12 con 42 bus a gasolio solo per Sasa mentre Sad è sempre stata un'isola diesel...), quindi qualcosa proprio non va.

Di biometano ne scrissi addirittura ad ottobre 2007, poi a marzo e a luglio 2009, poi fui sentito nel febbraio 2012 (unica volta interpellato dai 'print media' locali…) e altri interventi a settembre e ottobre 2012. Giusto per indicare che il tema fu tirato fuori in "tempi non sospetti", purtroppo solo da chi scrive queste righe e bellamente ignorato dai decisori. Taccio su quello che viene fatto all’estero perché altrimenti scriverei un romanzo.

Di tutto questo i responsabili della mobilità e dell’ambiente provinciale nonché di Sasa e Sad non ne hanno mai saputo nulla? Domanda retorica, s’intende.

Sulla scelta pro metano/biometano ne ho scritto su salto.bz il 18.1.2017 e altre volte. Non mi voglio definire “nemo propheta in patria”, né che il tutto si limiti ad un “l’avevo detto” (davvero magra e mesta consolazione), ma vorrei davvero sapere ora cosa ne pensano i diretti responsabili.

Perché adesso è più che mai evidente che l’aver cassato la mobilità a metano per correre dietro solo alle "sirene" dell’idrogeno nel 2008/09 e, di recente, dell’elettrico (fra auto e bus), si sta dimostrando un marchiano errore e abbiamo perso “solo” dieci anni per una mobilità ecologica e rinnovabile a metano/biometano che poteva essere diffusa per davvero sul territorio provinciale perché, banalmente, i mezzi a metano possono tranquillamente usare il biometano.

Altro non c’è da scrivere se non che, oltre la figuraccia che faremo a confronto con i vicini trentini, questa sembra proprio una presa per il… gas. Diversamente non può proprio definirsi, cioè fumi dell'inceneritore a Bolzano (che si dice e si dirà che sono innocui…) e 64 autobus ad emissioni di CO2 a zero e decisamente meno inquinati per ossidi e biossido d'azoto a Trento. Piacerebbe sapere chi ne guadagnerà sul serio… in termini ambientali. Io un’idea ce l’ho e mi pare d’averla ben descritta qui sopra.

Mi si definisca pure polemico ma ad essere preso per… il gas non mi va proprio visto che in Trentino faranno quello che io affermavo si sarebbe potuto fare qui in provincia di Bolzano “solo” da dieci anni a questa parte.

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