Alto Adige, Provincia
Suedtirolfoto/Othmar Seehauser
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Covid prima e dopo

Addio Mamma Provincia

Le conseguenze economiche del Covid ci costringeranno a scelte nuove. Lasciando la mano di Mamma Provincia.
Un contributo della community di Alberto Stenico06.11.2020
Ritratto di Alberto Stenico
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Ci eravamo abituati bene: negli ultimi trent’anni il bilancio della Provincia Autonoma di Bolzano era aumentato in modo significativo anno per anno. Assieme al bilancio, anche gli interventi pubblici a favore dei singoli cittadini, delle imprese e delle organizzazioni intermedie. Mamma Provincia sempre più generosa, anche se non sono mai mancati risentimenti e lamentele per la (asserita) sperequazione tra le categorie. Il trend positivo dei bilanci pubblici è dipeso in massima parte dalle prestazioni dei lavoratori, delle lavoratrici e delle imprese altoatesine che tutte assieme hanno alimentato con le loro imposte fiscali il bilancio. Le tasse pagate in provincia di Bolzano fluiscono per il 90% nelle casse delle Provincia, la quale peraltro si assume direttamente una gran parte delle competenze e delle spese che nel resto d’Italia competono allo Stato. Nel pieno della attuale crisi sanitaria ed economica da Coronavirus, ognuno è consapevole delle relative conseguenze a lungo termine: nulla tornerà a breve come prima. Nemmeno i bilanci della Provincia e le sue possibilità di intervento economico a 360 gradi. Quanto l’economia sarà in difficoltà, tanto più il bilancio pubblico locale ne soffrirà. La Mamma non potrà più essere generosa come prima, anche se dovrà cercare di utilizzare al meglio gli auspicati (ma non scontati) aiuti statali ed europei. Se nulla sarà come prima, se entreremo nei tempi delle “vacche magre”, allora è il momento di cominciare a pensare a compiti e comportamenti necessariamente nuovi per Mamma Provincia e per i concittadini altoatesini. E’ tempo, ad esempio, di risvegliare nella società la conspevolezza di dover contare collettivamente sulle proprie forze. C’è in provincia di Bolzano una forte tradizione di auto-aiuto, di solidarietà, di mutualità, di cooperazione territoriale, di sussidiarietà, una tradizione costruita “dal basso” con la quale troppe volte Mamma Provincia è entrata in concorrenza offrendo i suoi più comodi interventi pubblici. Ora è tempo di cambiare anche perchè un certo sistema non ce lo possiamo più permettere e sarà necessario riscoprire lo spirito di collaborazione tra i cittadini, quelli che stanno peggio e quelli che stanno meglio. Non per tutti la pandemia ha provocato danni economici, anzi. C’è spazio (ancora) per una grande azione di solidarietà nel nostro territorio. A Mamma Provincia andrebbe invece ricordato che l’atto di nascita della nostra Autonomia fu accompagnato nel 1948 in Parlamento dalla dichiarazione dell’allora Presidente del Consiglio Alcide Degasperi (autonomista convinto) che indicava l’obiettivo di “essere migliori della burocrazia statale, migliori soprattutto per quanto riguarda le spese, di saper creare un’amministrazione più forte e che costi meno”. Per combattere il virus e le sue conseguenze economiche, dobbiamo innanzitutto saper cambiare. Noi tutti, ai vertici ed alla base. (www.albertostenico.it)

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Ritratto di Massimo Mollica
Massimo Mollica 7 Novembre, 2020 - 03:06

Non discuto su quanto asserito dall' autore semplicemente perché non ho elementi sufficienti per fare qualsiasi valutazione. E la cosa che più mi è incomprensibile e che ho già sentito da più persone dire che "niente sarà più come prima". Non mi è chiaro il motivo e se davvero sarà così. (Al netto di un vaccino quando verrà diffuso alla popolazione)

Ritratto di Claudio Campedelli
Claudio Campedelli 9 Novembre, 2020 - 12:09

Io una mamma del genere non la vorrei.
Trova i soldi per il cemento e i tondini ma trascura la sanità pubblica, il sistema scolastico, le persone povere e l'ambiente.

Mi pare che il racconto riportato nel articolo vada a confermare la martellante propaganda provinciale che culturalmente ha annientato la capacità critica di molte cittadine e cittadini.

Per quanto riguarda il futuro non vedo grandi cambiamenti dello status quo. Anzi.

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