Porcini, funghi
Pixabay
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Finferli e nuvole

Isteria micologica

Perché da noi c’è una legge bacchettona sulla raccolta funghi che sembra una ricetta di metadone per tossici? Mentre il problema è il turismo che devasta il territorio.
Colonna di
Ritratto di Fabio Marcotto
Fabio Marcotto07.09.2019
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Solo giorni pari. Con permesso del comune. Versamento di 8 euro allo stesso su bollettino postale con indicazione del giorno prescelto. Massimo 1 kg. Dai 14 anni in su. 

Cos’è? La legge che regola la raccolta dei funghi in Alto Adige.

Guardiamo alle regioni limitrofe, l’Austria e la Svizzera, che non sono certo i Bolsonaro d’Europa. La prima, Austria: ogni giorno, senza permesso e senza soldi al comune, massimo 2 kg. La seconda, Svizzera: nel Ticino, ogni giorno, 3 kg, nessun permesso e niente soldi ai comuni. Argovia, Basilea Città e Campagna, San Gallo, Sciaf usa, Soletta, Vallese e Zugo non prevedono quantitativi massimi né permessi e né soldi ai comuni.

Perché da noi c’è questa legge che sembra una ricetta di metadone per tossici? La quale ricetta risulta molto più severa in certi luoghi della provincia. Non voglio certo accennare al fatto che Bolzano, il comune di gran lunga più popoloso dell’Alto Adige, non ha a disposizione che un paio di boschetti da quando il Colle è stato dichiarato zona vietata. E che, proprio a Bolzano, si trova il più alto numero di appassionati della brisa. Lungi da me: mi accuserebbero subito di volere innescare micce etniche e politiche. Ed è appunto per questo che non mi azzardo nemmeno a ricordare che tre dei quattro comuni dove è assolutamente vietato raccogliere funghi confinano con Bolzano: Nova Levante, Cornedo e Tires, proprio dove i raccoglitori del capoluogo potrebbero sfogarsi un po’.

Voglio piuttosto chiederti, legislatore provinciale: perché questa regolamentazione bacchettona? Perché massacri il fungaiolo e non prendi esempio dalle civilissime regioni che ci stanno a confine, la Svizzera e l’Austria?

Non venirmi a raccontare gli esempi dei 35 kg sgamati a Sluderno e dei 180 kg intercettati vicino ad Innsbruck. Noi non stiamo parlando di predatori e trafficanti, di professionisti del furto nel bosco. Noi stiamo parlando di gente comune, fungaioli normali.

Per salvaguardare il territorio, mi rispondi, e per garantire la ricrescita.

Ma come si riproducono i funghi? Perché non riusciamo a coltivare artificialmente finferli e porcini? Perché non abbiamo sicurezze in questo campo?

Perché il fungo è un essere misterioso, risponde lo svizzero Eli Mordasini, uno dei massimi esperti di funghi a livello europeo: “E’ sfuggente la ragione per cui alcune specie di funghi crescano solo ogni 4, 5 o addirittura 20 anni….Il porcino è il fungo che richiede meno tutela: spunta in abbondanza ogni 3 o 4 anni e nei periodi intermedi, dove se ne trova meno, si autoprotegge. Non c’è danno per la natura nel raccoglierli”.

Con ciò non si giustifica chi ne razzia un quintale e che merita ammende pesanti. Però, caro legislatore provinciale, non facciamo sofismi su quattro finferli e due brise. Occupiamoci piuttosto delle orde di turisti che, quelle sì, stanno devastando il territorio. Auto, hotel, piste da sci, capoluogo paralizzato con la pioggia, verde trasformato in cemento, tonnellate di speck artificiale, motoGP sui passi

E’ un’altra cosa, dici.

Sì e no. Di sicuro è molto peggio.

PS: in Alto Adige il vibrione del finferlo, il virus della brisa e lo streptococco dell’ombrellone sono malattie che colpiscono di gran lunga più gli italiani che i tedeschi. Perché? Ad antropologi, psicologi e sociologi l’ardua risposta.

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Ritratto di Servus Leute
Servus Leute 7 Settembre, 2019 - 13:20

La legge c'è solo perché i turisti italiani per molti anni si sono comportati malissimo.
Rastrellavano tutto, partivano in gruppo anche le 5 del mattino. E spesso parcheggiavano le macchine in modo che i contadini non passavano più con il trattore - anche dove il transito era vietato.
Venivano in vacanza e si pagavano l'albergo andando a funghi.
La legge dunque va benissimo.

Ritratto di Peter Grünfelder
Peter Grünfelder 7 Settembre, 2019 - 23:31

Ha perfettamente ragione! Come tutta l'Italia, anche l'Alto Adige é sopraregolata. Noi cittadini quando facciamo un passo, subito ci chiediamo se non abbiamo infranto un divieto, o perso un cartello. Tutte distrazioni per non dare l'attenzione alle cose importanti, in fondo gli interessi nostri, dei cittadini. Bravo Fabio Marcotto, a tirare l'attenzione alle orde di turisti che, stanno devastando il territorio!!!

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