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Comunicazione

Problemi relazionali e comunicazione

Comunicazione non violenta, efficace nelle relazioni di coppia e non.
Un contributo della community di Sylvie Marie Hustin08.04.2021
Ritratto di Sylvie Marie Hustin
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I problemi relazionali tra uomo e donna sono spesso solo derivati da una mancanza di educazione alla comunicazione efficace. Purtroppo non la insegnano a scuola. Non mi metto in cattedra perché sono errori che ho fatto anche io ma ci rifletto spesso. Secondo me bisognerebbe porsi degli obiettivi quando si ha a che fare con l'altro sesso e più in generale, con ogni essere umano.

1.Osservazione senza valutazioni soggettive.

Quando parliamo, evitiamo di mischiare un giudizio o una valutazione con la descrizione oggettiva dei fatti. Proviamo a descrivere ciò che accade, senza mischiare ciò che noi pensiamo di quella situazione. Per esempio al posto di: "il capo ha parlato troppo alla riunione" utilizzando una buona comunicazione possiamo dire: "il capo non ha chiesto la mia opinione durante la riunione ". Questo primo passo ci aiuterà ad identificare esattamente cosa non ha funzionato per noi.

2.Riconoscere ed esprimere i sentimenti.

I sentimenti forniscono delle informazioni importanti sul nostro stato emotivo/energetico, sono una risorsa relazionale che abbiamo per natura e possiamo prenderne maggiore consapevolezza e dimestichezza. Torniamo all'esempio iniziale, il recriminare al/la partner che non è abbastanza collaborativo/a , può contenere "mi sento umiliato/a" , "ignorato/a" , ma questi non esprimono i nostri sentimenti bensì i nostri pensieri/valutazioni su ciò che fanno gli altri (penso che mi stia ignorando ). D'altra parte, espressioni come "mi sento male" , "mi sento bene" , non esprimono quello che accade dentro di noi con precisione. Bisogna prendere contatto con il nostro specifico vissuto istante per istante, possiamo quindi dire al nostro partner: "Mi sentoignorato/a", "Ho paura" , "Mi sento contrariato" , "mi sento a disagio" , "Sono molto scoraggiato", ecc.

3. Prendere contatto con ciò che è vivo in noi: i bisogni.

Questo riguarda la presa di coscienza dei bisogni che tutti abbiamo e che tutti in ogni istante cerchiamo di soddisfare al meglio, i quali sono un'altra risorsa relazionale che abbiamo per natura. Riconoscere e dare valore ai nostri bisogni come a quelli degli altri, assumersi ognuno la responsabilità dei propri bisogni, incontrarci a livello dei bisogni nella nostra comune umanità , imparare ad onorare i bisogni di tutti senza vincenti ne perdenti,... sono solo alcuni dei risvolti pratici che portano ad un cambiamento radicale nel nostro modo di vivere e di relazionarci. Pe esempio al posto di: "sono triste perché non sei venuto a trovarmi" (Sto colpevolizzando l'altro e attribuendo all'altro la responsabilità del mio sentimento di tristezza) utilizzando uno stile comunicativo non violento, possiamo dire: "Sono triste perchè in questo momento ho bisogno di vicinanza e sostegno" (Prendo coscienza ed esprimo i miei bisogni di vicinanza e sostegno, non incolpo l'altro, bensì gli offro l'opportunità di vedere ciò che per me è importante e che vorrei soddisfare maggiormente).

4. Fare richieste. Domandare ciò che vorrei che l'altro facesse per rendere la mia vita più bella, per soddisfare i miei bisogni.

Dopo aver identificato ed espresso i bisogni, impariamo a domandare in modo specifico e in un linguaggio positivo ciò che ci piacerebbe l'altro facesse per noi. Domandare offre all'altro l'occasione di esercitare la propria generosità, la benevolenza naturale, il donare dal cuore e non il risentimento, la paura, la vergogna, il timore (della punizione, del brutto voto, del licenziamento, ecc.). Non si tratta né di esigere, nè di minacciare, nè di ordinare, bensì di essere chiari riguardo le proprie preferenze e al contempo aperti a quelle altrui. Per esempio nel dire: "Mi piacerebbe conoscerti meglio" , l'altro saprà quali sono le nostre intenzioni, ma non saprà ciò che voglio che faccia a questo proposito. Tutto diviene più chiaro se invece diciamo: "Mi piacerebbe conoscerti meglio, ti va di uscire a bere qualcosa sabato prossimo?"

Riuscire a utilizzare uno stile comunicativo non violento ci può aiutare a rendere la vita più bella, ci permette di soddisfare i bisogni di tutti, facilita la comunicazione empatica tra le persone, motiva atteggiamenti costruttivi, attraverso la gioia che si prova nel contribuire al benessere comune e infine, ma non di minor importanza possiamo imparare a ricevere liberamente dagli altri senza diventare dipendenti.

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