Cronaca | Bolzano

Piazza Tribunale, il tram non passerà

Condiviso il percorso in vista del referendum. In via Druso il bivio per l’ospedale o ponte Adige. Costo di 125 milioni, fine nel 2025. Corsa per i fondi statali “al 50%”

Il tram di Bolzano? Non attraverserà piazza Tribunale - scartata per il problema tecnico dei garage interrati, le manifestazioni e l’esigenza di non “rompere l’unitarietà della piazza” razionalista - ma nemmeno farà una circonvallazione attorno all’ospedale, per non bloccarne in futuro l’espansione. Sono le due ipotesi accantonate da Comune, Provincia e Sta che hanno condiviso il progetto di massima dell’infrastruttura da illustrare ai cittadini in vista del referendum consultivo del 24 novembre. Ma non è l’unico particolare emerso dalla riunione.

 

Ponte Adige, ospedale, stazione

 

A quanto pare i rappresentanti del municipio e quelli di Palazzo Widmann si sono trovati sostanzialmente d’accordo sul tragitto della linea “forte” della mobilità bolzanina - che dovrebbe anche intercettare il flusso dall’Oltradige - sulla quale corrono anche le polemiche, le proposte e lo scontro politico rivolto alle prossime comunali.

“Abbiamo esaminato il progetto di massima e, con unanime giudizio, lo abbiamo condiviso con la Provincia” afferma il primo cittadino citando il promemoria approvato. Prevista la partenza da piazza Stazione, quindi il passaggio in viale Stazione, piazza Walther, piazza Domenicani, via Sernesi, via Leonardo da Vinci, via Cassa di Risparmio, ponte Talvera (in direzione opposta via Rosmini, Kolping, piazza Domenicani) corso Libertà, piazza Mazzini, corso Italia, piazza Adriano, via Druso fino alla rotonda. Qui poi si diramerà verso ponte Adige oppure, seguendo via Merano, fino all’entrata principale dell’ospedale

La linea è pensata su due direttrici principali, con obiettivi in parte diversi. “Le tante corse dal mattino presto e all’inverso nel tardo pomeriggio serviranno per trasportare i pendolari dell’Oltradige, che faranno il percorso ponte Adige-stazione. Viceversa i bolzanini, e non solo, andranno verso l’ospedale”

 

 

Piazza Tribunale, no alla variante

 

Il tempo di percorrenza tra ponte Adige e la stazione (senza deviazione all’ospedale) sarà di 18 minuti; 22 minuti invece il tempo di percorrenza del tracciato completo. In via Druso sono previste 7 stazioni in corrispondenza degli incroci principali, di piazza Adriano, via Gaismair, via Palermo, via Sorrento, caserme Huber, Prati di Gries e bivio Me-Bo. Il nuovo quartiere, quello appunto chiamato “Prati di Gries” non sarà attraversato. 

Due quindi le ipotesi scartate. Riguardo a piazza tribunale, in sede di analisi è stata bocciata l’idea di una variante in corso Italia con attraversamento di piazza Tribunale e transito in via Duca d’Aosta e piazza Adriano. “Troppe le problematiche tecniche e non solo - precisa Caramaschi -, legate ad un possibile interessamento della piazza al progetto in questione. Con il metrobus che rimarrà così com’è, il tram servirà a potenziare in maniera molto significativa l’offerta di trasporto pubblico in città”. 

Dal punto di vista tecnico gli spazi nelle strade ci sono, dice Caramaschi: “Con le prove laser Sta ha accertato che ci sono gli spazi per far correre il tram sul percorso interessato. Inoltre, il tram avrà un modello di gestione molto flessibile che terrà conto delle necessità dell’utenza. La flotta sarà composta da 15 mezzi bidirezionali, che non dovranno ruotare al capolinea dell’ospedale”.

 

Doppia spada di Damocle: Roma e i cittadini

 

Un particolare farà lievitare leggermente i costi (3-4 milioni), la rimessa prevista a ponte Adige o nell’area del magazzino di frutta e verdura verso via Castel Firmiano. Si arriva quindi a circa 125 milioni totali. Per avere il contributo statale, in teoria fino al 100%, occorre fare domanda entro il 31 dicembre, approvando prima la modifica al Piano della mobilità sostenibile-Pums, in consiglio comunale, e quindi il piano di fattibilità del tram. Il ministero dei trasporti mette sul piatto a livello nazionale 500 milioni di euro. “Vorrei cercare di elevare la contribuzione dello Stato al 50%, andrò a Roma per vedere se è possibile” annuncia il sindaco.

Rimane una doppia spada di Damocle: oltre al sì di Roma c’è l’incognita del voto, che la giunta avrebbe volentieri evitato. Il no dei cittadini affosserebbe il progetto. Ma per Caramaschi è un’eventualità da scongiurare. Riguardo ai tempi, se tutto va bene l’avvio dei lavori potrebbe essere a fine 2020, per avere la prima corsa nel 2025. E non ci saranno fili elettrici in centro storico, promette il primo cittadino.