Società | Bressanone

Un giorno a porte aperte

Lunedì 12 agosto all'ex Schenoni: torneo di calcio, musica, visita alla struttura e serata cinema. Il referente: “Al Cas un modo diverso per impostare l'accoglienza”.
Schenoni
Foto: Andres Pietkiewicz

La filosofia dell’incontro, uno sguardo nuovo al tema dell’immigrazione, un’inversione morale rispetto alla retorica del risentimento che si nutre di pregiudizi stantii. Con questi presupposti Andres Pietkiewicz, referente della Croce Rossa del Centro accoglienza Migranti (Cas) presso l’ex Schenoni di Bressanone, e la sua squadra organizzano, lunedì 12 agosto, la giornata “Porte aperte”, un evento che offre alla cittadinanza la possibilità di interagire in prima persona con il mondo dei richiedenti asilo attraverso il contatto diretto sia con la struttura e i servizi messi a disposizione, sia con gli operatori e i volontari. Lo scopo della giornata è quello di offrire momenti di confronto e condivisione tra le diverse etnie. 

 

 

La mattina, dalle ore 9 alle 13, si parte con il torneo calcistico fra i diversi centri di accoglienza (Casa Aaron, Ex Alimarket ed Ex Schenoni) presso la zona sportiva sud della città vescovile in via Laghetto 21. Dalle 15 in poi tappa all’ex caserma Schenoni, con rinfresco, musica, presentazione di alcuni progetti e la possibilità di di visitare la struttura. La giornata si concluderà con la proiezione all’aperto del film “Noi e la Giulia”, alle 21.30, come da programma del Cinema estate organizzato da FilmClub Bressanone. 

L’abbiamo chiamata giornata di 'Porte aperte' anche se in realtà le porte della Schenoni sono sempre aperte, non abbiamo neanche il cancello - dichiara a salto.bz Pietkiewicz -. Il Cas di Bressanone è un centro atipico, diverso per concetto da tutti quelli che ho diretto, assomiglia più a un’autogestione che a un centro di accoglienza, qui ci occupiamo di agevolare l’integrazione dei nostri ospiti, grazie anche all’ottimo rapporto instaurato con tutte le associazioni locali e in particolar modo con OEW-Organizzazione per Un mondo solidale e Cusanus. Il centro - aggiunge - è in piena sintonia con la cittadinanza, ne sono un esempio le attività nate spontaneamente da iniziative degli stessi cittadini, come l’avvio del progetto Help Man dedicato alla salute, o i corsi spontanei di italiano, tedesco, musica, il giardinaggio; insieme alla OEW, peraltro, si lavora a un centro di utilizzo di materiale da riciclaggio (reusing). Insomma puntiamo su un modo diverso di impostare l'accoglienza”.

 

 

La giornata di lunedì coincide, casualmente, anche con una data storica per la Croce Rossa, i 61 anni dalla Convenzione di Ginevra, “e ci fa piacere ricordarla - sottolinea Pietkiewicz -. È grazie all’appoggio, la fiducia, e la formazione ricevuta dal Comitato Provinciale della Croce Rossa Italiana che è stato possibile creare un modello di accoglienza integrato con la città”. E i risultati, assicura il referente del Cas, si vedono: “I nostri ragazzi parlano oramai bene la nostra lingua, il 98% lavora o è impegnato in tirocini, abbiamo alcuni soggetti vulnerabili ma sono egregiamente seguiti dalle istituzioni sanitarie locali, ottimo è il rapporto con le forze dell’ordine e la politica la leggiamo sui giornali perché qui di esponenti dei vari partiti se ne vedono pochi. Certo - conclude -, la caserma ha cento anni e l’edificio è quello che è, ma anche per merito della passata gestione di EOS credo che siamo riusciti tutti a renderlo confortevole”.