Twenty
Hannes Prousch
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“Siamo al mercato del bestiame”

Centri commerciali, duro il presidente dell’Unione Commercio Moser: “Dopo la sentenza Twenty soluzione di compromesso inaccettabile, vantaggio solo per i più forti”.
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Il caso Twenty continua a far discutere. È di questi giorni la decisione della Provincia di fare appello contro la sentenza del tribunale amministrativo di Bolzano per difendere la propria normativa urbanistica che individua nel “mall” di via Galilei l’unico centro commerciale di rilevanza provinciale. Risale invece a inizio luglio la sentenza del Tar che, accogliendo il ricorso presentato da Aspiag e Tosolini, metterebbe a rischio le licenze - e di fatto la stessa esistenza - del Twenty, ricorda il presidente dell’Unione Commercio turismo servizi Alto Adige Philipp Moser secondo il quale la trovata di siglare una sorta di “compromesso” tra tutte le parti coinvolte risulta tanto semplice quanto estremo: tutti ritirino i rispettivi ricorsi e tutti completino i relativi progetti commerciali, eventualmente anche riducendone le dimensioni. Una soluzione che l’Unione respinge con massima forza.

 

Philipp Moser
No al compromesso. Moser: "Un sano equilibrio commerciale è dato dalla presenza di attori di tutte le dimensioni, con la necessaria salvaguardia dei rapporti di forza tra piccole, medie e grandi aziende"

 

Siamo al mercato del bestiame: tu mi dai tanto, io ti do tanto in cambio - dice Moser -. E se certamente è auspicabile una riduzione dei numerosi ricorsi ancora aperti da anni, non è possibile che ciò si realizzi ignorando le vigenti sul commercio. Il significato di un simile risultato sarebbe chiaro: alla fine vincono sempre i più forti. Non è così - per citare una delle parti – che si garantirebbe l’equilibrio in ambito commerciale - aggiunge il numero uno di hds -. Un sano equilibrio commerciale è dato dalla presenza di attori di tutte le dimensioni, con la necessaria salvaguardia dei rapporti di forza tra piccole, medie e grandi aziende”.

In effetti per garantire questo equilibrio nel 2018 c’è stata una modifica della legge urbanistica che prevede che per il commercio al dettaglio nelle zone produttive devono essere definite apposite aree individuate su iniziativa della giunta provinciale. 

“L’Unione è da sempre favorevole a nuove aperture e nuovi stimoli in ambito commerciale, purché ciò avvenga nel rispetto della legge, con criteri chiari, univoci e, soprattutto validi per tutti. Il commercio deve rimanere dove vive la gente, cioè nei centri urbani e nelle zone residenziali, siano esse centrali o periferiche. Solo così sarà possibile continuare a garantire la vitalità e la forza attrattiva di paesi e città mantenendone, allo stesso tempo il tessuto sociale e la qualità della vita”, conclude Moser.

 

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