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Alexis Vdv/Twitter
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Trasporto pubblico

Le alternative nel tpl ma nulla si muove

L’esempio di Nîmes in Francia dimostra come ci siano alternative nel trasporto pubblico, ma dopo il referendum sul tram tutto tace mentre il traffico è sempre lì.
Un contributo della community di Michele De Luca10.01.2020
Ritratto di Michele De Luca
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Ne avevo accennato in “tempi non sospetti” un anno e mezzo fa, adesso tocca vedere come quanto avevo riferito allora sia stato effettivamente realizzato nella città francese di Nîmes. La nuova linea “T2 Diagonal” con mezzi da 24 metri (definiti “trambus”), presentata ufficialmente il 7 gennaio scorso, dotata di mezzi ibridi (veri, mica quelli “leggeri”, spacciati per un’elettrificazione del tutto farlocca che girano a Bolzano, Laives e Merano…) e a biometano, carburante che solo a nominarlo farebbe venire gli incubi a qualcuno in qualche ovattato ufficio provinciale e della Sasa.

Sarebbe bello vedere questi mezzi sulla “diagonale” bolzanina fra stazione FS e Caldaro. Sono più stretti dei normali bus e questo bus da 24 metri di Nîmes trasporta circa 150 passeggeri. Ci sono anche mezzi da 18 metri come questi che trasportano lo stesso numero di passeggeri, disponibili con diverse trazioni convenzionali e dimensioni come gli autobus tradizionali. Oltre a mezzi di 19 e 20 metri… ma chi di dovere dovrebbe già saperlo… o no?

Insomma, le alternative su gomma ci sarebbero solo che il tema mi sembra sia proprio uscito dai “radar” della politica e dei media. Con buona pace del “sistema alternativo” promesso il giorno dopo il referendum.

La notizia e il raffronto (impossibile ma anche improponibile?) per Bolzano

Il problema, che riguardava pure il tram in salsa bolzanina, sono come sempre gli spazi a disposizione. Nella pagina dedicata al “Trambus T2 Diagonal” del sito web della metropoli di Nimes si vede chiaramente come la linea sia stata dotata di un tracciato proprio con rilevanti lavori. Questa è la grande limitazione che invece ha Bolzano dove la ridotta larghezza delle strade imporrebbe, di fatto, di demolire edifici per avere corsie dedicate per una o più linee BRT (nel caso si tratterebbe della ben nota 131 per l’Oltradige), quindi praticamente improponibile.

Problema consueto: il traffico che intralcia il trasporto pubblico e le mancante scelte sul capoluogo

Non riesco a immaginarmi, quindi, quali possano essere le soluzioni alternative se non quello di una drastica riduzione del traffico affiancata da un aumento del servizio pubblico che, a mio avviso, nell’affidamento provinciale a Sasa non mi pare proprio previsto. Timidamente mi sembra che si voglia fare quanto richiesto da tempo dal gruppo consiliare comunale del Movimento 5 Stelle con l’installazione dei varchi elettronici all’ingresso a Bolzano con l'introduzione del ticket di ingresso (qualcuno si ricorda lo studio "Buchanan" commissionato tanti anni fa e rimasto a prendere polvere in un cassetto?)  ma i tempi paiono del tutto incerti e Bolzano continuerà a scontare la silenziosa opposizione della Provincia e la probabile alzata di scudi dei comuni limitrofi per i consueti, banali calcoli elettoralistici e anche perché il capoluogo da sempre è ostaggio di scelte che lo hanno penalizzato (sono state fatte circonvallazioni e tunnel dappertutto – il caso di Perca è eclatante fra numeri di abitanti e costi del tunnel che si farà anche e soprattutto per motivi schiettamente politici, è bastata una protesta plateale nella scorsa estate…).

Trasporto pubblico efficiente: sono richieste scelte draconiane sul traffico, altrimenti non se ne esce!

Sta di fatto che si rimane incartati nel perenne problema di garantire un tpl efficiente ma nel contempo pare si voglia assicurare a bolzanini e non bolzanini (pendolari e turisti) comunque l’accesso alla città. Semplicemente non funziona e non funzionerà MAI e questa strategia ben si adegua al proverbio di "volere la botte piena e la moglie ubriaca".

Le file davanti alla “gallina dalle uova d’oro” del parcheggio di piazza Walther continueranno per anni. Oggi ancora con il puzzo di diesel, fra un po’ ci saranno invece auto elettriche in fila ma con calma... la rivoluzione elettrica pare molto, ma molto lenta nell’avverarsi assieme alle “sole” delle vetture ibride plug-in, altro tema nel tema.

Commissione mobilità

Apprendo infine che il 15 gennaio si riunirà la commissione consiliare comunale mobilità dove sarà “ascoltata” Sasa senza pubblico e m’aspetto sinceramente poco stante quanto ho letto nei sunti dei verbali degli anni scorsi. Pare non sia possibile assistere come pubblico né come “esperto” poiché la richiesta di mia audizione del novembre 2016, fatta dal M5S, parrebbe essere rimasta a dormire in un cassetto… Timore del confronto? A quanto pare… sì.

Le Tram’bus de la ligne T2 circule déjà dans la Ville (Objectif Gard)

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Ritratto di Martin Senoner
Martin Senoner 13 Gennaio, 2020 - 12:04

Ein Trambus kann in Italien zur Zeit nur als atypisches Fahrzeug zugelassen werden! Sinnvoll ist er nur auf verhältnismäßig geraden Straßen. Denkbar wäre, dass der den Überetsch Express oder Bozen Express (Linie 131, Metrobus) zu Stoßzeiten ersetzt! Wünschenswert wäre eine rein elektrische Variante, die sich auch mittels Oberleitung laden lässt! Haltestellen wären natürlich auch anzupassen, zur Zeit sind sie natürlich nur auf "normale" Gelenkbusse (18 m) ausgelegt, das wäre aber auch für eine Straßenbahn notwendig gewesen!

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