Politica | Legge elettorale

“Una legge piena di furbetterie”

I verdi lo dicono dritti: “La legge elettorale Svp è contro la partecipazione democratica”, fra i punti criticati anche la questione del seggio ladino e delle quote rosa.
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Foto: Salto.bz

Non piace granché alla compagine Verde la legge elettorale targata SVP - che approderà in Commissione legislativa il prossimo 16 febbraio - e oggi (10 febbraio) Riccardo Dello Sbarba, Brigitte Foppa e Hans Heiss hanno spiegato perché. “È un concentrato di furbetterie”, dicono; la prima critica riguarda la differenza fra la Provincia di Bolzano e quella di Trento: “Al contrario del Trentino l’Alto Adige non ha mai approvato una propria legge elettorale provinciale e ha dovuto ‘resuscitare’ quella del 1983, ormai abrogata”, osserva Dello Sbarba. L’unica nota positiva, secondo gli ambientalisti, è la decisione di mantenere il sistema proporzionale, “sempre che non venga compromessa dalla ‘legge ladina’”. E proprio la questione relativa al seggio ladino è oggetto di contestazione da parte dei Verdi in quanto presupporrebbe un chiaro vantaggio per la Volkspartei.

Ladini penalizzati

Lo Statuto d’Autonomia, come già ricordato in un articolo apparso di recente su salto.bz, riserva almeno un seggio per i ladini in consiglio provinciale. Eppure la legge Svp, puntualizzano i Verdi, “prevede che se nessun ladino viene eletto con seggio pieno allora entri il candidato ladino con il maggior numero di preferenze al posto non dell’ultima persona della sua lista ma al posto dell’ultima persona eletta fra tutte le liste, quindi probabilmente a carico di una lista diversa dalla sua”. E dunque, dicono i detrattori, dal momento che la Svp ha le preferenze maggiori il candidato ladino che passerà sarà evidentemente quello della Volkspartei sottraendo un seggio a una delle liste minori, e quindi a un sicuro concorrente, probabilmente appartenente al mondo di lingua italiana. “Un trucco ben congegnato che falsifica così il risultato elettorale e la volontà popolare”, affermano gli ecologisti. “Mi auguro - sottolinea Dello Sbarba - che nessuno della minoranza vorrà sostenere la norma sui ladini”.

Il nodo delle liste e delle quote rosa

Con la legge cambierà anche il numero di candidature minime per presentare una lista passando da 3 persone a 24. “Sono troppe, un numero sensato sarebbe stato 12, non si può non tenere conto del fatto che di questi tempi, visto anche il progressivo allontanamento dei cittadini dalla politica, sia difficile per i partiti trovare candidati e ancora di più lo è per le liste che sono espressione di minoranza o di nuova formazione”, mette in rilievo Foppa. Altra criticità è costituita dal numero di firme minimo necessario perché una lista sia valida, che viene aumentato da 400 a 500. “Questo non è certamente un problema per partiti come la Svp e il Pd ma lo diventa per i partiti più piccoli”, aggiunge la consigliera. C’è poi il tema delle quote rosa. Con la legge non verrebbe più garantito a uno e all’altro sesso almeno 1/3 dei posti ma nessun genere dovrebbe occupare più di 2/3 dei seggi disponibili nella lista. “In linea teorica, dunque, sarebbe possibile presentare una lista di 23 uomini e una donna - chiosa Foppa -; mentre nel resto d’Italia vige la doppia preferenza di genere in Alto Adige, in questo senso, facciamo passi indietro”.

Spese elettorali e ineleggibilità

Nel mirino dei Verdi anche le spese elettorali dei singoli candidati che verrebbero ridotte da 40mila a 30mila euro a testa, “un apparente miglioramento, ma poiché sono state mantenute tutte le scappatoie dell’ultima legge elettorale la misura ha un’efficacia limitata”, spiegano i consiglieri evidenziando inoltre che per le cordate la cui pubblicità è pagata dal partito non è previsto alcun limite e che le donazioni devono essere rendicontate solo se superano i 5mila euro (con una multa pari a due volte la somma in eccesso per chi trasgredisce”. Non è tutto. Il ddl di Josef Noggler, dicono i Verdi, trasforma le ineleggibilità in incompatibilità, “alcune funzioni devono essere abbandonate solo se una persona viene eletta, in futuro, inoltre, chi siede nel consiglio di Stato diventa eleggibile mentre il city manager di Bolzano è ineleggibile.
“Questa legge - riassume Heiss - va contro la partecipazione democratica”. Ma apre infine Foppa: “L’impianto generale è anche condivisibile, ma così com’è la norma è invotabile”.