tmmanfred2012mariottifotolanninoimg_0733.jpg
Mariotti
Advertisement
Advertisement
giovani critici

L'inizio e la fine del Romanticismo

Nella serata di martedì 7 maggio l'Orchestra Haydn ha affrontato un programma da Beethoven a Bruckner
Un contributo della community di Giovani Critici10.05.2019
Ritratto di Giovani Critici
Advertisement
Advertisement

Impeccabile, virtuoso e con quella giusta dose di freddezza, il pianista Roberto Cominati sostiene perfettamente la potenza dell'orchestra, e insieme sanno accompagnarci con armonie che vanno da atmosfere dolci e delicate fino a contrasti intensissimi, portati da ascese velocissime del solista, senza escludere le preziose riconciliazioni quasi magiche tra pianoforte e orchestra.

Nell'esecuzione del Concerto per pianoforte e orchestra n.4 in sol maggiore del grande Beethoven, gioca un ruolo primario l'intensa e mutevole dinamica, capace di suscitare sensazioni molto differenti tra loro nel giro di poche battute, mantenendo un filo logico di esplosioni armoniose, calde e gioiose, fino a passaggi tragici e suggestivi. Il tentativo dell' orchestra Haydn guidata dal maestro Michele Mariotti consiste in far rivivere in modo non scontato le tensioni tipiche del linguaggio beethoveniano. Tentativo pienamente riuscito.

Dopo l'intervallo, l'armonia, la perfezione e la fluidità compositiva di Beethoven viene interrotta dall'irrequietezza romantica di Anton Bruckner.

L'orchestra viene incrementata da tre tromboni, dalla maggior presenza ritmica dei timpani, dal raddoppiamento dei corni e dei contrabbassi e dall'aggiunta di un basso tuba. È già chiaro che l'impatto della massa sonora sarà di grande effetto.

Con Bruckner infatti percepiamo un passaggio nel suono della grande sinfonia, un suono più denso e robusto, saturo di gruppi tematici e atmosfere che riportano a una sorta di crepuscolo, un ambiente intermedio tra luce e penombra, sempre in bilico. Un romanticismo che si volge al termine, a tratti decadente ed eccessivo, il cui fascino è proprio la sproporzione dei canoni estetici. E Mariotti non si tira certo indietro nel sottolinearne le profonde suggestioni.

Anche la mancanza di una vera risoluzione lascia il pubblico col fiato sospeso. Giusta sensazione per la rappresentazione in suoni di un'epoca che volge al suo naturale morire.

Lorenzo Napoli e Dennis Prescianotto

Liceo Pascoli classe 4M - indirizzo musicale

Advertisement

Aggiungi un commento

Ritratto di elisabeth garber
elisabeth garber 11 Maggio, 2019 - 10:33

Also dieser Text hat so etwas schönes und leidenschaftliches, dass ich ihn wie einen Krimi gelesen habe. Selten eine musikalisch-verbale Bilderflut so genossen - Kompliment an die Verfasser!

Advertisement
Advertisement
Advertisement