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Ich muss Deutschland

I vincitori della decima edizione di "Frontiere / Grenzen". Primo premio a Catalin Dorian Florescu. La prima edizione del premio Oberdörfer va a Jörg Zemmler.
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Tra i numerosi e pregevoli testi editi che hanno concorso a questa decima edizione di "Frontiere / Grenzen", la giuria ha deciso di premiare Ich muss Deutschland di Catalin Dorian Florescu, racconto compreso nella raccolta Der Nabel der Welt (L'ombelico del mondo), del 2017. Il narratore-protagonista del racconto di Florescu è una giovane guardia di confine in servizio in una zona della Romania alla frontiera con la Serbia. Nel momento culminante della vicenda, il poliziotto si slaccia le scarpe, le regala al profugo siriano che aveva arrestato mentre, a piedi nudi e sanguinanti, voleva attraversare clandestinamente la frontiera per andare in Germania, e lo lascia scappare. La scena clou, preparata da pagine in cui si incontra tutta una umanità dolente ma resiliente (memorabili tra le altre le figure della nonna del protagonista e dell'autista del bus), può far pensare a quella che conclude l'episodio napoletano di Paisà di Rossellini.

E dunque ho ventisei anni, non sono un criminale, anzi, quasi l'esatto opposto, un poliziotto di frontiera, con il grado di servizio più basso ma con prospettive di promozione.

Il lungo racconto di Florescu è in effetti una specie di concentrato romanzo "neorealistico", nel quale vien fuori l'Europa di ieri e di oggi, con i suoi drammi, le sue chiusure e i suoi muri, e però anche gli atti di ribellione, individuali o collettivi, al pensiero che si vuole dominante e alla paura dell'altro. Il racconto di Florescu è notevole anche stilisticamente, per il sapiente scarto che caratterizza il tedesco letterario della narrazione e la lingua dei dialoghi, oltre che per la riuscita alternanza tra il registro tragico e quello umoristico.

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La foto di gruppo dopo la premiazione di sabato, a Fiera di Primiero. In piedi, da sinistra: Stefano Zangrando, De Marchi Pietro, Carlo Martinelli, Lisa Ginzburg, Helena Janeczek (la giuria); Nando Acierno, Mariano Turra, Emma Alborghetti, Ezio Longo (gli organizzatori, le colonne del Premio). Seduti, da sinistra: Jörg Zemmler (vincitore del premio in memoria di Peter Oberdorfer); Loredana Monte (segnalata per la sezione racconti inediti), Renzo Brollo (vincitore della sezione racconti inediti), Catalin Dorian Florescu (vincitore della sezione racconti editi). / Foto: Grenzen/Frontiere


La Giuria del Premio Frontiere Grenzen ha deciso di assegnare il primo riconoscimento agli inediti per il racconto La mano di Dio (Renzo Brollo). Con scrittura asciutta ma vivida, l'autore sa evocare atmosfere di provincia e spaccati di natura (la campagna che circonda il fiume Tagliamento), così che le sue poche pagine riescono nella difficile sfida di sorprendere il lettore e incantarlo conducendolo con mano sicura attraverso le nervature di un racconto compatto, nitido e non banale quanto a stile e punto di vista narrativo. Ammirevoli sono in particolar modo la maturità e la freschezza di una composizione capace nonostante la misura breve di tratteggiare un'allegoria del lutto (il lutto acerbo di un bambino che ha perduto troppo presto la madre). Il dolore si stempera in mite allegria, la commozione e lo smarrimento si sovvertono in onirico stupore. Grazie alla forza di un'invenzione figurale (una mano di Dio), il testo suggerisce così una meditazione sul potere anche curativo della fantasia. Con esiti deliziosi, come accade quando in virtù della propria originalità, nitidezza di immagini, veridicità dei dialoghi, la forma breve arriva a miscelare diversi toni della gamma di possibilità dello scrivere tratteggiando un affresco senza sbavature e che brilla di luce propria, quella speciale luce che è di un vero buon racconto.

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Jörg Zemmler alla presentazione del nuovo libro "Seiltänzer und Zaungäste" il 23 ottobre a bolzano / Foto: Salto.bz


La prima edizione del premio Oberdörfer va a Jörg Zemmler, autore, poeta, musicista, artista, pubblicista e radiogiornalista. Nato a Bolzano nel 1975, ha vissuto a Innsbruck e Vienna e ha ricevuto numerosi riconoscimenti, soprattutto in Austria. Il carattere interdisciplinare della sua opera, la sua verve performativa, la sua intraprendenza nel campo della promozione culturale nel suo territorio e non solo, la sua capacità di aggregare e fare rete tra mondi – tra il mondo italiano e tedesco in particolare – e soprattutto la sua umanità mite, discreta e sempre cordiale, che rende ogni incontro e collaborazione con lui un'esperienza condivisa gratificante e autentica – tutto questo fa di lui un erede perfetto dello spirito e dell'opera di Peter. Per questo la giuria del Frontiere-Grenzen è felice di assegnargli questo riconoscimento.

Vincitori e racconti di Grenzen/Frontiere 2019

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