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Cambia la norma nemica dell'ambiente

Plastica, da quest'anno in Italia sarà legale produrre bottiglie in PET riciclato al 100%. Superato il blocco normativo che imponeva l'utilizzo del 50% di materia vergine
Bottiglie, plastica
Foto: Pixabay

L’inversione di rotta è arrivata con l’approvazione della Legge di Bilancio per il 2021: dopo più di dieci anni è stato superato l’articolo 13-ter del decreto ministeriale del 21 marzo 1973 recante la «Disciplina igienica degli imballaggi, recipienti, utensili, destinati a venire in contatto con le sostanze alimentari o con sostanze d’uso personale» introdotto dal decreto n. 113 del 18 maggio 2010, che stabiliva l’obbligo per bottiglie e vaschette per alimenti fabbricate in polietilentereftalato (PET) di contenere almeno il 50% di plastica vergine, non derivante cioè da alcun processo di recupero.

Alcune deroghe alla normativa erano state concesse “in via sperimentale” con l'aggiunta di un emendamento al decreto 104 approvato solamente lo scorso ottobre, ma il vero cortocircuito era rappresentato dal fatto che questo limite veniva applicato solamente alle bottiglie di plastica provenienti dalla filiera italiana, esentando invece quelle prodotte in ambito europeo.

La proposta di legge, grazie anche a numerose pressioni dal basso, era stata presentata dal senatore Pd e capogruppo della commissione Ambiente Andrea Ferrazzi, motivandola come un passaggio fondamentale per la transizione da un sistema di produzione e consumo lineare a uno improntato su un’ottica di economia circolare.

Il PET è infatti un materiale totalmente riciclabile in grado di preservare tutte le sue caratteristiche fondamentali durante le fasi di recupero e di essere riutilizzato più volte per la produzione di nuovi materiali. Considerato il fabbisogno mondiale, il riciclaggio totale del polietilentereftalato consentirebbe di abbattere il consumo di oltre 450.000 tonnellate di petrolio e di 1,2 milioni di tonnellate di C02, necessari ogni anno per produrre PET vergine.

Sebbene il comma 1085 del primo articolo della nuova Legge di Bilancio abbia effettivamente portato alla luce novità sostanziali, rimangono comunque invariate le altre condizioni della precedente normativa, che impone che la plastica di recupero sia costituita da bottiglie PET idonee al contatto con gli alimenti e che il processo di riciclo (a sua volta inserito nel “Registro delle domande valide per l’autorizzazione del processo di riciclo” sottoposte all’Autorità europea per la sicurezza alimentare ai sensi dell’articolo 13 del regolamento 282/2008/CE) sia ulteriormente in grado di garantire la conformità del prodotto finito.

 

UE, via libera alla Plastic-Tax

 

Anche l’Unione Europea ha messo a punto un programma per la riduzione dei rifiuti in plastica in circolazione, a partire dalla progressiva eliminazione dell’usa e getta e fissando al 90% l’obiettivo di raccolta da raggiungere entro il 2029.

La cosiddetta direttiva SUP (single use plastics) è entrata in vigore a luglio 2019 ma dovrà essere recepita da tutti gli stati europei - pena l’applicazione di sanzioni - entro l'anno corrente. Addio dunque a forchette, cucchiai, piatti, e coltelli monouso ma anche a cannucce, cottonfioc, contenitori per alimenti e tazze in polistirolo espanso.

Con il 2021 prende avvio anche la famosa Plastic Tax, l’imposta comunitaria introdotta lo scorso 14 dicembre che applicherà una tassa di 0,80 centesimi per ogni chilogrammo di plastica non riciclata. In Italia entrerà in vigore a partire dal primo luglio 2021 e dopo lo slittamento di sei mesi stabilito dalla Legge Bilancio.

 

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Christian I Mer, 01/20/2021 - 13:34

Ieri sera ho guardato su "arte-TV" il documentario "Blue". Una parte di questo bellissimo documentario sugli oceani è dedicata alla plastica che inquina i mari. Credo che tutti dovrebbero vedere un'autopsia di un uccello di mare o un di un pesce per vedere quanta plastica viene estratta dal loro stomaco... Forse qualcuno inizierebbe a pian pianino a rinunciare il più possibile alla plastica.

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