Johanna Ramoser, Philipp Moser
Hds-Unione
Advertisement
Advertisement
Bolzano

“Metro, il Comune dica no”

Centro commerciale, l'hds/Unione commercio boccia la variante. E consegna alla assessora Ramoser uno studio sul numero di spazi commerciali e negozi sfitti nel capoluogo.
Di
Ritratto di Valentino Liberto
Valentino Liberto13.04.2021
Advertisement

Si accende il dibattito attorno al nuovo centro commerciale alla “Metro” di via Volta a Bolzano. Dopo la cautela espressa a salto.bz dall'assessore comunale alla mobilità Stefano Fattor (PD) – “servono le dovute valutazioni preliminari sulla viabilità della zona” – arriva una presa di posizione molto netta da parte dei commercianti della hds, l'Unione commercio turismo servizi dell'Alto Adige. Nel corso di un'affollata conferenza stampa tenutasi ieri (12 aprile) riguardo alla variante urbanistica dell'areale Metro – la cui procedura è iniziata lo scorso dicembre – l'hds ha chiesto al Comune di Bolzano di bocciare il progetto. A sostegno della richiesta dell'Unione, uno studio approfondito di “Geoanalisi”, consegnato nelle mani dell'assessora bolzanina all'economia, turismo e scuola Johanna Ramoser (SVP) al termine della presentazione ai media.

Quanti spazi vuoti abbiamo già? Quale impatto avranno sul commercio di Bolzano, Laives e Appiano 20mila metri quadrati di nuova superficie di vendita al dettaglio alla Metro?” ha esordito il presidente dell'Unione / hds Philipp Moser, secondo il quale i commercianti si trovano già “in una situazione di difficoltà: ci dobbiamo confrontare con le piattaforme di commercio online e con la scarsa mobilità delle persone dovuta allo smart-working”. Perciò “alla luce della nostra analisi territoriale, con dati verificabili da tutti, diamo un chiaro consiglio al Comune: consigliamo di dare un parere negativo, aggiungendo però di non essere contrari a nuove superfici commerciali o nuovi centri commerciali, ma di sostenere da sempre che “il commercio debba restare nei centri cittadini, anziché spostare il commercio fuori dai centri abitati verso le zone produttive”.

hds: Centri commerciali in zona produttiva a Bolzano Sud
Le maggiori aree di vendita al dettaglio attorno alla Metro, nella zona produttiva di Bolzano Sud. (Fonte: hds-Unione)

Troppi spazi commerciali – vuoti

 

Ma quali sono i risultati della Geoanalisi commissionata dall'Unione? Nel raggio di un chilometro ci sono già tre grandi strutture commerciali (Twenty, Centrum, Interspar) con una superficie complessiva di 31.800 metri quadrati” spiega il capoarea per lo sviluppo urbano Martin Stampfer. “Se si contano le grandi superfici nel raggio di due chilometri – prosegue – s'aggiungono altri 40mila metri quadrati. Per fare un confronto, le superfici di vendita al dettaglio nel solo centro storico di Bolzano ammontano a 66mila metri quadrati. E in cantiere ci sono ancora il Waltherpark – con 32mila metri quadri – e l'areale ferroviario”.

Secondo lo studio, se si guarda in un'ottica demografica, l'indice di superficie commerciale a persona vede Bolzano già al di sopra della media provinciale e nazionale con 2,26 metri quadri per abitante – a fronte del dato altoatesino di 1,9 e quello italiano di appena 1,03 (in Austria è 1,65). “E il dato bolzanino salirà ancora” sottolinea Stampfer, nonostante “a livello settoriale ogni cittadino possa già trovare tutta l'offerta commerciale di cui ha bisogno, senza  monopoli”.

 

hds: Negozi sfitti ad Aslago
Serrande chiuse, luci spente: immagini di negozi sfitti nel quartiere di Aslago, marzo 2021. (Fonte: hds-Unione)

 

La rilevazione dei locali sfitti nel capoluogo fornisce, a detta dell'Unione, dati altrettanto eloquenti: “A marzo 2021 ci sono 189 locali produttivi sfitti situati al piano terra e utilizzabili per attività commerciali, gastronomiche e dei servizi – la maggioranza dei quali nei quartieri Europa-Novacella-Casanova (91) e, a seguire, nel centro storico (56). Si tratta di un totale di 13.531 metri quadrati” ha spiegato Marcella Macaluso. In centro, l'ex Upim in via della Posta incide da sola con mille metri quadri sul dato complessivo. L'indagine non è solo quantitativa ma qualitativa, precisa Macaluso: “Siamo andati a verificare sia lo stato d'uso dei locali sfitti al momento, sia i precedenti utilizzi. Quasi l'80% era destinato al commercio al dettaglio. E solo il 2% ha bisogno di un intervento invasivo prima di essere riutilizzato, nel breve/medio periodo”. L'hds intende ripetere l'indagine, così da verificare l'impatto nel tempo della pandemia sul commercio cittadino.

 

Ramoser (per ora) ringrazia

 

L'assessora Johanna Ramoser ringrazia l'hds per lo studio, promettendo di dare ascolto al campanello d'allarme dei commercianti: “Grazie del lavoro molto ben fondato, strutturato e documentato, è importante sia stato consegnato al Comune e che l'Unione prenda posizione. Includeremo lo studio nel parere (non vincolante) che il Comune dovrà dare alla Provincia passando per il Consiglio comunale. I locali sfitti sono un segno molto negativo, noi ora faremo la nostra parte, in primis col vicesindaco e assessore all'urbanistica Walcher che è competente in materia”. La palla passa dunque a Comune e Provincia: la partita è solo al fischio d'inizio.

La crisi continua. Ogni abbonamento è un sostegno a un giornalismo indipendente e critico e un aiuto per garantire lunga vita a salto.bz.

Advertisement

Weitere Artikel zum Thema...

Advertisement
Ritratto di Sigmund Kripp
Sigmund Kripp 13 Aprile, 2021 - 09:09

Ich liebe es! Da gibt es eh schon jeden Tag die Megaverknotungen des Autoverkehrs in der Industriezione, und da wollen manche tatsächlich noch mehr Individualverkehr anlocken! Man stelle sich vor: nochmal Tausende PKW auf dem Weg zur Befriedigung der Einkauslust im dicken und unauflösbaren STAU in das Konsumparadies und wieder heraus!

Ritratto di rotaderga
rotaderga 13 Aprile, 2021 - 12:10

I tats MeBo Center probeweise für 3 Jahre öffnen. Und dann schauen wir ob es noch mehr braucht.

Ritratto di Sigmund Kripp
Sigmund Kripp 13 Aprile, 2021 - 15:34

Denken Sie, jemand öffnet dort einen Shop für eventuell nur drei Jahre?

Ritratto di rotaderga
rotaderga 13 Aprile, 2021 - 21:55

Ja, doch. Wie viele Geschäftsneugründungen gibt es immer wieder in Italien ob der großzügigen Startförderungen. Am Ende der Förderung ist man in Insolvenz und gründet wieder was Neues.

Ritratto di Massimo Mollica
Massimo Mollica 14 Aprile, 2021 - 12:06

Comprendo benissimo che i commercianti debbano fare i propri interessi. E capisco che la concorrenza di fatto disturba. Io però faccio gli interessi del cittadino, e in particolare del bolzanino quale sono. E quindi faccio il tifo per il nuovo polo commerciale, sognando che possa arrivare IKEA, come c'è a Innsbruck! Si creano posti di lavoro, che sono una manna dal cielo, soprattutto in questo periodo e creano un'opportunità in più per il cittadino. Anche perché volenti o nolenti Amazon sta vincendo e vincerà sempre di più! In veneto stanno aprendo altri 3 magazzini. E i commercianti se ne facciano una ragione! Un polo commerciale crea oltre al lavoro anche economia e quindi tasse che portano beneficio ai servizi. Basti vedere la bellissima realtà dell' OBI in zona industriale (come mai nessuno si lamenta?).
Sulla questione degli immobili vuoti faccio presente che non sono causati dalla presenza del Twenty ma bensì da altri fattori, in primis i costi al limite dello strozzinaggio degli affitti. Che poi è lo stesso problema per chi vuole farsi una famiglia. Chi fa i soldi invece che ivestirli in economia, rischiando qualcosa li parcheggia in immobili perché di fatto è conveniente. Se le tasse fossero quintuplicate per tutti gli immobili sfitti forse avremmo affitti e prezzi più umani e quindi permetterebbero ad alcuni di investire e assumere personale. Se non lo si fa è perché ci sono interessi (di alcuni) in ballo.
Concludendo comunque ora vedremo se il comune farà gli interessi della maggiornaza dei cittadini oppure difenderà gli interssi di pochi. Sono proprio curisoso di capire come andrà a finire.

Advertisement
Advertisement
Advertisement