Arno Kompatscher
ASP/Fabio Brucculeri
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Misure

“Con prudenza ma è ora di riaprire”

Conferenza delle Regioni, Kompatscher: “Presto la zona gialla”. Test fai-da-te, “il governo dia l’ok”. Il Green pass altoatesino piace ad Austria e Germania.
Di
Ritratto di Sarah Franzosini
Sarah Franzosini16.04.2021
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Kompatscher insiste sulla zona gialla per l’Alto Adige. Impedire ai territori sino a fine aprile questo passaggio, ha detto ieri (15 aprile) il Presidente della Provincia nel corso della Conferenza delle Regioni, rappresenta un provvedimento poco lungimirante, come già ribadito in varie occasioni al premier Mario Draghi e ai ministri del suo governo. “Alla luce dei buoni risultati raggiunti per quanto riguarda la situazione epidemiologica - ha affermato il Landeshauptmann - chiediamo al governo la possibilità di prevedere misure meno restrittive. L’attuale situazione dei contagi in Alto Adige, dal nostro punto di vista, renderebbe possibile procedere con caute e parziali riaperture”.

A questo proposito la Conferenza delle Regioni ha approvato un documento con una serie di proposte per la riapertura delle attività economiche maggiormente colpite dalle restrizioni anti-covid imposte dal governo. Si tratta di linee guida su bar e ristoranti, palestre e piscine, cinema e teatri che saranno sottoposte a governo e Cts.

 

Test, vaccini e Green pass

 

Notevoli sono le risorse investite dalla Provincia di Bolzano nella strategia che punta a monitorare costantemente larghe fette della popolazione tramite i test, con l’obiettivo di garantire a tutti una maggiore sicurezza, ha sottolineato Kompatscher. A tale scopo, non solo l’Alto Adige, ma molte altre Regioni, hanno chiesto all’esecutivo nazionale di validare i test nasali in autosomministrazione, mentre il governatore altoatesino ha posto l’accento sul buon andamento della campagna vaccinale sul territorio, dove si sta iniziando a somministrare le prime dosi ai 60enni.

Gli ultimi dati della Fondazione Gimbe dicono che la Provincia di Bolzano ha il più basso tasso di letti di terapia intensiva occupati da pazienti Covid (13%). La media nazionale è del 39% e la Provincia di Trento è al 41%. Bolzano è prima anche per i casi di positività su 100 mila abitanti (59), mentre Trento ne ha 277. L’Alto Adige svetta anche riguardo agli over 80 che hanno concluso il ciclo vaccinale, che sono due terzi (65,8%). Segue il Trentino con il 59,6%. Le due province autonome scendono invece nella classifica che riguarda tutta la popolazione vaccinata: Bolzano è in terza posizione (8%) alle spalle di Piemonte e Molise e Trento in settima posizione (7,3%). Nella fascia 70-79 anni l’Alto Adige ha il più alto tasso di prime dosi (45,2%) e il Trentino quello dei cicli completati (5,9%).

Sia il tasso di incidenza, sia il numero dei posti occupati nelle terapie intensive, sono decisamente in calo”, ha evidenziato Kompatscher che si è schierato assieme ad altre Regioni che si trovano nella medesima situazione e che chiedono di poter procedere con la riapertura delle attività economiche attualmente chiuse. Un grande contributo, da questo punto di vista, potrebbe arrivare dall’introduzione del Green pass previsto dalla Commissione europea, ha puntualizzato Kompatscher aggiungendo che un sistema certificato sarebbe “fondamentale per far ripartire in sicurezza l’economia e per garantire una maggiore libertà di movimento alle persone”.

E di quest’ultimo tema hanno discusso ieri in videoconferenza gli assessori provinciali ad economia e turismo, Philipp Achammer e Arnold Schuler, la ministra austriaca al turismo, Elisabeth Köstinger e il sottosegretario germanico all’economica, Thomas Bareiß. “Abbiamo parlato innanzitutto di una possibile ripartenza del turismo, e in questo senso ho presentato la proposta che potrebbe concretizzarsi a breve di una sorta di Green pass altoatesino in tema di Covid-19” ha riferito Schuler. Bareiß e Köstinger hanno mostrato grande interesse per l’attuazione pratica del “lasciapassare” e per i margini di maggiore libertà eventualmente concessi a chi ne sarebbe in possesso. “Siamo tutti concordi che si tratti di uno strumento importante per consentire la ripresa dei movimenti all’interno dei confini europei, e riteniamo necessario proseguire nel dialogo con Austria e Germania per quanto riguarda l’attuazione pratica di questo progetto”, così Achammer.

 

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