Meran, Merano
Suedtirolfoto/O. Seehauser
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IL CAPPUCCINO

Covid, Merano maglia nera

Merano, è emergenza Covid. Soprattutto in chiave di disubbidienza generalizzata al limite dell’arroganza, anch’essa molto diffusa.
Colonna di
Ritratto di Giancarlo Riccio
Giancarlo Riccio19.02.2021
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Merano, è emergenza Covid. Soprattutto in chiave di disubbidienza generalizzata al limite dell’arroganza, anch’essa molto diffusa.
L’allarme arriva da gruppi di cittadini meranesi che denunciano come decine e decine di persone non indossano le mascherine, sorridono ebeti e sfrontati se qualcuno li invita ad usarle e non esitano a schernire – talvolta a minacciare - coloro che si attengono alle regole e invitano a rispettarle.

La situazione è di assoluta emergenza soprattutto nel centro storico e nel quartiere di Maia Alta. Lungo le strade principali del quartiere – e soprattutto in piazza Fontana – sciamano giovani senza alcuna protezione che sorridono e fanno boccacce verso chi indossa le mascherine. Nei locali chiusi e sui bus, lo ricordiamo, sono obbligatorie quelle FFp2. Vengono indossate? Solo da una sparuta minoranza.
Lo smarrimento dei meranesi si declina non solo sul piano del mancato rispetto reciproco tra componenti di una comunità. C’è anche chi evoca l’appello del vescovo Ivo Muser affinchè una minoranza (neanche poi così esigua) non penalizzi una maggioranza di persone esposte ai rischi del coronavirus.

Altri ancora – e proprio nella Merano quasi spettrale con tanti negozi che chiudono – richiamano anche i trasgressori a non “umiliare negozianti, esercenti e ristoratori costretti ad abbassare la saracinesca. Motivo: i gruppi di provocatori senza mascherina fanno prolungare i lockdown. Costringendo clienti abituali a non uscire e fermando i flussi turistici da sempre preziosi a Merano”.

Le forze dell’ordine locali fanno quello che possono. E in effetti dopo ogni nuovo allarme si intensificano i controlli per quello che possono le forze in campo, da sempre sottodimensionate rispetto al numero dei residenti.
E lo status di commissariamento del Comune di Merano certo non aiuta, nonostante la vigilanza e l’attenzione del Commissario governativo insediatosi alla fine dello scorso anno.
Tacciono anche le forze politiche, impegnate in qualche riunione, speriamo non conviviale, con l’emissione di scarni comunicati pieni di retorica e ovvietà sul futuro di Merano.

Intanto, però, la città sul Passirio è uno dei quattro Comuni dell’intero Sudtirolo in emergenza e in lockdown stretto.
Giovani e non senza mascherina continuano a non essere sensibilizzati e tanto meno fermati e multati. Uno “Stand der Dinge” che sta imbavagliando e mummificando la già compressa vita sociale meranese.

Il lockdown è finito. La crisi invece no. Ogni abbonamento a salto è un sostegno a un giornalismo indipendente e critico e un aiuto per garantire lunga vita a salto.bz.

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