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POLITICA

LA "DIGITALIZZAZIONE" DELL'AEROPORTO

TRA BANDA LARGA E PISTA LUNGA
Un contributo della community di riccardo di valerio18.04.2016
Ritratto di riccardo di valerio
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LA “DIGITALIZZAZIONE” DELL’AEROPORTO

Leggo sulle pagine di economia del Corriere dell’Alto Adige (17 aprile) che l' associazione degli artigiani (APA) vuole puntare dritta verso l’informatizzazione del settore. Fa specie che alcuni considerino tale processo più un'insidia che un' opportunità …..così recita l'articolo riguardo all'intervento del presidente Gert Lanz.

Come è naturale le vecchie generazioni e parlo di tutti i settori della società civile, non possono avere la dimestichezza con i nuovi strumenti tecnologici che le nuove leve cresciute con Internet invece posseggono.

E dunque a queste mancanze bisogna supplire con eventuali corsi di aggiornamento e riqualificazione.

All'assembla APA ha partecipato il presidente Kompatscher la cui idea sull'aeroporto è nota:

La struttura c'è già; il tema vero è se riusciamo a svilupparla entro i costi stimati oppure se dobbiamo chiudere il rubinetto”.

Prima considerazione:

Dietro una parvenza di democrazia è esplicito il dubbio che rode il presidente: 50 milioni di euro li spendiamo oppure no? Che ne dite voi artigiani?

Probabilmente la domanda in modo più o meno esplicito, viene ripetuta ad ogni assemblea e sono tante quelle a cui il presidente ha partecipato. Mancano gli idraulici, forse i falegnami, probabilmente gli insegnanti da sempre sovversivi e in contrasto con l'ordine costituito.

Dunque l'amministratore a cui ci siamo affidati non è tanto sicuro della strada intrapresa e dell'investimento, che quanto a garanzie, come recita il piano ABD (Airport Bolzano Dolomiten) non ne fornisce alcuna.

Quale privato investirebbe tanto denaro per un'operazione dove non si ha alcuna certezza?

Il passato a quanto pare non insegna e i 100 milioni di euro investiti e gettati al vento non contano proprio nulla. Perseverare è diabolico....recita il proverbio!

A quanto pare la provincia ne possiede ancora di denaro ( è il caso di ribadirlo... ancora...ma per quanto?) e nessuno gli fa ancora i conti in tasca.

La domanda è lecita: possibile che in tempi di crisi e disoccupazione possa essere ancora sperperato tanto denaro pubblico?

E non parlo del solo futuribile aeroporto....

Seconda considerazione:

Insegno in una scuola superiore e nel settore tecnologico e informatico dove la banda larga e Internet sono indispensabili. Ebbene da un anno a questa parte, da quando la provincia ha scisso il contratto con il vecchio gestore di servizi di rete e ha messo mano alla rete interna e esterna (chi lo sa?) , la funzionalità del sistema telematico è notevolmente peggiorata.

Si passano dei minuti interi davanti allo schermo del PC ad aspettare che la pagina richiesta venga caricata. E' una cosa inaccettabile per l'insegnante che ha davanti a sé una ventina di studenti irrequieti e vuole parlare e discutere di un argomento che non viene velocemente reperito o non viene reperito affatto.

Se l'obiettivo è una didattica moderna dove il libro, nelle discipline scientifiche è obsoleto o quasi e tutti gli argomenti si trovano in rete, la rete deve funzionare ed ad altissima velocità.

Tra le altre cose, per risparmiare risorse ( e buttarle via da altre parti ) il tecnico che si occupa della rete dell'istituito e diventato il tecnico di tutti gli istituti collegati in rete per cui per parlargli abbiamo inventato il ticket. Si il ticket come per l'ospedale.....in base al numero corrispondente verremo serviti.

Terza e ultima considerazione:

Invito l'APA a centrare meglio l'obiettivo, quello della digitalizzazione e a richiedere che le risorse per un aeroporto inutile vengano indirizzate verso i loro interessi primari che guarda caso sono anche i nostri, quelli degli insegnanti che si occupano delle competenze informatiche degli studenti, in fede gli imprenditori del futuro.

Sul corriere della sera del 7 aprile è riportato il grafico della percentuale di abitazioni coperte da una banda superiore ai 30 Mbps. L'Italia è all'ultimo posto dopo  Grecia e Croazia.

Così per fornire qualche cifra siamo al 20 % mentre il Regno Unito è al 75 %.

Forza e coraggio...e che tutti i dubbi sull'aeroporto rimangano sul groppone del presidente di tutti gli Altoatesini.

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Ritratto di Alessandro Zuech
Alessandro Zuech 18 Aprile, 2016 - 18:23
Aggiungiamo, oltre a tutto questo, che sono in primis le aziende più innovative e orientate ai mercati internazionali quelle che si impongono su base annua obiettivi di riduzione degli spostamenti del proprio personale. Questi sono realizzabili attraverso l'utilizzo intensivo di sistemi di videoconferenza che, banda larga permettendo, hanno raggiunto livelli di versatilità inimmaginabili solo pochi anni addietro. I vantaggi sono facilmente intuibili: riduzione dei costi di trasferta e dei relativi tempi morti, in alcuni paesi come negli usa alla riduzione della quantità di co2 così realizzata corrisponde un vantaggio fiscale, si può potenziare il brand aziendale evidenziandone i lati eco-compatibili. In conclusione sono la digitalizzazione e la banda larga sinonimi di futuro e innovazione, non certo il traffico aereo che come fenomeno di massa ha ormai ben poco di nuovo da raccontarci.
Ritratto di luigi spagnolli
luigi spagnolli 18 Aprile, 2016 - 22:43
Molte decisioni da prendere, oggi, sono oltremodo complesse, e chi le commenta spesso non ha l'orizzonte sufficientemente aperto per farlo con intelligenza - nel senso di avere pienamente capito i termini del problema -, salvo non lesinare espressioni ironiche sul "politico" di turno, che ha l'onere di dover decidere. A tutti i commentatori salaci auguro di candidarsi, di vincere un'elezione, di trovarsi a governare e di prendersi, conseguentemente, le palate di guano che immancabilmente arriveranno loro da ogni lato: sono certo che, dopo, saranno meno salaci. La questione dell'aeroporto è esemplare: non lo dice mai nessuno, ma non si tratta dell'alternativa tra spendere o non spendere il denaro per l'ampliamento, ovvero tra il subire la produzione di rumore o il non subirla. L'aeroporto c'è, come dice il LH Kompatscher, e comunque ha un costo, comunque alto e comunque sostenuto dalle casse pubbliche (dove se non paga la Provincia paga lo Stato, che però in tal caso gliela farebbe pagare, alla Provincia, in altri ambiti di spesa pubblica), perché riveste interesse militare e perché così succede in tutti gli aeroporti. Se non viene realizzato l'ampliamento, dovrà comunque essere tenuto aperto con i costi conseguenti, e con minori entrate, e sarà usato solamente da aerei privati di piccole dimensioni, come succede al "Caproni" di Trento: il quale, non avendo mai ospitato voli di linea, e non avendo perciò le fasce orarie interdette legate ad essi, ospita annualmente il triplo dei decolli e degli atterraggi di Bolzano. NB: gli aerei piccoli fanno molto più casino di quelli grandi, e quindi danno più fastidio. Più ce n'è, peggio è, nel senso del rumore prodotto. Se al referendum vince il no, chi non ci crede lo chieda agli addetti i lavori, in poco tempo avremo anche noi un forte incremento dei voli privati. Lo vogliamo? Magari sì, perché comunque ciò consente di risparmiare denaro da investire altrove. Ma anche no, potrebbe dire chi abita a San Giacomo, e gli basta e avanza il traffico aereo che c'è. Sono il primo a essere convinto che un collegamento ferroviario Bolzano-Verona previa realizzazione di un terminal presso l'aeroporto "Catullo" - i binari passano a 800 metri dall'ingresso partenze -, con tempi di percorrenza inferiori all'ora, renderebbe inutile qualsiasi collegamento aereo fisso da Bolzano a qualsivoglia città, consentendoci di prendere l'aereo in tempi mediamente inferiori a quelli di un romano o di un milanese. Idem per Innsbruck. Ma tra quanti decenni ci sarà, ciò? E intanto? Intanto Kompatscher, a mio avviso con intelligenza, visto che il dubbio si pone (sempre beato chi non ne ha, di dubbi), per sgombrare il campo fa decidere il popolo. Che, si è visto anche in altri casi, qualcosa decide sempre: votando sì, votando no o, se lo ritiene, non andando a votare. Sulla banda larga ovviamente concordo con la necessità di renderla accessibile a tutti nei tempi più brevi possibile: invero l'Assessora Deeg continua a ripeterlo. Va detto peraltro che la distribuzione sparpagliata della popolazione del nostro territorio, al riguardo, non aiuta, e renderà i costi più alti che altrove.
Ritratto di Alessandro Zuech
Alessandro Zuech 18 Aprile, 2016 - 23:45
La ringrazio innanzitutto di aver preso parte a questa discussione, fattore che non può far altro che facilitarne la partecipazione e, come correttamente esprime, far capire i termini del problema. Non dubito che amministrare una provincia, un comune, un'azienda ma anche una famiglia sia per chi abbia l'onore e l'onere di prendere decisioni un fardello che inesorabilmente esponga a critiche motivate o meno. Certo si potrebbe opinare che alcuni di noi arrivino a farlo per scelta, pochi per vocazione e molti di più per necessità ma questo è un altro discorso. Circa la questione aeroporto ritengo che il primo compito di un politico sia quello di farsi un'idea il più possibile indipendente, comprendere la reale portata delle opportunità e dei rischi nel medio/lungo periodo, ascoltare le paure di chi ne è più coinvolto di altri e, se si ritengono valide e fondate le proprie informazioni cercare di tranquillizzarle prendendosi in prima persona la responsabilità di ciò che si afferma anche per il futuro. Vede dott. Spagnolli, se c'è una cosa che spaventa un cittadino molto più di aerei e aeroporti è il fatto che i politici che oggi arrivano a garantire un qualcosa o il suo contrario vanno e vengono, e difficilmente risponderanno un domani di ciò che di sbagliato possono fare oggi. Se l'aeroporto avrà un impatto ambientale più forte di quanto la politica non ammetta oggi chi mi rimborserà fra qualche anno del danno subito? Esistono le class action? Si certo, ma con la velocità della magistratura la sentenza potrebbe non essere appannaggio della mia o della Sua vita. Se siamo arrivati ad un referendum, e se la popolazione già una volta si è dichiarata nettamente contraria su questo argomento sfiorando il quorum, ci sarà un motivo o perlomeno dei fondati dubbi. Se Lei mi scrive che gli aerei piccoli fanno più rumore di quelli grandi i miei di dubbi non possono che aumentare. Tutti sappiamo che anche un tagliaerba smarmittato può fare a 1 metro di distanza lo stesso rumore percepito di un 737, peccato che a 500 metri di distanza quest'ultimo lo sento ancora forte e netto mentre il tagliaerba no. Ecco un esempio: cosa può interessare a me cittadino del rumore? Un dato di targa o quanto si sentirà dal balcone di casa mia a Don Bosco quando decolla un A319? E quando un agente immobiliare mi dirà che casa mia vale il 10% in meno di prima a chi li chiederò i soldi, all'associazione degli albergatori che tanto ha voluto il potenziamento della struttura? Mi perdoni, ma io non mi aspetto dal rappresentante di quest'ultima categoria la difesa dei miei interessi visto che dovrà giustamente prendersi carico di quella dei suoi associati. Ma da un sindaco, il mio sindaco presente, passato e futuro che sia mi aspetto innanzitutto la tutela mia e dei suoi concittadini a partire da quelli più deboli ed esposti.
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