Economia | LEGGE-QUADRO

“Casa, ecco le nostre proposte”

Edilizia agevolata, le richieste del sindacato alla giunta. Per risolvere uno dei problemi più sentiti in Alto Adige. Ebner: “La politica ci ascolti, evitiamo errori”.
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Costituire il fondo di garanzia per gli inquilini in ritardo negli affitti, se per gravi motivazioni quali disoccupazione improvvisa o malattia. Permettere all’Ipes, l’istituto di edilizia sociale altoatesina, di svolgere un ruolo ancora più centrale, potendo costruire superando le difficoltà con i Comuni di assegnare i terreni e aprendo al ceto medio-basso, anche per evitare ghettizzazioni e una concentrazione eccessiva di problemi sociali nei condomini pubblici. Ancora, governare l’introduzione dei nuovi criteri per l’accesso alle agevolazioni - la Durp, dichiarazione unica di reddito e patrimonio - tenendo conto anche delle diverse situazioni e senza penalizzare troppo singole categorie, ad esempio gli anziani soli.

Sono alcune delle richieste che il sindacato ha inviato alla giunta provinciale, per la ripresa - si spera con successo - dell’iter della legge quadro sull’edilizia agevolata. Un intervento atteso dalle parti sociali che si attendono soluzioni concrete per uno dei problemi più sentiti in Alto Adige: quello della casa. Attraverso l’aggiornamento di una vasta gamma di interventi quali le agevolazioni fiscali per la costruzione, gli aiuti per l’acquisto della prima casa, le ristrutturazioni, gli affitti a prezzi accessibili e l’importante capitolo dell’edilizia sociale, in mano all’Ipes.

 

“Il confronto è aperto”

 

“La discussione è aperta, ci aspettiamo di essere consultati come sindacati prima e non dopo il varo dei decreti o regolamenti applicativi, per correggere eventuali errori che si possono facilmente evitare con un serio confronto”. A parlare è Alfred Ebner, membro della segreteria provinciale, che sollecita il coinvolgimento dei sindacati nell’iter della legge, eredità dell’epoca Tommasini ora ripresa in mano dall’assessora Waltraud Deeg.

Per la Cgil/Agb è urgente portare avanti soluzioni concrete con cui sostenere una parte sempre più larga della popolazione locale, che oggi sconta una difficoltà crescente nell’ottenere un alloggio. Per i prezzi di affitti e immobili in vendita, ma non solo. “Questo - continua Ebner - è un vero problema in Alto Adige, soprattutto nelle città come Bolzano, ma anche nei comuni turistici dove si ha un florido mercato di seconde case. Abbiamo prezzi che sono al livello delle metropoli. Come fanno le giovani famiglie? Dobbiamo quindi chiederci come facciamo a garantire che i nostri cittadini abbiamo anche in futuro un tetto sopra la testa a prezzi abbordabili”.

 

Le sei proposte

 

Il sindacato indirizza dunque diverse proposte rivolte alla giunta, riassumibili nei seguenti punti:

 

1 Regolamenti e non delibere: la giunta, spiega Alfred Ebner, nella disposizione delle nuove regole e degli interventi per l’edilizia agevolata deve procedere con regolamenti e non semplici delibere, per fornire maggiore chiarezza a beneficio dei cittadini. Sarebbe opportuno istituire una Commissione permanente per monitorare e studiare i problemi della casa.

2 Fondo di garanzia per gli affitti: è la soluzione caldeggiata da tempo per sostenere gli inquilini in difficoltà temporanea per motivazioni gravi ed effettive. Una disoccupazione improvvisa, oppure una malattia, circostanze che non dipendono insomma dalla volontà dell’affittuario.

3 Un ruolo più centrale dell’Ipes: Ebner si augura che l’Istituto per l’edilizia sociale della Provincia di Bolzano possa rendersi ancora più utile per la soluzione delle problematiche abitative. Potendo costruire in futuro, superando gli attuali intoppi burocratici e quelli sulla disponibilità delle aree edificabili nei comuni. Va rivisto il modello per adeguarlo al mutato contesto socio-economico.

4 Spazio al ceto medio: sempre guardando all’Ipes, il sindacato caldeggia un’apertura al ceto medio o medio-basso negli edifici dell’edilizia sociale. “Bisogna garantire un certo mix nei condomini - spiega il segretario confederale - per evitare una concentrazione troppo alta di problemi sociali, impedire la ghettizzazione e migliorare la convivenza”.

5 L’arrivo della Durp: la dichiarazione unica per il reddito e il patrimonio di cui si attende l’introduzione anche per l’edilizia sociale non deve produrre effetti negativi, penalizzando alcune categorie a scapito di altre. “Il metodo - dice Ebner - è giusto, ma chiediamo che venga applicato senza eccessive penalizzazioni, soprattutto per alcune categorie: penso gli anziani, che magari verrebbero sfavoriti rispetto ai nuclei numerosi”.

6 Incentivi/disincentivi fiscali: su questo punto il sindacato chiede alla Provincia una parte più attiva per favorire l’offerta di alloggi in locazione che oggi sono vuoti attraverso incentivi/disincentivi fiscali. “Vanno monitorati gli effetti delle locazioni su piattaforme digitali, che stanno prendendo piede anche da noi e che rischiano di sottrarre ulteriormente cubature da destinare ai residenti”, spiega Ebner.

 

“Risposte a lavoratori e pensionati”

 

Ecco quindi le proposte rivolte all’assessora Waltraud Deeg e all’esecutivo Kompatscher. Spunti sui quali la Cgil/Agb si attende di discutere nel merito. “La discussione è aperta” afferma Ebner. “Nessuno ha la soluzione risolutiva sotto mano e forse non esiste neppure un percorso semplice e immediato. Purtroppo la casa è forse la voce più grossa per i redditi delle famiglie altoatesine. Ha una grandissima importanza sui ceti che rappresentiamo noi, lavoratori e pensionati. Vogliamo dunque che il confronto sia serio e puntuale, con dati e proiezioni alla mano, per capire l’impatto dei provvedimenti sulle singole situazioni ed evitare di correggere a cose fatte. Siamo all’avvio di un percorso che ci vedrà impegnati per parecchio tempo”, conclude il segretario confederale.