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Ognun per sé

Il Covid divide

Siamo ad alto rischio di perdita di solidarietà reciproca. Chi se la cava e chi non ce la fa.
Un contributo della community di Alberto Stenico20.10.2020
Ritratto di Alberto Stenico
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Non c’é emergenza che divida la società quanto il Covid. Gli effetti negativi, sociali ed economici di questa pandemia, rischiano di essere gravi quanto quelli sanitari. Nella prima fase di questa pandemia sono venute a galla tutte le prevenzioni di carattere nazionale ed anche territoriale con diffusione di pregiudizi etnici legati ai luoghi origine dei focolai. Alla pandemia si pensava di reagire sventolando ognuno le proprie bandiere e con la chiusura dei confini, per poi alla lunga rendersi conto conto che il Covid scavalca i confini anche senza il passaporto. Purtroppo questo non è bastato a far superare le prevenzioni reciproche tra Paesi e tra regioni. E ancora, il Covid, questo maledetto, fa strage anche di solidarietà sociale all’interno del nostro mondo perchè colpisce in modo molto differenziato certi gruppi sociali, favorendo nel contempo le vie di fuga ad altri gruppi della società. Il Covid ha messo vecchi contro giovani laddove ha colpito le fasce di età in modo così differenziato e laddove ha inciso così profondamente sui diversi stili di vita. Ospiti delle case di riposo senza possibilità di visite di parenti e contemporanee movide nelle piazze. Lavoratori del settore sanità sempre sul fronte della malattia e del pericolo, altre categorie al riparo ed al sicuro. Il Covid ha effetti più pesanti sulle donne con il loro ruolo ancora prevalente nel sostegno alle famiglie, che non sugli uomini. Lavoratori autonomi ridotti economicamente allo stremo per mancanza di reddito, pensionati e lavoratori a reddito fisso garantito con entrate indifferenti al periodo di covid. Imprese senza più un mercato e settori senza futuro e apparati pubblici stabilmente insediati e finanziati. Al panorama sociale così terremotato non corrispondono né nuovi impulsi di solidarietà reciproca tra settori e territori, né assunzione di stili di governo adeguati alla situazione. Come faremo a sostenere le conseguenze economiche di questa pandemia? Chi sarà chiamato a pagare o a rinunciare a favore di altri? Non se ne parla, non se ne vuole parlare, si mantiene uno stile di rapporto con l’opinione pubblica “pre Covid”. In questo modo le fratture nella società si approfondiscono, chi sta bene può non pensare a chi sta male, e in tanti si ritengono al contrario abbandonati dalle Autorità e dagli altri gruppi sociali.
La prima vittima del Covid rischia di essere la solidarietà.
(www.albertostenico.it)

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