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English versus It/Dt

Basta l'Inglese

L'importanza della conoscenza dell'Inglese non deve corrispondere a minor impegno per apprendimento delle lingue locali.
Un contributo della community di Alberto Stenico21.11.2022
Ritratto di Alberto Stenico
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In una provincia con tre lingue locali – Italiano, Tedesco e Ladino – l’impegno per la comunicazione e per la comprensione reciproca tra concittadini è grande. Qualcuno dice, “non basta una vita” per impararle. Ed è vero, veramente pochi ci riescono, molti si impegnano, altri rinunciano in partenza. Si dice che da giovani sia tutto più facile, ma la sfida del bilinguismo (o del trilinguismo) riguarda anche le successive generazioni, gli adulti e le persone che si trasferiscono in Alto Adige da altre province. Il percorso, oltre che lungo, è in forte salita e ancor più impervio per l’uso diffuso del dialetto sudtirolese locale, alquanto differente dal tedesco standard che si impara sui libri e nelle scuole. La fatica è tanta, i risultati sono inferiori alle attese e il clima di convivenza e di incontro interetnico non vivono una congiuntura particolarmente favorevole. Anzi, passioni, poche. Tedesco, Italiano, uffa!
E’ il momento giusto per l’Inglese come via d’uscita da questa situazione considerata da molti asfittica. L’Inglese, la lingua internazionale per eccellenza, la lingua degli affari, della cultura, la lingua “in” in società. Con l’Inglese apriamo i nostri orizzonti a livello globale: ecco pronto il bypass al nodo del bilinguismo/trilinguismo locale. Molti giovani altoatesini e sudtirolesi hanno già adottato l’Inglese, in sostituzione della seconda lingua locale, liberandosi dall’impegno di impararla. “Cosa mi serve l’Italiano, tanto con l’Inglese potrò comunicare ovunque nel mondo”, “Il Tedesco è difficile e comunque conoscendo l’Inglese puoi comunicare con chiunque ti interessi”.
La lingua del vicino perde appeal, la lingua globale è molto più interessante, più utile, più “sexy”.
L’Inglese non viene aggiunto alle lingue locali, ma ne sostituisce una, quella del vicino, italiano, tedesco o ladino che sia.
Brutto segno per la convivenza in provincia di Bolzano, ma siamo in condizione di correggere la rotta. Se lo vogliamo.
(www.albertostenico.it)

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Ritratto di Marsh-Hunn Peter
Marsh-Hunn Peter 23 Novembre, 2022 - 21:53

Alberto, I know you speak English and so do most of Salto's users, and being an English-speaking Bolzanino/Bozner, I felt I had to reply to your article. I understand and share your frustration that so many local German- and Italian-speakers struggle to speak the second language here and sometimes resort to English to communicate with local speakers of the 'other' language. However, I feel you are like Don Quixote fighting against the windmills.
Among young people especially, global English is the natural language of international communication in music, business, computers, films and travel. Just go to any large city like Berlin or Barcellona and the level of English spoken there is amazing. It is the language that young people want to use to communicate with each other, and they are learning it fast to a high level also here in South Tyrol.
I agree with you that young people here should ALSO learn their second language better, and I think the situation is slowly getting better, perhaps not as fast as they're learning English, but already by learning English well, they will open their minds to learning their second language, too. I believe that by speaking Italian + English or German + English well, this will open their minds to improve their command of the second language.

Ritratto di Alberto Stenico
Alberto Stenico 24 Novembre, 2022 - 06:34

Dear Marsh-Hunn Peter, English INSTEAD of Italian or German isn't the right development for coexistence in the province of Bolzano/Bozen and for respect for all citizens. German, Italian PLUS English is our need.

Ritratto di Massimo Mollica
Massimo Mollica 24 Novembre, 2022 - 20:14

Più cultura e più globalizzazione.

Ritratto di a richter
a richter 25 Novembre, 2022 - 10:08

gentile signor Stenico
ma perche si meraviglia? Se va in Svizzera vedrà che uno di Coira con uno di Neuchâtel parlano in Inglese. Sicuramente ci sono eccezioni , ma per la maggior parte e cosi. E questo dopo piu di 300 anni di "convivenza" in uno stato?

Penso che sia normale, l'inglese e oggi la lingua franca. Io la vedo anche come una cosa di positivo. Ci sarà forse un po di piu di comunicazione tra i gruppi.
Noi tutti siamo cresciuti nei miti creati da Alexander Langer. Ma questo mito di vivere sullo steccato tra le due culture padroneggiando ambedue i mondi e una cosa per pochi che hanno sensibilità, intelligenza e voglia.
Ed e giusto cosi

Ritratto di Alberto Stenico
Alberto Stenico 26 Novembre, 2022 - 09:54

Gentile signor A. Richter, ma in questo modo (con l'inglese e senza il tedesco e l'italiano e perchè no, anche un po' di ladino) non si può conoscere, condividere ed apprezzare la cultura dell'altro gruppo convivente....,, vogliamo definitivamente rinunciarci?

Ritratto di Luca Marcon
Luca Marcon 26 Novembre, 2022 - 21:52

Cito l'esperienza di mia figlia.
Si è appena laureata alla triennale in chimica industriale con una tesi scritta in inglese. Lingua per la quale ha da poco ricevuto la certificazione C1 avanzata.
Nell'intero suo percorso di studi - e soprattutto ora che sta valutando dove effettuare la magistrale all'estero - la lingua richiesta è l'inglese, che ad un certo livello parlano praticamente tutti. Anche nelle università tedesche (che a dire il vero, riguardo a questa materia non valgono un granché quindi non sono prioritarie nella sua scelta).
Se parliamo di convivenza, lo standarddeutsch è praticamente inutile. Se vuoi un minimo di integrazione devi sapere il dialetto (che tra l'altro - ed è una vergogna - ormai viene parlato anche nella pubblica amministrazione). Se invece ti vuoi spalancare le porte del mondo, del tedesco non te ne fai assolutamente nulla.
Questione di scelte, secondo me. E a mio parere, farsi un mazzo tanto al solo scopo di vivere in questa piccola, gretta e segregazionista "provincetta" dove da altoatesino potrai sempre e solo giocare in serie B non ne vale proprio la pena.

Ritratto di Peter Gasser
Peter Gasser 26 Novembre, 2022 - 22:08

Zitat: „ ... che tra l'altro - ed è una vergogna - ormai viene parlato anche nella pubblica amministrazione“:
Sie wollen also sagen, dass sich alle Italiener, welche in öffentlichen Ämtern von Sizilien bis Bergamo, italienische Dialekte sprechen, schämen müssen? Ein ganzes Volk, das sich schämen muss seiner örtlich gefärbten Sprache? Bis hinauf ins Parlament?
Eigenartig, Ihr Ansatz...
.
Können Sie konkrete Beispiele nennen für „università tedesche (che a dire il vero, riguardo a questa materia non valgono un granché...“?

Ritratto di Peter Gasser
Peter Gasser 26 Novembre, 2022 - 22:10

Altra domanda:
Zitat: „Se invece ti vuoi spalancare le porte del mondo, del tedesco non te ne fai assolutamente nulla“: gilt dasselbe für Italienisch - „ te ne fai assolutamente nulla“??

Ritratto di Luca Marcon
Luca Marcon 26 Novembre, 2022 - 22:27

«Sie wollen also sagen, dass sich alle Italiener, welche in öffentlichen Ämtern von Sizilien bis Bergamo, italienische Dialekte sprechen, schämen müssen?»
Assolutamente sì. Ma che domande fa?

Ritratto di Peter Gasser
Peter Gasser 26 Novembre, 2022 - 22:48

Hören Sie im Parlament den südlichen Dialekt?
Muss sich ein Großteil der Parlamentsmitglieder und mit Ihnen das Volk also wirklich dafür schämen?

Ritratto di Peter Gasser
Peter Gasser 26 Novembre, 2022 - 22:48

Hören Sie im Parlament den südlichen Dialekt?
Muss sich ein Großteil der Parlamentsmitglieder und mit Ihnen das Volk also wirklich dafür schämen?

Ritratto di Luca Marcon
Luca Marcon 26 Novembre, 2022 - 22:30

«Zitat: „Se invece ti vuoi spalancare le porte del mondo, del tedesco non te ne fai assolutamente nulla“: gilt dasselbe für Italienisch - „ te ne fai assolutamente nulla“??»
Certamente. Ma come ho detto sopra, la questione è da italiano su quale seconda lingua puntare tra il dialetto locale e l'inglese. Veda un po' lei.

Ritratto di Peter Gasser
Peter Gasser 26 Novembre, 2022 - 22:46

Ich komme mit „Standarddeutsch“ durch ganz Südtirol und niemand sieht mich schief an...
ich habe vor jedem italinischsprachigen Mitbürger großen Respekt, wenn er „standarddeutsch“ spricht.
Italienisch, Deutsch, Englisch sollte doch heute für akademische junge Menschen wirklich kein allzu großes Problem sein; und Italienisch und Deutsch für alle anderen, welche hier leben - ich denke doch, das ist zu schaffen.

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