Luca Crisafulli
Privat
Advertisement
Advertisement
Gastkommentar

Finiremo tutti come rane bollite?

Si è forse creato un vulnus ai valori Costituzionali non giustificato dall’attuale situazione di emergenza sanitaria legata al coronavirus? Una riflessione.
Di
Ritratto di Luca Crisafulli
Luca Crisafulli25.03.2020
Advertisement
Salto Plus

Liebe/r Leser/in,

dieser Artikel befindet sich im salto.archiv!

Abonniere salto.bz und erhalte den vollen Zugang auf etablierten kritischen Journalismus.

Wir arbeiten hart für eine informierte Gesellschaft und müssen diese Leistung finanziell stemmen. Unsere redaktionellen Inhalte wollen wir noch mehr wertschätzen und führen einen neuen Salto-Standard ein.

Redaktionelle Artikel wandern einen Monat nach Veröffentlichung ins salto.archiv. Seit 1.1.2019 ist das Archiv nur mehr unseren Abonnenten zugänglich.

Wir hoffen auf dein Verständnis
Salto.bz

Abo holen

Bereits abonniert? Einfach einloggen!

Il lockdown è finito. La crisi invece no. Ogni abbonamento a salto è un sostegno a un giornalismo indipendente e critico e un aiuto per garantire lunga vita a salto.bz.

Advertisement

Weitere Artikel zum Thema...

Nicola Canestrini
Nicola Canestrini
Advertisement
Ritratto di Fabio Volpotti
Fabio Volpotti 25 Marzo, 2020 - 21:19

Grazie Avv. Crisafulli per questa analisi sintetica, che aiuta a capire il contesto giuridico all´interno del quale l´attuale governo ha proclamato lo stato di emergenza (per 6 mesi, fino al 31/7). Uno degli articoli in circolazione si rifá alla metafora della "rana bollita" di Chomsky per creare, in modo perversamente efficace, l'immagine di un governo liberticida tutto intento a cancellare in modo graduale ma inesorabile i capisaldi della nostra democrazia (liberale). L'aggettivo a mio avviso è necessario perchè, senza andare a spiluccare tra le frange estreme degli schieramenti (per le quali un "colpo di spugna" sui diritti fondamentali ha di solito il fascino della massima efficienza+efficacia), anche tra i moderati e chi di "norme giuridiche" vive e/o si diletta, si assiste a prese di posizione collegate a mio avviso a visioni di "democrazia" e di "stato" lontane le une dalle altre. Per i professionisti della giustizia ad esempio "avviso di garanzia" e "prescrizione" sono solo degli "attrezzi", ma il dibattito pubblico può evidenziarne gli eccessi di utilizzo e le ingiustizie fino ad immaginare di vietarne l'uso. Analogamente a mio avviso anche nel caso della "sospensione" delle garanzie fondamentali dei cittadini per una pandemia conclamata, le regole nazionali e sovranazionali sono fondamentali ma il dibattito pubblico (la "pubblica opinione"?) può non ritenere sufficiente rispettarle: c'è infatti chi critica il governo per non aver attuato misure di controllo RADICALI subito dopo aver dichiarato lo stato di emergenza, e chi le critica come TROPPO MORBIDE. I primi urleranno a lungo che il governo "sapeva ma non ha agito"; gli altri esulteranno ai primi dati numerici del dopo-picco e attaccheranno le "cassandre" che ci esorteranno a pazientare ancora un po' prima di tornare alla normalità ... Ma mi chiedo se non saremo sempre "normalmente" rane a bagnomaria, finchè non saremo in grado di partecipare direttamente se non alla redazione almeno alla "temperatura" delle "regole"! Grazie ancora e saluti.

Ritratto di Massimo Mollica
Massimo Mollica 25 Marzo, 2020 - 22:11

Premesso che non sono un giurista, grazie a Dio, sposo questa visione. Se poi dovessero prevalere forme di fascismo alla fine di tutto questo sarò il primo a segnalarlo e a combattere.
Comunque ritengo che il mondo sia davvero strano! C'è chi s'interroga sul diritto di girare per la città come gli pare e poi c'è chi sta lottando 10/12 ore al giorno per non far morire delle persone e nonostante questo non può fermare questa moria. Questo è il mondo!

Ritratto di Markus Lobis
Markus Lobis 25 Marzo, 2020 - 23:04

Contributo importante e sensato. Non è il momento di suscitare dibattiti marcati e controversi sulle misure adottate, ma dobbiamo tenere alta la guardia e chiedere con forza un'analisi seria e approfondita ad emergenza passata.
Wichtig und Ziel führend ist es in diesem Moment, dass die Zivilgesellschaft durch engagierte Menschen wie Luca Crisafulli, Nicola Canestrini, Felix von Wohlgemuth, Julia Unterberger, Renate Holzeisen und weitere KennerInnen ihres Fachs gestärkt wird und ich hoffe, dass sie auch dann entschlossen auftreten, wenn es gilt, mögliche Konfliktfälle zwischen den aktuellen Normen und den Prinzipien von Demokratie und Rechtsstaatlichkeit auf dem Gerichtsweg zu klären.

Ritratto di King Arthur
King Arthur 26 Marzo, 2020 - 01:01

Anche a rischio di essere pignolo e senza voler togliere nulla all'articolo, che trovo interessante e ragionato, ma non posso non ribadire che nell'ordinamento italiano i trattati internazionali (e quindi sia la CEDU che il Patto ONU del 1966) di sicuro NON sono "fonti [che] prevalgono sulla stessa nostra Costituzione", ma sono di rango inferiore, non costituzionale, anche se in grado di fungere da norme interposte ai sensi dell'art. 117, c. 1, della Costituzione! Superiori alla Costituzione (ma non ai due controlimiti dei diritti inviolabili dell'uomo e dei principi supremi della Costituzione) sono solamente le norme di diritto internazionale generalmente riconosciute (art. 10, c. 1, Costituzione) - e quindi il diritto consuetudinario e i principi generali - nonchè il diritto dell'Unione europea (art. 11 Costituzione + giurisprudenza CGUE) - con la Carta dei diritti fondamentali dell'UE, questa sì prevalente anche sulla Costituzione, con i due stessi controlimiti di prima.

Ritratto di Claudio Campedelli
Claudio Campedelli 26 Marzo, 2020 - 08:18

Grazie per la precisazione.
Trovo molto pericoloso che persone che coprono ruoli istituzionali affermino che "... A ben vedere, sono le stesse norme contenute nei trattati internazionali (che nella gerarchia delle fonti prevalgono sulla stessa nostra Costituzione) ... " senza precisare e approfondire il tema.

Ritratto di Manfred Klotz
Manfred Klotz 26 Marzo, 2020 - 07:16

Complimenti. Purtroppo i complottisti che in parte invocano già il golpe (non per difendere la libertà, ma per sostituirsi al governo), non vorranno capirlo.

Ritratto di Martin Daniel
Martin Daniel 26 Marzo, 2020 - 08:20

Articolo del tutto da condividere. Senz'altro c'è da tenere alta la guardia sul rispetto dei diritti fondamentali, dello stato di diritto e della democrazia ma è la stessa Costituzione ad aver previsto eccezioni e meccanismi (legislazione d'urgenza) ben descritti dall'autore. Finora le misure adottate appaiono necessarie e proporzionate e da ieri è stato coinvolto il Parlamento quale garante della democrazia. Poi non possono certo costituire un problema i decreti leggi, usati da anni in maniera inflazionistica per questioni non urgenti e tutt'altro che minacciose. Poi si potrà discutere se un certo settore industriale poteva rimanere attivo o meno ma la gestione dell'emergenza più grande dalla Seconda Guerra Mondiale, com'è è definita quasi unanimamente in Europa, a differenza di Paesi occidentali attualmente governati da populisti, sembra assolutamente adeguata. Certamente - e l'ultimo decreto lo conferma in pieno - le restrizioni in oggetto dovranno essere temporanee e cessare con il superamento dello stato acuto di crisi.

Advertisement
Advertisement
Advertisement