Ambiente | Mobilità

I bus a idrogeno “fra due anni”

Sasa pubblica la gara da 12,8 milioni per l’acquisto di 12 nuovi mezzi, ma ci vorrà del tempo per averli in strada. Pagani: “In 10 anni l’intera flotta a zero emissioni”.
bus idrogeno
Foto: busbusnet

Dodici nuovi autobus urbani a celle di combustibile, alimentati a idrogeno, per la modica cifra di 12 milioni e 820.000 euro. Il bando pubblicato da Sasa rientra nel progetto europeo Jive, rivolto alla diffusione dei mezzi a idrogeno nel continente, e permette all’azienda di trasporto pubblico di proseguire lo sforzo per la conversione ecologica dei 140 mezzi che circolano sulle linee di Bolzano, Laives, Merano e Lana. “Nel giro di 8-10 anni contiamo di arrivare ad un intera flotta a emissioni zero” afferma Stefano Pagani, presidente della spa. Tuttavia, per avere in strada i nuovi bus si dovrà attendere “un paio d’anni”, per i tempi della gara e dellapprontamento dei mezzi da parte del vincitore.

 

Un progetto europeo

La gara con scadenza il 25 ottobre riguarda “2 autobus urbani (di cui 2 opzionali)”, per la lunghezza di 12 metri, “a pianale integralmente ribassato, a celle a combustibile alimentati a idrogeno, di classe I per il trasporto pubblico di linea. Il finanziamento, piuttosto oneroso, ricade per il 30-35% sull’Unione europea, mentre la Provincia copre la quota restante. 

L'appalto rientra nel progetto europeo Jive a cui partecipano 40 città, da Londra a Colonia. Bolzano è sotto la lente della Ue per le iniziative che portiamo avanti sulla mobilità a idrogeno (Pagani, Sasa)

Una volta concluso, l’acquisto consentirà a Sasa di aumentare dai 5 attuali (i mezzi Mercedes di colore blu che si vedono ad esempio a Bolzano) a più di 15 i propri bus a idrogeno. “L’appalto rientra nel progetto Jive - spiega Pagani - a cui partecipano 40 città, da Londra a Riga, passando per Colonia e Bolzano. Per il nostro territorio si inserisce un’iniziativa più grande, ambiziosa, che ha a che fare con l’infrastrutturazione per la mobilità a idrogeno. Il progetto Merlin riguarda le stazioni di ricarica e Live promuove i mezzi fuel cell per usi diversi dal trasporto pubblico: Seab ad esempio prevede un acquisto per la raccolta rifiuti”.

 

 

“Riconversione in 10 anni”

Pagani sottolinea come il capoluogo altoatesino sia una realtà avanzata a livello europeo per la mobilità green: “Siamo sotto la lente Ue per le modalità alternative che adottiamo. A novembre saremo a Colonia per parlare dei nostri progetti e a marzo ospiteremo un meeting europeo per seguire Jive sul campo”.

In 8-10 anni contiamo di arrivare alla piena conversione ecologica della nostra flotta di 140 mezzi. Occorre governare la transizione, perché oggi per via dei costi non è pensabile avere tutti i mezzi a idrogeno. Per questo compriamo altri 32 bus ibridi e non a metano: la trazione elettrica alle fermate permette di non inquinare

Il presidente della spa pubblica scommette sul futuro: “In 8-10 anni contiamo di arrivare alla piena conversione ecologica della nostra flotta di 140 mezzi. Occorre governare la transizione, perché oggi non è pensabile avere subito tutti gli autobus a celle di combustibile, sia per via del costo dei mezzi che per quello della produzione dell’idrogeno. Per questo abbiamo proceduto con il bando per i 32 mezzi ibridi diesel-elettrico”. Un appalto criticato dagli ambientalisti che avrebbero preferito il metano. “Abbiamo ritenuto migliore l’ibrido perché in frenata e accelerazione, le fasi più dispendiose per un autobus dal punto di vista delle emissioni, il mezzo usa solo l’elettrico, quindi con un effetto positivo sull’ambiente”.