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In Abruzzo

“Trasparenza, ringrazio Schael”

Inchiesta per corruzione nella sanità, il governatore Marsilio ringrazia l’ex dg in Alto Adige, ora all’Asl di Chieti: “Giusto scegliere chi non si fa condizionare”.
Di
Ritratto di Stefano Voltolini
Stefano Voltolini27.10.2020
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“Ringrazio e faccio i miei complimenti al direttore generale Thomas Schael: mai come oggi appare più felice la scelta di aver affidato questa Asl a una persona estranea all’ambiente, ai suoi condizionamenti e scevra da pregiudizi e rapporti personali”. Queste le parole pronunciate dal presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, nei confronti del responsabile dell’Asl provinciale di Chieti, già alla guida dell’azienda sanitaria altoatesina nel triennio 2015-2018, in occasione del terremoto che ha travolto il servizio alla salute in Abruzzo. L’operazione “A cuore aperto” effettuata dalla guardia di finanza, su supervisione della Procura di Chieti, contro la corruzione negli acquisti sanitari ha scoperchiato un malaffare che, dicono gli investigatori, proseguiva indisturbato “da dieci anni”.

Tedesco di origine, con un lungo curriculum in ruoli apicali nella sanità territoriale un po’ in tutta Italia (Asl Magna Grecia di Crotone, Asl Napoli 2 Nord, la direzione della casa di cura San Camillo a Forte dei Marmi in Toscana, per dire alcuni incarichi), Schael era approdato alla guida dell’Asl dell’Alto Adige nel 2015, per rimanerci tre anni. Un periodo in cui molti lo hanno apprezzato per le qualità professionali e dirigenziali e la spinta sulla qualità impressa al servizio locale altoatesino, ma che è altresì finito in modo anticipato e turbolento. Ufficialmente, il rapporto di fiducia con la giunta si è compromesso a seguito della vicenda delle assicurazione del personale, che non era stata rinnovata, ma secondo alcuni era venuta comunque a mancare la sintonia tra il manager, a cui si riconosce lo stile schietto, e la politica altoatesina che ha nel governo della sanità una delle sue principali competenze.

Venendo all’attualità, le parole del governatore abruzzese sono arrivate nel giorno in cui è stata resa pubblica l’operazione “A cuore aperto” e i finanzieri hanno dato esecuzione alle misure cautelari (quattro arresti, a cui si aggiungono due medici sospesi). Come riporta Chieti Today, gli indagati avrebbero fatto acquistare alla Asl protesi cardiache a prezzo gonfiato. L’indagine durata quasi un anno ha quindi fatto emergere gli episodi di corruzione per l’acquisto dei dispositivi utilizzati nella cardiochirurgia dell’ospedale di Chieti. Una pratica “favorita - riporta Marsicaweb - dall’inerzia della governance dell’ASL 2 Chieti che, per circa 10 anni (dal 2009 al 2019), non ha mai espletato alcun bando di gara pubblica per l’acquisto di materiali e dispositivi medici per le necessità dell’unità di cardiochirurgia”. Il cambio di passo nell’atteggiamento del servizio pubblico sarebbe coinciso con l’insediamento di Schael, avvenuto a settembre 2019, come ha riconosciuto il governatore Marsilio. Di qui il ringraziamento, oltre che per forze dell’ordine e magistratura, per il manager.

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Ritratto di rotaderga
rotaderga 27 Ottobre, 2020 - 21:25

Loben macht klein. Oder?

Ritratto di Günther Alois Raffeiner
Günther Alois Raffeiner 29 Ottobre, 2020 - 07:11

Ja der Dr .Schael,war in Bozen einigen Nichtwissenden wohl als Wissender,sehr im Wege?????

Ritratto di elisabeth garber
elisabeth garber 29 Ottobre, 2020 - 10:14

Man korrigiere mich, wenn's nicht stimmen sollte (schon länger her...). Ist es nicht auch so, dass Dr. Schael im Sanitätswesen, von Nord nach Süd, immer auch rigide Einsparungen (bis zu 25% ca.) vorgenommen hat?

Ritratto di Günther Alois Raffeiner
Günther Alois Raffeiner 31 Ottobre, 2020 - 07:11

Frau Garber informieren sie sich doch bitte mal,von wem die Einsparungen eingefordert wurden,dann wissen sie mehr! Hoffentlich bekommen sie von den damals Verantwortlichen eine "EHRLICHE" Antwort,was ich bezweifle.

Ritratto di elisabeth garber
elisabeth garber 31 Ottobre, 2020 - 09:20

Danke Herr Raffeiner. Aha, die Politiker*, die Druck machten! In dieser Kaste gilt das Schweigegebot, deshalb wäre jede Frage obsolet.
Es braucht aber immer zwei, den Auftraggeber und den*, der* es ausführt. Geld stinkt eben nicht und Ethik ist m.M.n. im Managerberuf genauso wenig zuhause wie in der Politik.

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