Politica | diritti delle donne

"Una stagione non facile per i diritti"

La senatrice Julia Unterberger commenta le dichiarazioni della nuova maggioranza in materia di diritti delle donne: "Segnale di una visione maschilista e patriarcale".
Julia Unterberger
Foto: Julia Unterberger

Dopo un’intensa campagna elettorale la destra più reazionaria d’Italia dal secondo dopoguerra è riuscita a conquistare la maggioranza in Parlamento. La formazione del nuovo Governo, del resto, lascia già presagire una stagione di ritorno al passato, a partire dalle denominazioni che l’Esecutivo ha scelto per i suoi ministeri e, sebbene sia ancora presto per fare un bilancio delle varie politiche messe in campo, le dichiarazioni e le scelte compiute finora indicano una profonda stretta sui diritti civili. La stagione di timide aperture interrompe bruscamente il suo percorso, per fare spazio ad un rinnovato oscurantismo.

Dal Ministero della natalità alla proposta, presentata da Maurizio Gasparri, per anticipare la capacità giuridica fin dal concepimento sembra che i primi obiettivi siano proprio i diritti delle donne, colpiti dal preciso disegno di voler riportare la figura della donna all’interno del perimetro domestico, in una visione decisamente retrograda della famiglia, molto cara alle destre d’Occidente. Tali azioni programmatiche, quindi, non possono che destare preoccupazione, ma resta importante ricordare che l’opposizione può giocare un forte ruolo di resistenza. Ne parliamo con la senatrice Julia Unterberger (SVP), che guida il Gruppo per le Autonomie a Palazzo Madama. 

Salto.bz: Senatrice, si parla molto dell’arrivo a Palazzo Chigi della prima Premier della storia italiana, ma questo Governo sembra aver intrapreso una battaglia per smantellare i diritti delle donne? 

Julia Unterberger: Non penso che Giorgia Meloni andrà a toccare le leggi caposaldo dei diritti delle donne o dei diritti civili. Le proteste si salderebbero alle sofferenze legate alla crisi economica, per loro sarebbe un clamoroso errore di calcolo politico. Tuttavia è evidente che per i diritti si apre una stagione non semplice, perché non si tratta solamente di Giorgia Meloni, ma anche delle altre personalità elette da questa maggioranza, come nel caso del Presidente della Camera Lorenzo Fontana, che ha definito le famiglie omogenitoriali delle “schifezze” di cui non vuole neanche sentir parlare. 

 Il riconoscimento della capacità giuridica al feto è una proposta irricevibile. Si tratta di un disegno totalmente in contrasto con il nostro ordinamento giuridico. Tuttavia tale proposta segnala le modalità con cui potrebbero operare

La maggioranza, a partire da Giorgia Meloni, ha tenuto a rassicurare l’elettorato sulla non abolizione della legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza (IVG), salvo poi lasciare spazio ad iniziative che tentano di rendere molto più complicata la sua applicazione, come nel caso della proposta di Maurizio Gasparri? 

Il riconoscimento della capacità giuridica al feto è una proposta irricevibile. Si tratta di un disegno totalmente in contrasto con il nostro ordinamento giuridico. Tuttavia tale proposta segnala le modalità con cui potrebbero operare, rendendo più difficile l’IVG, attraverso la proposta di sepoltura dei feti o il finanziamento alle associazioni anti-choice. Bisogna poi ricordare che, sia Giorgia Meloni, sia Eugenia Rocella, Neoministra per la famiglia, natalità e pari opportunità, hanno ribadito la volontà di salvaguardare il diritto a non abortire, in una strategia che rende più difficile mantenere il diritto di libera scelta delle donne. 

Proprio le dichiarazioni della Ministra Rocella lasciano intuire che si guarderà molto di più alla natalità e non alle pari opportunità, in una visione della donna ormai vetusta, che difficilmente potrà contribuire a sanare il calo demografico italiano?

Le strategie necessarie per avere un saldo demografico in crescita passano dalla definizione di un equilibrio diverso tra lavoro e famiglia. Bisogna incrementare le politiche di conciliazione tra lavoro femminile e cura domestica, coinvolgendo gli uomini, mediante permessi genitoriali retribuiti in maniera più sostanziosa. Le statistiche dimostrano che solo un’occupazione femminile più alta porta a una natalità più alta. 

 

Davanti a questi annunci è necessario organizzare un’opposizione efficace, ci sono già delle iniziative? 

È ancora presto per poter definire una strategia, il governo si è appena insediato e si deciderà poi, di volta in volta, quale potrà essere il modo più adatto di rispondere, ma sarà fondamentale il coinvolgimento della società civile. 

In questo scenario anche gli enti locali, le Regioni e le Province possono rappresentare un ruolo di resistenza contro le iniziative oscurantiste del governo? 

Certamente i piani locali, all’interno delle competenze proprie di Regioni o Province, potranno diventare un argine alle derive più reazionarie della destra. 

Un caso è quello di Emilia-Romagna e Toscana, che davanti all’immobilismo dell’AIFA (Agenzia italiana del Farmaco) hanno deciso di prevedere la gratuità della pillola anticoncezionale per le under 26, potrebbe trattarsi di un esempio da replicare anche in Alto Adige? 

Si tratta di una buona iniziativa per promuovere la contraccezione, ma la competenza in questo caso è della Provincia Autonoma di Bolzano e spetta alla sua amministrazione decidere nel merito. 

Il nuovo assetto italiano ci allontana dal progressismo dell’Unione Europea? 

Il vento che soffia in questo periodo sembra arrivare da Polonia ed Ungheria, ma in tutto l’Occidente è presente una destra fortemente reazionaria, basti pensare a quello che è successo in Svezia o al prezzo che gli Stati Uniti pagano ancora per gli anni della presidenza Trump.  

Proprio in materia di IVG la recente sentenza della Corte Suprema ha cancellato 50 anni di diritti abortivi, provocando un completo cambio di rotta sulla Roe vs Wade, che dal 1973 proteggeva il diritto delle donne all’aborto in tutto il territorio statunitense... 

Nonostante l’enorme dispiacere nel constatare questa drammatica svolta, si può dire, purtroppo, che non fosse del tutto inaspettata. Tale sentenza è uno degli esempi più forti delle conseguenze della politica trumpiana. L’ex Presidente degli USA ha nominato alla Corte Suprema 3 giudici ultraconservatori, spostando gli equilibri verso una maggioranza profondamente reazionaria, che interpreta in maniera molto restrittiva la Costituzione. 

Questo orientamento restrittivo della Corte potrebbe far scomparire anche altre conquiste?

L’attuale composizione della Corte lascia presagire questo scenario. Poco dopo l’emissione della sentenza il giudice Thomas Clarence, ultraconservatore nominato dall’ex Presidente George W. Bush, ha dichiarato che, insieme all’aborto, bisognerebbe riconsiderare anche altre questioni come relazioni omosessuali, matrimoni gay, fino ad arrivare alla contraccezione. 

 Dietro all’argomento della tutela delle donne si nasconde ancora una volta la volontà di controllare le loro scelte, in una visione patriarcale e maschilista che non si intende abbandonare

Dietro a queste politiche, in ambito italiano ed internazionale, c’è il preciso intento di colpire la libertà di scelta del singolo?

Basta guardare alla proposta di legge sulla maternità surrogata che Giorgia Meloni, sostenuta dalla Lega, aveva presentato durante la scorsa legislatura. La proposta puntava a far dichiarare la pratica della gestazione per altri reato universale. È interessante notare come gli stessi sostenitori della riapertura delle case chiuse, si battano contro la gestazione per altri, perché considerano tale pratica svilente e degradante nei confronti delle donne. Ciò che si vuole colpire, in realtà, è l’autodeterminazione delle donne nella possibilità di disporre liberamente dei propri corpi e della propria capacità riproduttiva. Dietro all’argomento della tutela delle donne si nasconde ancora una volta la volontà di controllare le loro scelte, in una visione patriarcale e maschilista che non si intende abbandonare.