Politica | Dal blog di Gianluca Trotta

Memento ad usum Tommasini, I

Ché, metti che io avessi un così cattivo gusto da arrivare a votare PD (che per fortuna non ho, almeno questo, va'); e metti che a questa perversione avessi aggiunto quella, forse ancor peggiore, di esprimere la preferenza per Christian Tommasini. E, insomma, adesso che, pare, i giochi son fatti, i conti li vorrei fare anch'io, con l'oste...
Avvertenza: Questo contributo rispecchia l’opinione personale dell’autore e non necessariamente quella della redazione di SALTO.

Oh: pare che si replichi, e Christian Tommasini sarà di nuovo l'assessore alla scuola in lingua italiana. Bene.

Nell'intervista pubblicata da Salto, anzi, ripubblicata in data 26 aprile 2013, a ridosso dell'apertura delle urne (qui), l'allora ex, oggi riconfermato, assessore per la scuola italiana affermava la principale delusione della legislatura appena finita essere stata la scarsa sensibilità mostrata dai "colleghi della SVP" verso le esigenze delle aree urbane:

In particolare sul calendario scolastico mi sarei aspettato una maggiore comprensione. Vorrà dire che il primo provvedimento che chiederemo sarà quello volto a modificare il calendario scolastico. Per me è si tratta [SIC!!!] davvero di una questione di principio.

Ecco, questa, a tutti gli effetti, mi pare una promessa elettorale. Bella e buona, senza se e senza ma. Alla luce del sole. Ipso facto e ipse dixit.

Insomma, le cose potrebbero essere andate così: metti che io, in un momento di debolezza mentale (ce ne vuole parecchia...) avessi deciso di votare per il PD; e metti che in un momento di ancora maggiore smarrimento avessi deciso di indicare, tra le preferenze, proprio colui che stava pronunciando questa promessa. Orbene: ora son qui a chiedere il conto.

E dunque, questo post ha un solo, unico, incontrovertibile scopo: quello di ricordare a Christian Tommasini questa vera e propria promessa elettorale. Così, se magari se la fosse dimenticata.

Io son qui, a ricordarlgielo. E magari tornerò a farlo.

Così, per confermare quella roba lì che si dice: che le parole sono pietre.

Ecco.