Marina militare
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L'operazione

I sub pescano 4.500 bombe

Intervento urgente dei palombari della Marina militare nel lago di Varna. Dal 2017 a oggi rimossi 14.962 ordigni e consegnati all’Esercito per essere distrutti.
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È stata un’operazione delicata quella portata a termine dai palombari del Gruppo Operativo Subacquei (GOS) del Comando Subacquei ed Incursori della Marina Militare (Comsubin), distaccati presso il Nucleo SDAI (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi) di Ancona, che in 12 giorni, dal 18 agosto fino a ieri, hanno estratto dalle acque del lago di Varna - poco distante da Bressanone - oltre 4.500 bombe da fucile di nazionalità austriaca risalenti al primo conflitto mondiale. Alla fine della guerra gli austro-ungarici, battendo in ritirata, gettarono infatti tonnellate di esplosivi nel lago. Va anche ricordato che dopo la costruzione del forte di Fortezza venne realizzata a Varna, nel 1840, una casermetta per l'addestramento dei militari e poi un annesso poligono di tiro sulla sponda destra del bacino lacustre. 

 

Palombari Marina
L'avvertimento della Marina: mai toccare o manomettere questi ordigni, ma denunciarne subito il ritrovamento. Foto: Marina militare

 

I residuati bellici ritrovati in agosto sono poi stati consegnati agli artificieri del 2° Reggimento Guastatori di Trento della brigata alpina Julia dell’Esercito per essere distrutti. “Sulla base della richiesta della Prefettura di Bolzano siamo intervenuti per la settima volta in questi meravigliosi luoghi per continuare a ricercare, identificare e rimuovere gli ordigni esplosivi presenti sul fondo del lago di Varna” dichiara in una nota il comandante del Nucleo SDAI di Ancona, Capitano di Corvetta Marco Cassetta. “Durante questa missione - prosegue il militare - abbiamo rimosso 4.557 bombe da fucile austriache, che da 100 anni si trovavano sul fondo del lago, passandole in consegna agli artificieri dell’Esercito per la loro definitiva neutralizzazione. È doveroso ricordare che chiunque dovesse imbattersi in oggetti simili ad un ordigno esplosivo o parti di esso, che questi manufatti possono essere molto pericolosi e pertanto non devono essere toccati o manomessi in alcun modo, ma ne va denunciato immediatamente il ritrovamento alla locale Capitaneria di Porto o alla più vicina stazione dei Carabinieri, così da consentire l’intervento dei palombari di Comsubin”.

 

Marina militare
In fondo al lago: un'altra operazione di bonfica (sono state in tutto sette), lo scorso giugno. Foto: valledeilaghi.it

 

Dal 2017, anno di inizio della campagna di bonifica nel lago di Varna, sono stati rimossi in tutto 14.962 ordigni esplosivi. Lo scorso anno i palombari della Marina Militare, che sono in grado di condurre immersioni lavorative fino a 1.500 metri di profondità, hanno recuperato e bonificato sul territorio nazionale oltre 44.000 ordigni esplosivi di origine bellica, mentre dal 1° gennaio 2019 sono già 27.402 i manufatti esplosivi rinvenuti e neutralizzati nei mari, fiumi e laghi italiani, senza contare i 17.826 proiettili di calibro inferiore ai 12,7 mm.

 
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Ritratto di Andreas gugger
Andreas gugger 31 Agosto, 2019 - 10:04

Due anni per un laghetto...

Ritratto di Servus Leute
Servus Leute 31 Agosto, 2019 - 10:14

certo, tu saresti molto più veloce con tutti questi ordigni. sei il campione. the best of Berufsnörgler.

Ritratto di Hartmuth Staffler
Hartmuth Staffler 31 Agosto, 2019 - 12:17

Es wird wohl ein Zufall sein, aber in letzter Zeit tauchen im Internet immer mehr Angebote für "originale Gewehrgranaten für K98" (natürlich entschärft) auf. Genau diese Gewehrgranaten machen den Großteil der im Vahrner See gefundenen Munition aus. Der Preis für eine solche Gewehrgranate beläuft sich meist auf rund 75 Euro pro Stück.

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